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Politica | 18 ottobre 2011, 17:52

Creazione degli 'Istituti Comprensivi' in provincia: intervento di 'Futuro & Libertà'

Creazione degli 'Istituti Comprensivi' in provincia: intervento di 'Futuro & Libertà'

"Sui quotidiani sta filtrando l’intenso lavoro che da luglio ha coinvolto gli uffici della Provincia e l’Ufficio scolastico provinciale per dare attuazione alla prima finanziaria di emergenza adottata dal Governo a Luglio (D.L.98 del 6.7.2011). Si tratta della norma che prevede la creazione massificata, entro dicembre, di Istituti Comprensivi che debbono avere non meno di mille alunni (prima questo era il massimo) per sopravvivere nel prossimo anno scolastico".

Lo scrive Carlo Michero, Addetto Cultura ed Istruzione, direttivo provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia, che prosegue: "C’è un’eccezione per gli istituti montani che dovrebbero poter sopravvivere con la metà: cinquecento alunni. Secondo i giornali (La Stampa di oggi) nelle riunioni che si sono svolte ieri sarebbe stata raggiunta la quadra. Sarebbe stato superato infatti lo scoglio che bloccava tutto: l’accorpamento dei plessi di scuola primaria e scuola secondaria di Pontedassio all’Istituto Comprensivo di Pieve di Teco, che porterebbe la presidenza di Pieve nella zona salvezza con 643 allievi. Per il resto resterebbero ad Imperia tre o quattro istituti comprensivi, quattro a Sanremo, con un aggiustamento di quello della Foce, e due a Ventimiglia. Non verrebbero toccati, al momento, gli istituti Comprensivi pre-esistenti, nelle aree di Diano Marina, Taggia, Riva Ligure, Bordighera, Camporosso. Tutto è comunque, al momento, in forse. Le certezze sono un paio. Vediamole. Intanto, solo a fare una considerazione ottimistica si perderanno cinque posti di Dirigente scolastico ed altrettanti di Direttore amministrativo. Poi a settembre decine di impiegati amministrativi dovranno fare le valige per passare da un istituto ad un altro, con evidenti disagi, con interruzione di pratiche, con trasferimenti di macchinari, archivi e quant’altro.

"E non è neanche detto - prosegue - che la provincia di Imperia possa assorbire tutto il movimento, perché i ruoli sono regionali e c’è da considerare l’impatto della creazione degli Istituti Comprensivi in tutta la regione Liguria ed a Genova in modo particolare. Ma quel che è più devastante è che tutta questa manovra avrà il senso della precarietà, infatti l’anno venturo dovrà essere nuovamente messa mano alla pianta delle Istituzioni scolastiche, in quanto dei pre-esistenti Istituti Comprensivi, che non verrebbero ora toccati dalla riorganizzazione in gestazione, solo uno, quello di Diano Marina è al di sopra della soglia dei mille alunni. Per portare la provincia alla piena compatibilità con la Legge, come in un gioco del domino dovranno essere ritoccate nel 2012 tutte le Istituzioni scolastiche. Ma c’è di più. I Dirigenti Scolastici che si troveranno a gestire questi maxi-istituti non avranno le risorse umane per fronteggiare adeguatamente la complessità dell’Istituzione nemmeno fossero Mandrake. Per assurdo la stessa legge che porta il tetto dei comprensivi a non meno di mille alunni non permette al capo d’Istituto di avere un vice, distaccato dall’insegnamento (comma 6°), perché difficilmente ci sarà il numero di classi necessario da permetterlo:55. Inoltre il personale amministrativo viene decurtato da anni e non ha generalmente la preparazione per affrontare la complessità burocratica che pesa come un macigno anche sulla scuola. E tutto questo mentre incombe l’eccezione di incostituzionalità sollevata dalla Regione Liguria nei confronti della legge. In sostanza ci troviamo di fronte ad un grande pasticcio, legittimato dalla necessità di tagliare alla svelta solo la spesa che si tradurrà in un ulteriore danno per la pubblica istruzione".

"Il Dirigente scolastico dei maxi comprensivi non avrà la forza - termina Carlo Michero - le risorse umane per gestire con qualità ed impegno la formazione degli alunni, perché già ora è oberato dalla cura di mille pratiche burocratiche. In sostanza un altro regalo di questo Governo alla scuola privata. Un’altra mazzata per il diritto allo studio e la speranza delle giovani generazioni. La scuola è un servizio pubblico essenziale, delicatissimo, per la Nazione, non è il luogo dove continuare a fare tagli indiscriminati. Ormai così la scuola pubblica è al collasso, quando questo Governo di arroganti incapaci se ne sarà andato si dovrà rimettere mano a tutti i guasti creati per ridare  qualità alla pubblica Istruzione. Noi siamo pronti.

Carlo Alessi

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