Nel giugno 2007, in occasione della presentazione del progetto Ospedale Unico (ormai divenuto una chimera!!) l'assessore reg. alla sanità Montaldo dichiarò '...prima dell'avvio del Nuovo ospedale, continueremo a garantire l'efficienza delle strutture esistenti con la realizzazione degli interventi già previsti negli ospedali di Imperia, Sanremo , Bordighera per un totale di oltre 20 milioni di €...'. L'allora presidente del Copaco, Claudio Scaiola, sempre nella medesima occasione intervenne dicendo '...come fu giusto tagliare i 12 ospedali in provincia alcuni decenni or sono ... è altrettanto giusto tagliare i tre attuali a fronte di un nuovo unico ospedale...'".
Lo scrive il Dipartimento Sanità di Rifondazione Comunista provinciale, che prosegue: "Ma dopo 4 anni la realtà è che del nuovo/unico ospedale non se ne sa più niente ( mancano i fondi ) e intanto i tre ospedali superstiti non vengono potenziati , non vengono ristrutturati dal punto di vista architettonico, perdono posti letto e addirittura , segnatamente nel caso dell' Osp. di Bordighera , perdono reparti e servizi ( Ostetricia , Chirurgia, Ortopedia protesica e traumatologia, Terapia subintensiva, più alcuni ambulatori della specialistica ). Pochi giorni fa il direttore generale dell'ASL 1 dr. M. Cotelessa , verosimilmente incalzato dal dibattito politico di questi ultimi tempi e ben consapevole dei possibili risvolti legati ad una eventuale partecipazione di massa durante la paventata manifestazione del 24 settembre, ha inoltrato il nuovo progetto di riorganizzazione dell'Ospedale di Bordighera che certamente pone alcune misure correttive e migliorative rispetto ai precedenti indirizzi dell'azienda sanitaria. Si tratta di un progetto che comunque dovrà passare al vaglio della Regione e che quindi potrà subire stralci e modifiche. Entrando poi più nello specifico si legge che il Pronto soccorso rimarrà 24 ore su 24 sempre che il Consiglio regionale non decida diversamente!!! Ed è notizia di questi giorni che sarà declassato a “Primo intervento “. Dunque c'è il rischio che certe cose restino solo semplici enunciati. Se il Pronto Soccorso deve rimanere tale non si può fare a meno di una sala operatoria disponibile per una traumatologia o chirurgia d'urgenza e necessariamente non si dovrebbero perdere i 3 letti di subintensiva affinchè gli interventi programmati ( Day surgery ) e quelli in urgenza siano effettuati 'in sicurezza'. E ancora: si rinucia all'ortopedia protesica (chè andrà ad Albenga) e non si pensa di reintrodurre un pur minimo numero di posti letto di Traumatologia. Non si fa un minimo cenno al reparto di Emodialisi, ancora “pericolosamente” isolato nell’ex Ospedale di Ventimiglia, che deve essere al più presto spostato presso l’Ospedale di Bordighera in modo che i pazienti possano effettuare 'in sicurezza' la seduta emodialitica. Poco o nulla si dice della specialistica ambulatoriale , in questi anni sempre più a 'singhiozzo' e incompleta. I tagli del recente passato e le insufficienti contromisure dell'ultima ora non possono essere compresi dai cittadini che intanto devono pagare più ticket su medicine, visite ed esami diagnostici , che devono sopportare lunghi tempi di attesa sia per visite ed esami che nelle sale d'aspetto del Pronto Soccorso, vedendosi costretti a rivolgersi all' attività intraospedaliera a pagamento (quanto mai solerte!) oppure direttamente al privato. Il territorio intemelio (che conta oltre 60 mila residenti senza contare le migliaia di turisti), proprio perchè dotato di una problematica viabilità sia sulla costa densamente popolata che nelle sue tre profonde vallate (val Roja, val Nervia e val Verbone), ha bisogno comunque di un presidio ospedaliero di base corredato di una più capillare rete dell'emergenza sul territorio. La difesa del presidio ospedaliero di Bordighera fa parte di una nostra protesta più ampia che abbiamo avviato già dal giugno 2007, allora come unica forza politica dissenziente, quando fu presentato, con la benedizione dell’amministrazione regionale e dell’onorevole Claudio Scajola, lo sciagurato progetto di Ospedale Unico con DEA di 1º livello provvisto dei medesimi reparti attuali e dei 3 attuali presidi ospedalieri di Bordighera, Sanremo e Imperia in parte “svenduti” per presumibili speculazioni immobiliari o trasformati in Poliambulatori senza letti di degenza. Ora che l’Ospedale Unico non si farà per mancanza di soldi , non vogliamo perdere neanche più un pezzo dei tre ospedali rimasti! La crisi economica non la devono pagare solo i lavoratori, i malati o i disabili. I conti non si aggiustano tagliando su sanità, assistenza sociale, scuola e servizi pubblici, ma combattendo l’evasione fiscale, non solo in Italia ma anche negli “intoccabili” paradisi fiscali, tagliando gli stipendi di manager, ministri, parlamentari, presidenti, assessori e consiglieri regionali, tagliando le spese militari e ritirando i nostri contingenti all’estero, senza sperperare denaro pubblico per grandi opere ben poco utili e molto costose per realizzazione e manutenzione quali il Ponte sullo stretto di Messina e l’alta velocità italo-francese in val Susa (TAV), applicando una seria patrimoniale sugli alti redditi e anche sugli immobili del Vaticano non destinati ad opere di beneficienza. Il Partito della Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra aderirà alla marcia in difesa dell’ospedale Saint Charles di Bordighera che si terrà il prossimo 24 settembre nel comprensorio intemelio. Saremo presenti con una nostra piattaforma di intenti , con le nostre rivendicazioni e con l'intento di vigilare su quanto enunciato dall'ASL nell'ultimo progetto di riorganizzazione. Di sicuro non faremo da sponda ai politici locali e regionali della destra di Governo che furbescamente si ergono ora a paladini della salute quando poi da anni , e recentemente con l'ultima finanziaria, sferrano un altro durissimo attacco allo Stato Sociale nel quale sta anche la Sanità pubblica. Difendiamo l’Ospedale Saint Charles di Bordighera, difendiamo la sanità pubblica e contrastiamo la manovra finanziaria del Governo Berlusconi che ha tagliato oltre 200 milioni di euro all'intero comparto sanitario ligure".














