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Attualità | 31 ottobre 2017, 14:36

Imperia: consegnate oggi al sindaco Capacci le firme della petizione per la riapertura della biblioteca (Foto e Video)

A conclusione di un percorso iniziato il 6 maggio e proseguito ininterrottamente sino al 22 luglio scorso, sono state consegnate oggi le 2029 firme raccolte con la petizione che chiedeva la riapertura urgente della Biblioteca di Imperia

Imperia: consegnate oggi al sindaco Capacci le firme della petizione per la riapertura della biblioteca (Foto e Video)

“Il sindaco, da cosa abbiamo percepito questa mattina, è interessato ai ragionamenti che abbiamo fatto – spiega Lilli Alampi, portavoce del comitato - ossia alla descrizione della platea dei sottoscrittori della petizione sia alle proposte sulle politiche culturali ma naturalmente l’altro aspetto è che questa amministrazione comunale deve ancora pagare i mutui contratti dalla precedente amministrazione e per i prossimi 4 anni non crede di poter risolvere questa situazione. È chiaro che non si può procedere da un’emergenza all’altra però noi pensiamo che uno sforzo concreto vada fatto con gli strumenti che adoperano gli altri enti”.

A conclusione di un percorso iniziato il 6 maggio e proseguito ininterrottamente sino al 22 luglio scorso, vengono consegnate oggi le 2029 firme raccolte con la petizione che chiedeva la riapertura urgente della Biblioteca di Imperia.

“Ci sembra doveroso accompagnare la consegna ufficiale con alcune considerazioni, nel tentativo di rappresentare e dar voce ai cittadini che hanno apposto la loro firma fermandosi a dialogare con noi. La prima considerazione è la trasversalità dei sottoscrittori nell'ambito sociale e generazionale: dai più piccoli ai più anziani, stranieri e italiani, turisti e residenti a Imperia e nel comprensorio, studenti e insegnanti, artisti e lettori, insomma non solo gli addetti ai lavori. La galleria fotografica che abbiamo trasmesso agli organi di stampa lo testimonia, e non tutti ovviamente hanno acconsentito a farsi riprendere. Certo hanno firmato molti insegnanti il cui lavoro è strettamente intrecciato alle attività della Biblioteca, ma molto più numerosi sono stati i lettori e gli utenti a vario titolo dei servizi e delle iniziative culturali per i quali risultava inaccettabile e penosa la chiusura della Biblioteca, associata a quella di altre istituzioni culturali, come il Teatro Comunale Cavour e il Centro Culturale Polivalente. Tutti ci hanno fatto comprendere per aspetti diversi la centralità e l'importanza della Biblioteca al di là del mero prestito dei libri, come possa rappresentare un formidabile strumento di integrazione, di dialogo e di incontro, nella diversità e nella complessità dei contesti sociali di provenienza. E come si rendano necessari ulteriori investimenti per ampliarne la qualità dei servizi e le iniziative”.

E ancora: “La seconda valutazione riguarda la valorizzazione dell'originale struttura museale della Biblioteca, insieme allo spazio mostre. Ci riferiamo al complesso dei lasciti: lo studio con gli arredi originali della casa dello scrittore Edmondo De Amicis, lo studio e i tremila volumi del politico Alessandro Natta, la sala del pittore e incisore Ligustro, con i suoi libri d'arte orientale, i suoi legni per l'incisione e i suoi dipinti, i volumi dello storico Francesco Biga, soprattutto sulla Resistenza, e altre donazioni ancora. Insieme con i volumi dunque sono stati ricostruiti nelle sale della Biblioteca gli ambienti privati dello studio e della scrittura; d'altronde le biblioteche personali parlano degli scrittori tanto quanto le loro opere. Questo patrimonio prezioso, creatosi negli anni, deve essere restituito alla fruizione del pubblico con continuità per non tradire il significato vero delle donazioni: non era certo quello di far accumulare polvere nelle stanze chiuse, ma la necessità di promuovere il dibattito e la riflessione sui grandi temi e sulla contemporaneità partendo dalla loro testimonianza e dall'impegno di ricerca che ha caratterizzato le loro vite; costituirebbe, con le attività culturali e le mostre temporanee della biblioteca, un polo culturale di grande interesse e non li ridurrebbe a santini da tirar fuori soltanto in occasione delle celebrazioni rituali”.

Infine: “Moltissime delle persone che hanno firmato per la riapertura della biblioteca ci hanno chiesto informazioni sulla situazione del Teatro Cavour e del Centro Culturale Polivalente e ci hanno suggerito di organizzare iniziative anche per la loro riapertura. Non è possibile concepire le politiche culturali come qualcosa di accessorio ed estemporaneo, utilizzando gli spiccioli rimasti nelle casse del Comune: occorre un disegno politico complessivo, stanziamenti consistenti per la gestione degli immobili, risorse certe e organici per promuoverne e ampliarne l'accesso, partendo dall'urgenza di riaprire il prima possibile il Teatro Comunale e ridare una stagione teatrale a questa città; si tratta di costruire un coordinamento efficace tra le istituzioni e le diverse strutture pubbliche -biblioteca, Villa Faravelli, Museo Navale, ivi inclusi gli spazi del Polo Universitario e di Villa Grock- con una programmazione annuale delle iniziative e degli interventi da tenersi. Imperia destina alla spesa culturale in percentuale risorse inferiori a quelle stanziate dagli altri Comuni della Provincia e se la si paragona con altre realtà di città-capoluogo il confronto è ancora più impietoso. Senza un progetto a largo raggio e risorse finanziarie da destinargli, coinvolgendo certamente le associazioni attive sul territorio, non si va da nessuna parte, soprattutto non si fa argine al degrado e all'arretramento della qualità di vita, condannando Imperia all'isolamento. La nostra città ha già subito le ferite del progressivo smantellamento delle sue risorse produttive, per ultima quella dell'Agnesi, lasciata sola a spegnersi senza contrasto e in assenza di alternative concrete. Non può permettersi di archiviare definitivamente la sua storia e la sua memoria”.

Andrea Gavi

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