"Abbiamo letto i 'sogni nel cassetto' di Ragni. E abbiamo esclamato: RIECCOCI! Allora, la pseudo collaborazione con i consiglieri di minoranza esibita ultimamente, serve solo in alcune, poche, sporadiche occasioni... Chissà, forse quando c’è bisogno di guardaspalle? O forse, chissà, per captare le nostre proposte e rilanciarle come proprie, limitandole però a semplici slogan privi di contenuti". Ad intervenire è Rosanna Brun, che si fa portavoce di tutti i Consiglieri di Minoranza del Comune di San Bartolomeo al Mare.
"Noi abbiamo sempre sostenuto, nei nostri programmi e nelle nostre proposte - continua Brun -, l’esigenza indifferibile di improntare l’assetto urbanistico del nuovo PUC a costituire il centro di San Bartolomeo, tenendo soprattutto conto della occasione storica che si presenterà con la futura eliminazione della barriera della Ferrovia dalla sede attuale. Lo abbiamo detto, ribadito e scritto nelle nostre proposte.
Invece, chissà perché, l’unico centro a cui loro riescono a pensare, è un centro commerciale! Che, come è noto, nulla avrebbe a che vedere con un centro urbano cittadino. Queste artificiose cittadelle dello shopping sono costruite, ovunque, in periferia, vuoi per comodità logistiche, vuoi per non danneggiare la rete commerciale urbana storica, vuoi perché i centri città normalmente vengono valorizzati e abbelliti e non distrutti irrevocabilmente!
Il 'SOGNO NEL CASSETTO' di Ragni riuscirebbe a disturbare la nuova Chiesa della Misericordia, edificata di recente e già divenuta polo di aggregazione, non includerebbe una indispensabile nuova Sede Municipale adeguata al fabbisogno, non introdurrebbe un disegno urbanistico mirato a dare 'FORMA' al centro cittadino. Ma ormai la specialità è che prima si sogna e poi si agisce al di fuori di ogni pianificazione (sic!). Chissà perché, il contenuto di tali sogni è sempre dominato, guarda caso, da un unico filo conduttore = COSTRUIRE! Che siano nuovi parcheggi, centri commerciali, discariche, centri raccolta rifiuti, auditorium, oppure le svariate decine di nuovi appartamenti che impegnano in anticipo i volumi del futuro PUC, nascosti dietro la foglia di fico del Social Housing, anche se solo un quarto di essi sarà destinato a tale scopo.
Se questi Amministratori si scostano un attimo dalla costruzione di case è solo per costruire centri commerciali. Poi, per tacitare i commercianti della zona che temono di essere seriamente danneggiati e manifestano tutta la preoccupazione del caso, fors’anche per occultare inadempienze di privati su proprietà pubbliche, prendono in prestito idee altrui e le usano come paravento: costruiamo il centro che non c’è!
Caro Sindaco e Assessori, non nascondiamoci il problema che riguarda la gestione della piscina e degli impianti sportivi connessi. Vogliamo prendere in esame la proposta di rinunciare alla piscina e creare al suo posto l’Auditorium? Parliamone seriamente attorno ad un tavolo! L’area SanBart è di fatto un luogo baricentrico rispetto a molti servizi frequentati dai cittadini: Asilo, Chiesa della Misericordia, Santuario della Rovere, Scuola Elementare, Scuola Media, Biblioteca, Centro Incontro, Polizia Municipale, IAT... la soppressione della linea ferroviaria andrebbe a collegare direttamente l’area SanBart con il mare e le spiagge...
Capite cosa intendiamo dire quando noi insistiamo per DISEGNARE il centro cittadino in quella zona? Concentrarvi tutti i servizi pubblici (oltre al Municipio e, perché no, l’Auditorium) e migliorare la viabilità affinché sia funzionale a raccordare tutti i servizi sopra elencati. L’adozione di queste due scelte congiunte andrebbe a identificare e definire un luogo 'centrale', nel quale recarsi per funzioni quotidiane e pertanto frequentato da molte persone. Il passaggio spontaneo di gente avrebbe la inevitabile conseguenza di favorire una concentrazione (spontanea) di attività commerciali in un tessuto urbano 'vissuto' e dunque 'vero', con prospettive di consolidamento per chi è già in zona e interessanti stimoli di trasferimenti e aperture di nuove attività. La nostra città ricaverebbe benefici decisivi e sostanziali, optando per la sola chance possibile di colmare quel deficit di mancata identificabilità urbana che purtroppo la contraddistingue.
Invece, sembra che questa Amministrazione riesca a immaginarsi San Bartolomeo solo come il clone in formato mignon delle periferie delle grandi città. Peccato però che qui i residenti siano poco più di 3000... e che i turisti che continueranno a venire a San Bartolomeo non saranno certamente attratti dagli splendidi centri commerciali che vi troveranno...
Con questo 'SOGNO NEL CASSETTO', l’Amministrazione ha tenuto conto delle attuali attività commerciali, capaci di offrire a residenti e turisti qualità e originalità e che solo per queste ragioni sono sopravvissute alle difficoltà degli ultimi anni? Questa Amministrazione Comunale ha mai avuto un guizzo (anche una sola volta, anche un guizzo fugace) sul bisogno di caratterizzarsi, di recuperare la nostra identità, di valorizzare le unicità ed i talenti presenti, di ridare un’anima a questa città?
Via Roma sarà presto abbellita da arredi urbani e spazi verdi che, delimitando la carreggiata, rallenteranno la velocità delle auto provenienti dall’autostrada. Questo è un indubbio vantaggio, di cui tuttavia pagheranno dure conseguenze alcuni importanti esercizi commerciali che oggi devono la prevalenza della loro attività al fatto che i clienti possano fermare brevemente (non sostare!) gli autoveicoli anche in doppia fila... Durante il Consiglio Comunale in cui sono state adottate le linee guida per il nuovo PUC (l’unico momento pubblico dedicato al PUC, avvenuto ben oltre un anno fa), di questi argomenti non si è fatto cenno...
E allora: quando cominceremo a parlare di parco urbano, di aree verdi, di aree per lo sport, di pista ciclabile... e del nuovo centro cittadino, quello vero, da disegnare nel PUC con puntuali mappature e normative urbanistiche e da realizzare in diretta conseguenza di quelle specifiche direttive ?
E pensare che proprio l’anno scorso al Comune di San Bartolomeo è stata assegnata la Bandiera Verde: ma per che cosa? Forse per i parcheggi dentro gli uliveti? Forse perché i nostri parcheggi sono più verdi e preziosi di altri, riparati come sono da pregiate e secolari piante di cultivar taggiasca? Il complesso San Bart è il paradigma di una politica di edilizia urbana che ha fatto disastri ovunque ed in Riviera in particolare, della quale tutti oggi pagano le conseguenze nefaste. Non è davvero il caso di peggiorare lo stato delle cose catapultandovi un 'centro commerciale' scaturito dai sogni notturni di un sindaco e di qualche furbetto del quartierino...
Dobbiamo augurarci davvero di non dover assistere al ripetersi di sconcertanti provvedimenti, adottati come sempre col metodo della 'VARIANTE al Piano Regolatore Generale' ormai scaduto da tempo, mentre il PUC dormiente svelerà i suoi contenuti solo a 'giochi fatti', quando uscirà dal suo sonno letargico. Dei diversi inquietanti provvedimenti, buona parte dei quali adottati a colpi di maggioranza, ne ricordiamo uno per chi avesse poca memoria: l’adozione del Piano degli Alberghi. Anche in quella occasione avevamo dovuto rilevare la corposità delle modifiche contenute, sia per le entità di volumetrie aggiuntive previste, sia per un palese aggravamento del ridisegno urbanistico della zona a mare, a rischio di ulteriore compromissione derivante da altre destinazioni d’uso di fatto occultate dietro il comodo paravento degli alberghi, dal deficit della mancata pianificazione complessiva in ordine ai temi della viabilità, parcheggi, aree verdi, servizi pubblici...
Tutto approvato senza aspettare la programmazione del nuovo PUC".














