“Non c’è un ragionamento serio su come razionalizzare lo Stato e rilanciare lo sviluppo economico. Solo rigore, ma a senso unico, perché gli organi centrali non sanno (o non vogliono) riformarsi”. Questo il commento di Fulvio Gazzola Sindaco del Comune di Dolceacqua, alla manovra finanziaria presentata dal Governo e sulle ricadute reali che il disegno avrà per gli Enti locali. “Anzi per l’ennesima volta - prosegue - in modo vergognoso dichiarano, come riportato dai principali quotidiani italiani, tagli di poltrone nei palazzi della politica come uno slogan pubblicitario, ma le poltrone non sono le loro, ma quelle degli Enti locali periferici e dei Sindaci gli unici oggi ad essere in prima linea ad affrontare i veri problemi della gente".
“Dopo le Comunità Montane ora le Province, ed il nostro territorio già ai margini dello Stato, rimarrà sempre più isolato e lontano dei 'Palazzi del Potere', con una continua perdita di forza e rappresentatività. Le Province non vanno chiuse, se mai occorre avere il coraggio di razionalizzarle ed organizzarle per le funzioni che devono svolgere. Sui piccoli comuni condivido la necessità di razionalizzare i servizi e questo è già stato determinato con la precedente norma. Ma attenzione, abolirli non è un risparmio ma un aggravio di costi per la Pubblica Amministrazione. Chi Governa probabilmente non sa, o non riesce a comprendere, che questi amministratori in alcuni casi rinunciano addirittura ai propri emolumenti per far quadrare i bilanci del Comune che Amministrano, usano la propria auto privata per andare alle riunioni in Provincia o in Regione, che svolgono lavori di manutenzione per non pesare sulle casse dei bilanci utilizzando giorni di ferie della loro attività. In questo modo si dà inizio alla morte dei piccoli comuni e dei loro territori, perdendo di fatto il contatto con la storia e le tradizioni più radicate e più sane del nostro Paese, ma anche il rischio di un abbandono del territorio, che come esperienza insegna, causerà pericolose ripercussioni ambientali. Questi tagli confermano ancora una volta come siano sempre più lontano i nostri rappresentanti a Roma dal territorio e dalla gente. Che non ci chiedano, chiunque sia la parte politica, di sostenere candidature se le scelte politiche continuano ad essere prese in questa direzione".














