"Nel 2007-2008, quando io ho iniziato a fare il sindaco, con la mia amministrazione abbiamo deciso di dare un impulso forte per vedere di sbloccare quella che, secondo noi, era una programmazione arenata della provincia di Imperia. In quel momento si parlava di impianti di trattamento non ben definiti che dovevano ad esempio produrre del CDR, delle balle di combustibile da rifiuti; qualcuno parlava di inceneritori, come allora si chiamavano. Si accennava all’ipotesi di realizzare questo tipo di impianto nella zona Colli, uno dei siti che è inserito nella nostra pianificazione provinciale e che è tutto nel territorio del comune di Taggia, che è immediatamente sotto al sito di Collette Ozotto, dove attualmente c’è la discarica".
"Noi eravamo contrari ad avere un impianto di trattamento sul nostro territorio e soprattutto un impianto in merito al quale ancora non si capiva bene che tipo di caratteristiche avrebbe dovuto avere. Dopo i primi due anni di studio, nei quali siamo andati in giro – parlo come amministrazione comunale di Taggia – a visitare gli impianti nelle altre regioni, a visitare comuni dove si faceva la raccolta differenziata domiciliare, per imparare da chi era più virtuoso di noi e aveva acquisito un’esperienza nel campo, abbiamo deciso di giocare una carta propositiva. Quindi, abbiamo detto – il tutto è formalizzato in una convenzione che è stata approvata nell’assemblea dell’ATO rifiuti, ma anche dal consiglio provinciale e naturalmente dal consiglio comunale di Taggia – che si poteva fare un impianto nel nostro territorio, però un impianto che fosse adeguato alle esigenze della provincia, un impianto moderno e innovativo per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, e soprattutto un impianto che favorisse lo sviluppo della raccolta differenziata sul nostro territorio. Una cosa che abbiamo capito è che, ad esempio, i termovalorizzatori sono impianti che funzionano e sicuramente rispondono a determinate esigenze di determinati territori, ma non sono impianti che aiutano i territori che servono a sviluppare la raccolta differenziata. I termovalorizzatori, infatti, per funzionare hanno bisogno di rifiuti da bruciare, tanto è vero che oggi molti impianti (anche a livello nazionale, non dico soltanto nella zona, anche perché non ne abbiamo) sono in crisi perché nei momenti in cui i territori e i comuni fanno la raccolta differenziata non hanno più rifiuti da portare, quindi sono impianti che non sono più sostenibili dal punto di vista della sostenibilità tecnica e finanziaria. Ecco che poi si scatena anche la caccia a chi porta i rifiuti".
"Noi, sulla base dei dati che abbiamo studiato, abbiamo detto che non vogliamo un inceneritore e non vogliamo neanche, quindi, un impianto che produca combustibile da rifiuti, ma vogliamo un impianto moderno che ci aiuti a sviluppare la raccolta differenziata. In quella convenzione, che fu approvata nel 2010 e che è stata inserita nel piano provinciale, noi abbiamo detto che si facesse l’impianto nel territorio del comune di Taggia, ma un impianto che prevedesse una fase di separazione accurata dei rifiuti (parlo della parte indifferenziata) e un impianto meccanico-biologico – noi abbiamo indicato di digestione anaerobica e di compostaggio – che però si occupasse del trattamento della parte umida della raccolta differenziata. Infatti, un grosso problema che abbiamo nella provincia di Imperia è che non esiste un sito, ad esempio, che possa trattare la parte umida da raccolta differenziata, il cosiddetto «organico». Noi siamo costretti a guardare ad altre regioni per poter smaltire i nostri rifiuti organici. Quindi, in questa convenzione noi abbiamo posto delle linee guida che indicassero dei criteri precisi sull’impiantistica che si sarebbe dovuta realizzare nella provincia di Imperia, accogliendola sul nostro territorio. Naturalmente, come potete immaginare, abbiamo anche chiesto delle royalties di indennizzo. Dunque, abbiamo chiesto che si sviluppasse la raccolta differenziata su tutta la provincia, non soltanto nel comune di Taggia, e che l’impianto dovesse essere modulare e funzionale a sostenere la raccolta differenziata dei comuni della provincia di Imperia. Questo è stato per noi un successo, perché ha dato un impulso notevole alla pianificazione, ha dato un obiettivo, ha dato se non altro un termine a cui giungere per poi gestire tutta la raccolta grazie a un impianto sul nostro territorio che rappresentasse il superamento dell’epoca delle discariche. Sicuramente avete avuto modo di scoprire che noi abbiamo vissuto un ventennio precedente dove le discariche erano su terreni privati e, con affidamenti diretti, di proroga in proroga si è andati avanti per anni. Il Lotto 5 è la prima discarica che è stata affidata tramite una gara da parte della provincia. Quindi, abbiamo insistito molto perché questa scelta impiantistica rappresentasse la chiusura del tempo delle discariche".
"Naturalmente si è aperto il problema di questo cosiddetto 'periodo transitorio', che da quel momento potesse traghettarci fino all’attivazione dell’impianto. È il periodo che stiamo vivendo tuttora nel quale, insieme alla provincia e ai comuni, si è pensato di risolvere attraverso un’ennesima discarica, il cosiddetto «Lotto 6», che naturalmente si è voluto – di concerto con la provincia e con tutti i comuni – fosse comunque un’area pubblica e fosse una gestione affidata tramite una procedura ad evidenza pubblica.
Su questo naturalmente si è creato il problema che conoscete dell’indagine giudiziaria, che ha posto sotto sequestro il Lotto 6 e quindi ha in qualche modo bloccato questo percorso pianificatorio per questi anni prima dell’attivazione dell’impianto.
Come comune di Taggia, naturalmente, non eravamo felici di avere un ennesimo lotto di discarica sul nostro territorio, ma eravamo consapevoli che se volevamo arrivare al momento in cui sarebbe finita l’epoca delle discariche, non potevamo immaginare di polverizzare i rifiuti e c’era comunque bisogno di questi due o tre anni di discarica. Quindi, è stata una scelta sofferta ma consapevole che comunque si dovesse arrivare a una soluzione transitoria, che traguardasse però quel tipo di risultato. Probabilmente avete ricevuto notizia del fatto che su questo benedetto Lotto 6 ci sono state polemiche, comitati, consigli comunali infuocati nei quali, sia da parte delle opposizioni sia da parte di molti cittadini, c’era un’opposizione forte alla disponibilità che il comune di Taggia aveva dato non solo al futuro impianto ma anche a questo periodo transitorio di discarica. Noi chiaramente eravamo consapevoli che non era una cosa bella, ma era inevitabile se si voleva arrivare a traguardare un risultato sostenibile per il futuro. Quindi, è stata una fase politica molto delicata. Ci siamo trovati spesso anche abbastanza in disaccordo con il comune di Sanremo, non con l’attuale amministrazione ma con la precedente, perché il comune di Sanremo all’inizio aveva dato disponibilità a questo Lotto 6, approvando in consiglio comunale la necessaria variante urbanistica, ma poi era tornato indietro e nell’assemblea dell’ambito territoriale per i rifiuti ci sono stati molti confronti anche piuttosto accesi".
"La determinazione complessiva e finale è stata poi quella di dare corso a questa ultima discarica, che fosse appunto l’ultima prima di traghettare l’impiantistica che vi ho prospettato precedentemente. Tutto questo va inquadrato in un panorama in cui abbiamo due comuni che stanno facendo servizi di raccolta domiciliare, il comune di Santo Stefano e il comune di Camporosso, che avevano iniziato ancora prima del comune di Taggia. A parte questi due casi, però, la situazione complessiva presenta forti criticità, perché abbiamo comunque una media vergognosa a livello provinciale. Quindi, dobbiamo necessariamente avere per questi anni uno spazio dove conferire i nostri rifiuti, se non vogliamo mendicare in giro spazi disponibili negli altri impianti fuori provincia o fuori regione".














