Il consigliere comunale, Marco Damiano, interviene sulla questione della palestra a Pian di Poma e del progetto di una palazzina residenziale in via Barabino dopo alcune mail di lettori.
“Egregio direttore, sono con la presente a rispondere, in qualità di consigliere comunale, ai dubbi dei vostri lettori sul doppio intervento Pian di Poma - Via Barabino (Antonio I. in primis, nonché a tutti quelli che non hanno ben compreso la valenza e la portata della decisione assunta), con l'intenzione, se possibile, di chiarire alcuni aspetti rappresentati che, visto il dibattito susseguitosi, non appaiono correttamente esposti.
La proposta progettuale esaminata ed approvata come atto di indirizzo dal Consiglio Comunale nella seduta del 2 agosto, trova spunto dalla necessità, da parte della Pubblica Amministrazione di reperire risorse economiche atte a realizzare impianti sportivi pubblici, nonché dalla necessità di veder smantellare, entro breve tempo, l’impianto sportivo esistente in Via Barabino che oggi permette a centinaia di bambini e ragazzi di frequentare e praticare attività sportiva, in quanto la stessa non è di proprietà del Comune di Sanremo, versa in condizioni di manutenzione pessime ed inoltre sorge su un’area attualmente classificata come esondabile!.
La proposta esaminata quindi, contrariamente a quanto letto in rete e non solo, prevede l'obbligo per il privato in cambio, ovviamente, della possibilità di realizzare detto fabbricato residenziale, di mantenere aperta l'attuale struttura sportiva, cosa che peraltro già fa da circa due anni e di realizzare e consegnare al Comune di Sanremo, quale onere aggiuntivo, e non a scomputo, la nuova palestra presentata durante il Consiglio Comunale di cui sopra.
Preciso quindi che prima di procedere ad iniziare una qualunque attività edilizia in via Barabino, il privato si impegna a consegnare funzionante la nuova struttura sportiva di Pian di Poma (che giova ricordare, si fa carico anche di realizzare nuovi spazi a sostegno dei campi di calcio, oggi garantiti da prefabbricati !), garantendo, nel contempo la continuità dell'attività sportiva. In ultimo, riguardo all'edificio residenziale in Via Barabino, viste le preoccupazioni riguardo alle valenze ambientali e paesaggistiche del sito, mi occorre precisare che la sua definizione formale e sostanziale, è frutto anche di una ampia e proficua concertazione, formalizzata anche attraverso due Conferenze dei Servizi Istruttorie, tra i progettisti, l'Ufficio Procedimenti Concertativi e l’Ufficio Beni Ambientali, ambedue della Regione Liguria, oltre che alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesistici della Liguria.
In conclusione, stia tranquillo il Sig. Antonio, che se non é un "uovo di pasqua" (purtroppo la carenza di risorse pubbliche costringerà sempre più in futuro le amministrazioni pubbliche a ricercare ed attivare sinergie con i privati), ma sicuramente non é un "cavallo di troia".














