A pochi giorni dall’ultima tornata elettorale, SR Inkieste ripercorre l’intera campagna con un’analisi dei manifesti tra il serio e il faceto. Partiamo dal modello classico e come esempio ne prendiamo uno dei vari proposti da Enrico Ioculano, il candidato del PD a sindaco di Ventimiglia. Sfondo bianco uniforme, tipo fototessera. In questo caso il vuoto gioca un ruolo fondamentale, perché evita che lo sguardo si disperda e lo indirizza sull’essenziale: il candidato, il sostenitore e lo slogan. Peccato per quell’espressione un po’ così di Matteo Renzi. In basso e nel tondo il nome ed il simbolo della lista civica in appoggio a Ioculano, Ventimiglia Cambia Verso. Un nome che è uno slogan, richiamato dalla grafica con la parola verso scritta a specchio. Il candidato ci mette la faccia e Ioculano si presenta con sorriso pulito e posa composta. Nel complesso emerge un’immagine rassicurante e affidabile.
Più originale Christian Gullone nelle foto della lista civica Sanremo Insieme Ecologia e Libertà per Biancheri sindaco, dove appare mascherato da clown. Nella storia delle votazioni matuziane il primo pagliaccio giustificato. Si tratta, infatti, di un artista con indosso il trucco di scena. Altro stampato classico è quello di Paolo Strescino, Presidente del Consiglio Comunale di Imperia e candidato NCD al Parlamento Europeo. Le caratteristiche tipiche ci sono tutte: sfondo chiaro, il Tricolore accanto ai colori del partito, slogan ‘insieme in Europa’ e candidato ritratto come la Gioconda, con il mezzo busto leggermente ruotato, ma il volto frontale ed il sorriso enigmatico. Il motivo per cui vogliamo prenderlo in considerazione è la presenza di due elementi, che non sempre abbiamo trovato in occasione di queste elezioni. Primo, nell’era del delirio digitale sorprendentemente non tutti i manifesti indicano il sito Internet oppure i social network per seguire la competizione (Strescino riporta Twitter e Facebook). Secondo, la maggior parte dà per scontata la cosa più banale, che però è la più importante: come si vota. Qui si spiega scheda elettorale grigia, circoscrizione Nord-Ovest, barra il simbolo e scrivi Lupi e Strescino. A prova di disinformato.
Procediamo con il manifesto programmatico e citiamo Simone Baggioli, Consigliere Comunale a Sanremo ed esponente di Forza Italia per Berrino sindaco. Baggioli si ricandida alle amministrative e dietro di lui spunta la città con alcuni dettagli distintivi: una palma, i famosi fiori di Sanremo ed il porto, all’insegna della continuità nel ruolo di incaricato alle attività portuali ed allo sviluppo crocieristico. Il succo è riassunto in una rima: ‘la tradizione, un passato da cui imparare… il mare, un futuro a cui guardare’. In primo piano il candidato, che… si muove! Basta poco per imprimere dinamismo alla fotografia: un sorriso più aperto, la giacca scostata, una mano in tasca e voilà, il manifesto è servito. Un accenno anche ai due Marcantonio, che campeggiano lungo le vie della Città dei Fiori. A colpire non sono i muscoli, è l’idea ‘Te gusta la movida? Keep calm’ della lista civica Rinasce Sanremo, lanciata dal candidato a sindaco Gianluca Covatta. In un modo che non passa inosservato, viene illustrato l’impegno per una vita giovanile a chilometro zero e addirittura dopo le sette di sera. Con la consapevolezza che la movida può sbocciare soltanto laddove c’è sicurezza.
Rimanendo in tema di pubblicità elettorale contenente i punti del programma, ci spostiamo nell’entroterra, dove a Dolceacqua notiamo quella di Fulvio Gazzola, Sindaco uscente e ricandidato alla poltrona. Alcuni particolari grafici catturano l’attenzione. In alto la presentazione con i fumetti della relativa lista civica, Dolceacqua da Vivere Insieme. Con il celebre castello sullo sfondo e i candidati consiglieri a semicerchio alle spalle di Gazzola, si rende il senso del gioco di squadra. In basso appuntati otto post-it (la forza dei numeri) con gli obiettivi per i prossimi dodici mesi. Un’arma a doppio taglio: da un lato il coraggio della trasparenza, dall’altro il rischio di non mantenere le promesse scritte nero su giallo. Dalla Grecia con ardore politico, e di rosso si tinge l’affiche programmatica per le Europee, arriva L’Altra Europa con Tsipras. Subito si legge il messaggio ‘prima le persone’, ma poi il manifesto non è orientato al lettore con le persone protagoniste assolute. Gli unici soggetti sono i sostenitori con le bandiere, in secondo piano rispetto al leader fino a scomparire dietro al simbolo della lista. Comunque, alla fine ‘scegli l’Europa dei cittadini’.
C’è ancora il manifesto contro, che sostituisce l’approccio costruttivo con la chiamata, a caratteri cubitali, alla firma di protesta: ‘cancelliamola con una firma’. Sotto, la foto storica dell’ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero in lacrime. Il dazebao appartiene alla Lega Nord, che per le Europee 2014 ha modificato il simbolo, inserendovi una netta presa di posizione contro la moneta unica. Alberto da Giussano, paladino delle ‘autonomie’, poggia sopra la scritta ‘basta €uro’. I leghisti, in maniera studiata, nello stesso cartellone concentrano due appelli. A votare il partito domenica 25 maggio e a firmare il loro referendum per l’abrogazione della legge Fornero, con il numero da contattare per maggiori informazioni. Noi abbiamo telefonato e ha risposto un addetto preparato e disponibile.
Contromanifesti? Il solito faccione elettorale archiviato del MoVimento 5 Stelle. Come faccione viene usato Pinocchio con l’invito esplicito a liberarsene, scegliere il cambiamento e tornare a votare, ora puoi! Il colore è il giallo, il comune Sanremo ed il candidato a primo cittadino Paola Arrigoni. Si coglie, nella comunicazione visiva dei grillini, da una parte il timore di una scarsa affluenza alle urne e dall’altra la fiducia che gli elettori non abbiano perso completamente lo stimolo. Di esercitare il diritto e dovere civico di voto (art. 48 della Costituzione Italiana).
Da ultimo concedeteci una battuta, senza offendere nessuno e con la mera volontà di stemperare i toni della scampata, pardon! passata campagna elettorale. Come non avere un sussulto di fronte al manifesto di quell’esponente di Forza Italia, ‘un medico in Europa per la salute e il risparmio degli Italiani’? Impossibile non ricordare il Principe della risata nel film ‘Gli onorevoli’, quando dalla finestra con l’imbuto-megafono urla il suo slogan: ‘Italiano, vota Antonio La Trippa! Italiano, vota La Trippa!’. Basta cambiare La Trippa con il cognome del candidato e… www.votaantoniomussa.it. Inarrivabile Totò.
























