Grande successo di pubblico, per il primo weekend dedicato all'Agosto Medievale di Ventimiglia, giunto alla 42a edizione, che terminerà lunedì 6 agosto. L'appuntamento è scattato sabato scorso dalla piazza della Cattedrale, alle 20, con il corteo storico in via Garibaldi, l’offerta del Cero in Cattedrale, la benedizione della Permissione ed i ‘Giochi di Bandiera’. Sabato sera hanno sfilato in costume anche il Sindaco Ioculano, la sua Giunta e l'Onorevole Di Muro, Deputato della Lega.
Ieri sera è stata la volta dei ‘Giochi Medievali’, una competizione in varie discipline, con gli atleti dei Sestieri. Grande divertimento per gli spettatori che hanno assistito ai giochi che venivano praticati centinaia di anni fa. Alla fine dei giochi è stato il Sestiere Ciassa ad aggiudicarsi la temporanea testa della classifica, davanti alla Marina. Al terzo posto (ex equo) i Sestieri Auriveu e Campu e, al quinti il Burgu.
(Nella gallery le foto ed i video di Eugenio Conte)
Ora è previsto qualche giorno di stop. Si riprende giovedì dalle 21, con la ‘Notte di Mediestate’ ma, dalle 18, è previsto il via al mercato medievale ed una serie di spettacoli. Lungo il percorso ed i carrugi, oltre al mercato sono previste visite guidate. Venerdì 3 agosto sarà la volta delle ‘Notte delle Perseidi’, con la rievocazione e l’ambientazione in costume medievale, nelle piazzette del centro storico. Anche in questo caso previsti mercatini, visite guidate e mostre.
Sabato 4 agosto toccherà alla ‘Notte dei Mercanti’, dalle 18 con le taverne aperte, mercatini, concerti e visite guidate. Domenica 5, alle 18, la storica ‘Regata dei Sestieri’, seguita dai mercatini medievale e artigianale. Lunedì 6 alle 20 la ‘Notte del Guiderdone’ con il corteo storico nelle vie cittadine, fino a piazza Colletta.
Questa la suddivisione della rievocazione in sei quadri.
LUCHETTO GRIMALDI - Podestà di Ventimiglia -1270 Piazza Colletta BURGU Al servizio di Carlo d'Angiò si era distinto nel sedare una rivolta in Sicilia. Rientrato in Ventimiglia, trovò la città in gran fermento. In quel momento storico (1270), rinsaldare la fazione ghibellina ventimigliese, facente capo ai Curio - Saonese, era particolarmente necessario e urgente. Ma i guelfi ventimigliesi riuscirono, con azione violenta ed illegale, a far nominare Luchetto Grimaldi alla carica di Podestà. Appena insediato, i ghibellini abbandonarono la città e, armati, si ritirarono nei luoghi vicini. La notizia mise in agitazione Genova che inviò un gruppo di soldati in aiuto dei fuoriusciti. Lo scontro armato fu inevitabile; i ghibellini furono sconfitti e dovettero arrendersi. Ottennero salve le vite, ma Luchetto lasciò liberi solo i cittadini genovesi; tutti gli altri furono imprigionati (866).
CARLO GRIMALDI il "Grande" - 1331 Salita Mons. Daffra AURIVEU
Signore di Monaco, Cagnes e Roccabruna, Ammiraglio di Francia, fu Rettore di Ventimiglia dal 1331 al 1339 e Governatore dal 1354 al 1357. Carlo aveva restituito la libertà alla nostra città una prima volta nel 1331, in seguito al trattato di pace sottoscritto con Genova il 9 febbraio 1331 a Pigna. Nel 1335 riprese le armi contro i ghibellini genovesi e, per la seconda volta, liberò la nostra città. A questo punto Carlo, in accordo con la fazione guelfa decise il passaggio di Ventimiglia nella Contea di Provenza, con la promessa di Re Roberto D'Angiò della sua elevazione a Capoluogo di Vicaria e la giurisdizione su tutto il territorio della Contea ventimigliese. E il 25 maggio 1335, nella nostra cattedrale, alla presenza di tutte le autorità cittadine, di Carlo Grimaldi e del Siniscalco di Provenza Filippo di Sanguineto, data lettura del trattato di dedizione, tutti i presenti, tra esclamazioni di giubilo, approvarono e Ventimiglia entrò così a far parte integrante della Contea di Provenza (1038).
LAMBERTO GRIMALDI Signore di Ventimiglia – 1463
Piazza Borea CAMPU Figlio di Nicola, Signore di Antibo e Cagnes, sposando la quattordicenne Claudina, unica erede di Catalano Grimaldi e pertanto della Signoria di Monaco, evitò che il Casato si estinguesse. Lamberto divenne quindi Signore di Monaco. Gli annali ci dicono che fu degno del Casato di cui era diventato garante; essendo uomo astuto, coraggioso e sottile conoscitore dell' animo umano, si valse di queste doti per realizzare il progetto politico che i suoi predecessori avevano fallito; estendere i confini della Signoria sino al fiume Roia, dandole così Ventimiglia come capitale. Era un progetto ambizioso, ma Lamberto, contando sulla protezione dei Conti di Provenza e sul fatto che al Re di Francia Ludovico XI non importasse recare danno alla Repubblica di Genova, decise che fosse giunto il momento propizio per riunire politicamente Ventimiglia e Monaco. L'8 settembre 1463, il Parlamento Generale degli abitanti della Città e delle Ville, lo proclamò Signore di Ventimiglia, alla presenza dei Sindaci Porro e Galleani che gli giurano fedeltà (1092).
ALOISIO GRIMALDI Comandante della Rocca – 1469
Piazza delle Erbe MARINA Cavaliere di Malta, fratello di Lamberto, fu uomo d'armi di valore per esperienza militare e coraggio. Allorquando nel 1469 il nuovo Signore di Milano, Duca Galeazzo Sforza, con un atto di forza, occupò la città di Mentone, Lamberto decise di correre ai ripari e nominò Aloisio suo luogotenente per organizzare la difesa di Ventimiglia. Aloisio prese il comando della Rocca, riorganizzò le difese e fece aumentare la dotazione di munizioni. Il Duca Galeazzo, preso atto che i Grimaldi non avevano alcuna intenzione di fare atto di sottomissione, ruppe gli indugi ed inviò contro Ventimiglia un esercito guidato dal condottiero Corrado Da Fogliano. La fortezza venne assediata e fu sottoposta ad un intenso cannoneggiamento. Il 12 novembre 1469 la guarnigione si arrese: Aloisio, il suo comandante, era morto, colpito dal tiro di una spingarda (893).
GIOVANNI II GRIMALDI Signore di Ventimiglia – 1499
Piazza Rocchetta CIASSA Figlio di Lamberto, gli annali dicono che fu personaggio molto controverso, di spirito irrequieto, poco conciliante nelle cose pubbliche. Nel 1495 tentò in nome del Re di Francia, con l'aiuto del cognato Luca D'Oria, Signore di Dolceacqua, e di Paolo Fregoso, di riprendere la Signoria di Ventimiglia. L'impresa non riuscì perché, dopo un lungo assedio, i parlamentari di Ventimiglia, Galleani e De Giudici, non accettarono le gravose condizioni imposte per la resa della città che rimase pertanto inespugnata. Soltanto nel 1499 quando Luigi XII di Francia divenne Signore del Milanese e di Genova, su delega di Renato di Rouen, consigliere e ciambellano regio, Giovanni II fu nominato Governatore di Ventimiglia, delle sue fortezze e del castello di Penna. Il Grimaldi, appena insediato, delegò ad amministrare la città il dottore in legge Giovanni De Ramoini e scelse l'illustre Antonio Lantero quale plenipotenziario presso il Re di Francia (996).









































































