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Politica | 05 gennaio 2012, 15:59

Sanremo: Semeria (Snalc) scrive una lettera al ministro Cancellieri e chiede il commissariamento del Casinò

Lunga lettera del sindacalista che analizza i diversi problemi che affliggono la casa da gioco

Lorenzo Semeria

Lorenzo Semeria

 “La causa principale della notevole e continua diminuzione degli introiti di gioco non è dovuta alla crisi economica e finanziaria o ai cambiamenti nel mercato del gioco, ma al fatto che l'offerta di gioco, l'organizzazione del lavoro e le risorse finanziarie non sono gestite in termini imprenditoriali”. E' questo uno dei nodi principali alla base della crisi del Casinò di Sanremo secondo Lorenzo Semeria segretario provinciale per lo SNALC che ha scritto al Al Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri con l'intento di denunciare la gestione della casa dell'azzardo matuziano. Tra le soluzioni proposte dal sindacalista c'è quella di un commissariamento della gestione, vista da Semeria come unica soluzione percorribile.

"Il Casino Munipale di Sanremo è un patrimonio d’inestimabile valore. Ha contribuito in maniera efficace allo sviluppo delle attività turistiche e commerciali e ha finanziato di fatto il welfare cittadino. È fondamentale per l’equilibrio finanziario degli Enti pubblici locali che beneficiano dei suoi proventi e per la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili al territorio. Ha una grandissima importanza per l’occupazione, diretta e indotta, e per i lavoratori. E’ per questo insieme di rilevanti interessi per la comunità locale che ogni livello di responsabilità ha il dovere di salvaguardarlo e di valorizzarlo. - spiega Semeria - La società Casinò S.p.A., a cui il comune di Sanremo titolare della concessione all'esercizio del gioco d'azzardo ha affidato la gestione della casa da gioco, è stata costituita dal Comune di Sanremo (90% del capitale sociale) e dalla Provincia di Imperia (10% del capitale sociale) in rappresentanza degli altri 66 comuni.

La Società è subentrata nel dicembre 2001 alla precedente positiva gestione commissariale al fine di riorganizzare in modo più efficiente e più produttivo le attività aziendali e per mettere in atto nuovi progetti di crescita degli introiti di gioco. I risultati economici complessivi conseguiti negli ultimi anni dalla Casinò S.p.A. sono sconfortanti e preoccupanti. Gli introiti di gioco del 2011 sono diminuiti di 9.000.000 di euro rispetto agli introiti del 2010 e anche gli utili percepiti dal comune di Sanremo e dagli altri Enti pubblici sono diminuiti notevolmente. Nel 2004 gli introiti di gioco erano stati 103.000.000 di euro e gli utili percepiti dagli Enti sopra citati ammontavano a 54.000.000 di euro. Nel 2011 gli introiti di gioco sono scesi a 64.000.000 di euro e gli utili a circa 15.000.000 di euro. La causa principale della notevole e continua diminuzione degli introiti di gioco non è dovuta alla crisi economica e finanziaria o ai cambiamenti nel mercato del gioco, ma al fatto che l'offerta di gioco, l'organizzazione del lavoro e le risorse finanziarie non sono gestite in termini imprenditoriali.

La Società non ha né una strategia né un progetto industriale per riorganizzare le attività del core business in modo efficente, per ottimizzare i costi, per rendere più flessibile l'organizzazione del lavoro, per ammodernare le strutture, per migliorare la qualità dei servizi e per riqualificare gli investimenti promozionali. Il management, nel suo insieme, non è autorevole. Le poche iniziative che ha messo in atto si sono rilevate costose ed inefficaci a dare impulso alla crescita dei proventi di gioco. Le risorse umane sono mal impiegate e mal distibuite. - ed aggiunge - Le risorse finanziarie sono mal gestite e non sempre per l'acquisto di beni o servizi vengono applicati i principi di trasparenza, efficienza ed economicità. Il Sindaco di Sanremo, anziché adoperarsi per assicurare il buon governo dell'azienda e per migliorare le capacità gestionali e i conti economici della Società, si è lasciato andare ad una polemica contro la scrivente organizzazione sindacale e contro i croupiers, colpevoli solo di non rassegnarsi al declino della casa da gioco, di denunciare in solitudine le responsabilità amministrative e gestionali, di chiedere politiche in grado di arrestare il trend negativo e di riavviare la crescita, di mettere in atto iniziative di lotta per tutelare il loro posto di lavoro e i loro legittimi interessi e diritti.

Il Sindaco ha fatto tanti proclami sul rilancio della casa da gioco ma di fatti positivi non se n’è visto neanche uno. Invece di stimolare la coesione aziendale cerca di mettere i dipendenti in conflitto tra di loro e incita, con argomenti e toni populisti, i cittadini di Sanremo a litigare con essi. Tenta di attribuire ad altri o a fattori esterni la responsabilità dei pessimi risultati gestionali conseguiti dalla Società negli ultimi due anni e mezzo. Dimentica, però, che a seguito della riduzione del capitale sociale della Provincia d'Imperia allo 0,25%, dovuta alle continue ricapitalizzazioni per ripianare il deficit strutturale di bilancio della Società, il comune di Sanremo detiene il 99,75% del capitale della Casino S.p.A. e che lui stesso ha sulla Società il potere di indirizzo e di controllo, nomina gli amministratori, delibera gli atti fondamentali di gestione e per questi insieme di poteri è il principale responsabile del continuo peggioramento dell'andamento economico gestionale.

Gli Amministratori della Società, nonostante l'obbligo stabilito dalla convenzione stipulata tra il comune di Sanremo e la Casino S.p.A., non hanno ancora definito il piano d'impresa triennale. Il piano d’impresa è fondamentale per una buona gestione dell'azienda e per riavviare politiche di crescita dei proventi dei giochi. La mancanza del piano d’impresa continua a determinare una navigazione a vista nella conduzione delle attività aziendali e a causare una diminuzione della produttività e un aumento generalizzato dei costi. - scrive poi il sindacalista - Il notevole ritardo accumulato sul punto dagli Amministratori non ha alcuna giustificazione plausibile. La richiesta che gli Amministratori della Casino S.p.A. hanno fatto al comune di Sanremo, di avere un finanziamento per effettuare investimenti, in un primo momento di 40.000.000 di euro, successivamente di 26.000.000 € e poi di 15.000.000 di euro, non è assolutamente condivisibile.

La ragione per la quale il comune di Sanremo è stato autorizzato a gestire il gioco d'azzardo è quella di procurare entrate nelle casse comunali da destinare alle opere pubbliche e al welfare cittadino e non viceversa. Gli Amministratori dovrebbero e potrebbero reperire le risorse finanziarie per effettuare maggiori investimenti promozionali e per l'ammodernamento della casa da gioco riducendo da un lato i costi gestionali attraverso l'attivazione dell'accantonamento straordinario per l'incentivo all'esodo volontario dei dipendenti e con l' attuazione di rigorose politiche di bilancio e dall'altro lato aumentando la produttività e redditività di ogni segmento di gioco. Se gli Amministratori della Società nei prossimi mesi non daranno prova con i fatti di impegnarsi proficuamente per fermare subito il continuo peggioramento dei conti economici il rischio di fallimento della Società sarà molto elevato e le conseguenze per l'azienda, per la comunità locale e per i lavoratori saranno pesantissime.

Se gli Amministratori non sono in grado di mettere in atto politiche concrete ed efficaci per riattivare la crescita delle attività di gioco e per ridurre i costi gestionali dovrebbero trarre le conclusioni e rassegnare subito le dimissioni unitamente a tutto il management. La Società stessa si dimostrerebbe inidonea ad assicurare alla casa da gioco una prospettiva di crescita economica non avrebbe più ragione di essere e pertanto dovrebbe essere estromessa dalla gestione prima che vengano causati danni irriparabili all'azienda e ai lavoratori. La Società doveva essere una realtà gestionale aperta al contributo degli Enti locali della provincia di Imperia ed invece a prendere le decisioni è solo il comune di Sanremo. Era nata per dare maggiori proventi alla comunità provinciale e invece ne sta dando sempre meno e tra qualche tempo non darà più niente. Aveva il compito di rafforzare la cultura d'impresa dell’azienda e dare un nuovo impulso allo sviluppo ed invece si sta trasfomando in una entità fine a se stessa che inibisce la crescita della casa da gioco.

La casa da gioco, nonostante l'inadeguatezza manifestata dalla Casino S.p.A., può produrre ancora utili per la collettività. Ha notevoli punti di forza e ha una grande potenzialità di sviluppo. - spiega ancora Semeria - Può invertire il trend negativo, può puntare ancora ad una nuova stagione di crescita e può dare un nuovo impulso allo sviluppo economico, turistico, sociale, culturale del territorio. Ha bisogno, però, di avere una vera gestione manageriale, autonoma, trasparente, in grado di elaborare nuove strategie e nuovi progetti e di ripartire subito con un nuovo passo. La gestione diretta comunale in sostituzione della Casino S.p.A. sarebbe come cadere dalla padella alla brace. L'affidamento della gestione della casa da gioco ai privati in assenza di una legge sui giochi che istituisca presso il Ministero dell’Interno l’albo dei gestori delle case da gioco, non è, ad avviso della scrivente, assolutamente percorribile in quanto presenta elevatissimi rischi di infiltrazione mafiosa o di infiltrazione di altre forme degenerative altrettanto pervasive che avrebbero conseguenze devastanti per la stessa casa da gioco, per i diritti dei lavoratori e per il tessuto economico e sociale dell’intero territorio.

Il Ministero dell’Interno, per responsabilità amministrative e gestionali, ha dovuto più volte fare ricorso alla forma di gestione commissariale al fine di garantire la continuità dell’attività, la trasparenza nella gestione, la corresponsione dei proventi agli Enti beneficiari ed i rapporti di lavoro. - chiosa - Le gestioni commissariali hanno effettuato il risanamento dell’azienda, ampliato le attività produttive, assicurato maggiori proventi agli Enti locali e salvaguardato i posti di lavoro e il reddito dei dipendenti. La scrivente, per quanto sopra esposto, chiede gentilmente alle SS.VV. di voler prendere in considerazione la grave situazione gestionale in cui si trova il Casino Municipale di Sanremo e di voler assumere, nell’ambito dei Vostri poteri previsti dalla normativa sulle case da gioco esistenti, le iniziative e i provvedimenti ritenuti più opportuni, compreso il ritorno della forma gestione commissariale, per assicurare la continuità dell’attività e la buona gestione della casa da gioco. Alla gestione commissariale andrebbero conferiti tutti i poteri degli amministratori delle società previsti dal codice civile. La casa da gioco potrebbe così avvalersi di una vera gestione manageriale efficace ed efficiente e guardare il futuro con fiducia".

Stefano Michero

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