Nicola Gratteri e Don Armando Zappolini hanno concluso la tre giorni del "Festival della Legalità e delle idee” al Teatro del Casinò di Sanremo. Nel pomeriggio finale dell’evento, inserito nell’European Year of Cultural Heritage, studenti, insegnanti e giornalisti hanno potuto ascoltare due testimonianze simbolo dell'impegno per la legalità.
Il procuratore di Catanzaro, da 30 anni impegnato nel contrasto alle mafie, è tornato nella città dei fiori per lasciare un forte messaggio ai giovani e alle scuole. Prendendo spunto dal suo ultimo libro "Fiumi d’oro. Come la ’ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia legale" Mondadori, il magistrato ha parlato della potenza di una criminalità per molto tempo sottovalutata dalle istituzioni. Un'ombra arrivata nel cuore dell’Europa, in grado di gestire “fiumi d’oro”.
“La 'ndrangheta è la quarta azienda in Italia ed è la più potente nell’occidente, compra 1 kg cocaina in Colombia a 1000 euro e vende 1 grammo in strada a 50 euro - ha spiegato Gratteri - è presente in tutta Italia, nell'est e tutta Europa. Sta comprando tutto e l'opinione pubblica è convinta che non ci sia niente (..) Il problema è che gli Stati a livello europeo non attrezzati per contrastare le mafie, siamo molto disomogenei nei sistemi giudiziari. C’è un'Europa che si intessa di banche, di economia ma poco di sicurezza, giustizia riuscendo a malapena a capire la filosofia criminale”.
Una potenza aziendale con un fatturato di 43 miliardi di euro ogni anno che si avvale di professionisti ed esperti per il riutilizzo del soldi della cocaina nell’economia legale. Una potenza che rischia di compromettere anche la libertà degli individui: “L’attenzione delle forze dell’ordine deve essere rivolta verso quei soggetti specialisti nel favorire le mafie, coloro che prestano servizi illeciti. Saltano le regole del mercato libero se entrano i soldi illeciti - ha ribadito il magistrato - Comprare con quei soldi pezzi di giornale o di tv significa manipolare il pensiero di milioni di persone”.
Nel suo intervento, il procuratore non ha usato mezzo termini per spiegare come viene estratta e lavorata la cocaina dai paesi sudamericani esportatori: Perù, Bolivia e Colombia: un racconto diretto soprattuto ai giovanissimi, principali consumatori. “La prima sostanza che entra nell’organismo quando ci si fa di cocaina è il cemento, ma viene anche usato l’acetone come sbiancante perché la sostanza in natura è beige” ha detto Gratteri facendo alcuni esempi.
Poi, soffermandosi sul perché della sua contrarietà sull'ipotesi legalizzazione droghe, il magistrato si è rivolto ai giovani e al corpo docente richiamando la scuola alle sue responsabilità, ai principi morali. “C’è un eccesso di democrazia dei genitori nella scuola, stiamo vivendo un decadimento etico dei valori. Voi insegnanti dovete creare una trincea e agire contro chi con arroganza e ignoranza vi attacca. E informatevi bene su chi invitate a scuola, c’è gente che si improvvisa esperta” ha concluso Gratteri riferendosi ad un episodio a lui capitato durante un confronto con un parlamentare sul tema delle droghe in occasione di un convegno con gli studenti di una scuola pugliese.
La parola è passata infine a Don Armando Zappolini, parroco di Perignano in Toscana e personalità impegnata in molto realtà associative a favore dei più deboli, tra le quali il Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. Raccontando la sua esperienza, il sacerdote ha presentato il suo libro "Un prete secondo Francesco. Contemplativo, sognatore e costruttore di ponti", San Paolo Editore.
























