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Festival di Sanremo | 20 febbraio 2014, 17:27

Festival di Sanremo 2014: Luca Parmitano, dalle stelle al palco dell'Ariston

"E’ più semplice stare sulla stazione spaziale - dice l'astronauta italiano - che qui sul palco del Festival"

Luca Parmitano

Luca Parmitano

Ospite della terza serata l’astronauta italiano Luca Parmitano che ha fatto ritorno lo scorso novembre dallo spazio dopo un missione internazionale partita il 28 maggio.

“E’ più semplice stare sulla stazione spaziale  - ha esordito Parmitano - che qui sul palco del Festival. L’emozione è fortissima”. Moltissime le domande per lui in conferenza stampa, le curiosità sono tante e tutti vorrebbero entrare in questo mondo misterioso e sconosciuto che è lo Spazio. L’esperienza spaziale è stata fortissima,  il coronamento di un sogno per l’astronauta catanese. “Provo un profondo sentimento di gratitudine per aver goduto di questo privilegio straordinario, gratitudine per il mio paese mi ha sostenuto, l’Italia. La missione mi ha permesso di mettere alla prova anni ed anni di preparazione e allenamento, addestramento. Chiedersi cosa c’è al di là dell’orizzonte e cercare di andare a scoprirlo”.

Il tema di quest’anno del Festival è la bellezza, che tipo di bellezza ha potuto vedere dallo spazio? “La bellezza della nostra terra che è quella di un' oasi nel deserto, l’unico pianeta che da sostegno alla vita. Si apprezza dallo spazio e la si apprezza ancora di più quando si rientra”.

Luca Parmitano dopo aver fatto questa esperienza si sente un superuomo, un esempio da seguire? “Mi piace pensare che io rappresento un’opportunità italiana di fare qualcosa di buono, sono un persona normalissima e mi sforzo di comunicare fiducia ed ottimismo. Vorrei comunicare questo messaggio ai giovani, e l’Agenzia Aerospaziale Italiana è una eccellenza italiana e può essere una grande opportunità per i giovani”.

Che musica si ascolta nello spazio? “Ognuno di noi porta nello spazio la musica che preferisce, viene importata direttamente dalla Nasa, e la si ascolta nei momenti di relax e di pausa. Per esempio io la ascoltavo quando passavo l’aspirapolvere per riassettare un po’ l’astronave”.

Ma Parmitano cosa voleva fare da grande? “La prima persona che mi ha chiesto che cosa volevo fare da grande è stata la mia istruttrice di nuoto a circa 3 anni, da allora ho martellato in continuamente i miei genitori fino a riuscire nell’intento”.

Sei mesi nello spazio sono lunghissimi, ma c’è il tempo per annoiarsi e soprattutto cosa manca di più. “L’unico rimpianto che posso avere dei  sei mesi in cui sono stato su è di non riuscire a ricordare tutto esattamente e con precisione, di non avere abbastanza parole per descrivere l’immensità di questa esperienza”.

“Il ricordo che ho del momento del rientro – conclude Parmitano con un velo di commozione – è che c’erano le miei figlie ad aspettarmi  e il loro sorriso, il più stupendo che abbia mai visto. In quel momento non ero più né un astronauta, né un uomo, ma semplicemente un padre” 

Barbara Pasqua

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