La quinta edizione del Festival di Sanremo nel 1955 segna l’arrivo delle telecamere della RAI nel salone del Casinò; la gara viene trasmessa con questo nuovo mezzo di comunicazione, che cominciava a insinuarsi nelle case degli italiani.
Il collegamento con la tv però parte in ritardo di 45 minuti rispetto alla radio che comincia la trasmissione regolarmente alle 22.00.
Nunzio Filogamo
Dopo quattro anni consecutivi, Nunzio Filogamo viene sostituito dal giornalista Armando Pizzo, scelto all’ultimo momento dopo aver pensato a Mike Bongiorno, e a Maria Teresa Ruta, prima annunciatrice televisiva degli studi di Torino e zia dell’omonima Maria Teresa Ruta.
Armando Pizzo
La motivazione del cambio nella conduzione, viene giustificata con le esigenze di rinnovamento e per la scarsa telegenia di Filogamo, ma in realtà è conseguenza della paura dei dirigenti Rai, cattolici e devoti, per le voci insistenti sulla sua omosessualità , e dal terrore di doversi difendere dall’accusa di aver affidato ad un presunto gay la guida del Festival.
Pizzo, ha problemi di memoria, si scrive la presentazione a macchina, deve leggerla facendo finta di nulla davanti alle telecamere, ma non riesce a nascondere le difficoltà.
Ecco come descrive la situazione Borgna: “La prima sera Pizzo entra sul podio con i foglietti in mano e la morte nel cuore. Applausetto di cortesia del pubblico; Pizzo stringe i denti, va al microfono, dispone sul leggio i suoi bravi foglietti e, dandosi un contegno il più possibile indifferente, incomincia a leggere. Manco a farlo apposta, una signora, seduta in prima fila, una di quelle terribili signore con l’occhialino e un cappello pieno di piume in testa, che non mancano mai, strilla a voce alta: “Toh, Armando Pizzo legge!”. Tremante, rosso in volto, il povero Pizzo non riesce a evitare la prima papera, che sarà presto seguita da altre. Poi, per fortuna, si riprende e riesce ad andare avanti”
Ma la televisione con cambia solo il conduttore: arrivano gli ospiti d’onore. e scollature vietate.
Odoardo Spadaro
Per la prima volta, il Festival di Sanremo ha un ospite non in gara: Odoardo Spadaro, cantautore toscano, invitato durante la finale a recitare i testi delle prime tre canzoni classificate e sul palco i fiori di Sanremo diventano immediatamente protagonisti.
Per quanto riguarda l’abbigliamento la direttiva della Rai su questo punto è precisa: “Le signore devono indossare toilettes decenti perché teletrasmesse e i signori in abito scuro sono pregati di indossare camicie grigie, meglio celesti, perché quelle bianche sparano sul video”.
Ma l’obbligo di rinunciare a scollature troppo vistose non riguarda soltanto le signore presenti fra il pubblico, ma anche e soprattutto le cantanti.
Dopo la prima edizione teletrasmessa, si registra un fenomeno inatteso: sono le donne la grande maggioranza del pubblico, che guarda il festival da casa. E gli abiti delle cantanti sono l’oggetto principale dei commenti e delle discussioni femminili.
Jula de Palma prima delle prove
La bellissima Jula De Palma è una delle prime a cadere nella ferrea censura dei dirigenti della RAI. Nel 1957 non volendo rinunciare ad indossare un abito che presentava una profonda scollatura davanti, fu costretta ad applicare una grande rosa sulla generosa scollatura.
Nel 1959 ancora lei, Jula De Palma, canta, anzi sospira la "Tua" provocando numerose telefonate di protesta alla Rai perché troppo provocante. Il pubblico in sala l’applaude e le giurie la premiano con il quarto posto, ma la Rai l’accusa di “aver cantato con realistico trasporto una canzone che fa riferimento all’amore fisico” e la sua carriera è così irrimediabilmente danneggiata.
Le immagini di questo articolo sono dell'archivio Moreschi e si trovano nel libro Sanremo Story edizioni Zem di Vallecrosia
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