Il Comune di Imperia, a pochi giorni dall'inizio dei lavori, ha presentato il progetto "Dal Parasio al mare". E' la continuazione ideale delle iniziative già completate e relative al sistema di ascensori pubblici che permettono di collegare Borgo Marina con il Parasio; gli interventi, che sono stati particolarmente apprezzati da turisti e residenti, sono anche caratterizzati da un buon inserimento delle infrastrutture nel tessuto urbano. La valorizzazione del borgo, iniziata più di trenta anni fa dal Circolo Parasio, è naturalmente condivisa e apprezzata da tutti gli abitanti del centro storico.
"Il valore, anche economico - evidenzia il Consigliere dell'Udc Claudio Risso - dei progetti presentati e i loro obiettivi impongono delle riflessioni e forse anche delle critiche, sempre costruttive, utili al miglioramento dei progetti e alla focalizzazione degli obiettivi. Pertanto andiamo a esaminare tali progetti. Il primo è quello relativo alla riqualificazione di Piazza Chiesa Vecchia e di Via Parasio. Dall'esame dell'opuscolo consegnato, si rileva, da parte del progettista, una attenta lettura filologica delle presesistenze architettoniche e in particolare la vecchia cattedrale, sul sito dell'attuale piazza e le antiche costruzioni civili sul sito di via Parasio, preesistenze tutte demolite nella seconda metà dell'Ottocento".
"Quello che sembra apparire - prosegue - è che, dopo la lettura filologica, non via sia stato da parte del progettista alcuno sforzo di rielaborazione e invenzione progettuale. Infatti sul sedime della piazza Chiesa Vecchia viene semplicemente ricreato il 'ricordo' della navata della chiesa demolita, addirittura riportando delle sedute (a prima vista assolutamente scomode e brutte) a ricordo dei banchi della chiesa. Ciò è assurdo in quanto ora tale spazio pubblico è una piazza, luogo di aggregazione, sosta, gioco e riposo sia per gli abitanti del Borgo sia per i visitatori rappresentando una funzione totalmente diversa da quella di una aula di chiesa, luogo di culto, preghiera, silenzio e devozione dove il fedele siede e prega, focalizzando la sua attenzione verso l'altare. Due modi diametralmente opposti di fruire dello spazio. Gli abitanti del Borgo vogliono, oggi, fruire di tale spazio come piazza per incontrarsi, chiaccherare, giocare e ammirare il panorama. Pertanto, un progetto attento a queste esigenze avrebbe dovuto valorizzare la fruizione di tali funzioni e scopi. Probabilmente se il progettista, invece di limitarsi ad analisi filologiche nel chiuso del suo studio, avesse interloquito con gli abitanti, cercando di capirne le esigenze, certamente avrebbe meglio operato. Cambiare progetti approvati è sempre difficile, ma l'eliminazione di quelle sedute lapidee è imprescindibile. Con le somme risparmiate si potrà anche procedere al risanamento dell'angolo nord-est della piazza, che dopo l'asportazione dell'affresco, da parte della Sopraintendenza, presenta ancora la ferita di un muro senza intonaco. Inoltre con semplici ma intelligenti interventi di arredo urbano si potrà dotare la piazza di comode panchine, particolarmente apprezzate dagli anziani del borgo. Anche la riqualificazione di via Parasio lascia perplessi per l'assenza di progettualità. Il semplice ripristino dell'impronta delle case demolite infatti è una idea che potrà certamente fare bella mostra nell'ufficio di un geometra del Catasto, ma non si vede come possa essere utile alla valorizzazione del Borgo. In tal senso, un progetto più innovativo avrebbe dovuto risolvere l'indeterminatezze del luogo e non solo prendere atto del vuoto che si venne a creare con le demolizioni e che ancora adesso non definisce il luogo come via o come piazza. Certamente più qualificante sarebbe stato valorizzare la funzione di piazza o agorà posta alla sommita della città antica; in tal senso lascia anche perplessi la definizione 'Parco Parasio' che nulla a che fare con le peculiarità di un centro storico. In tal senso ci lascia esterefatti il fatto che, in un progetto di tale portata, non sia stato considerato il restauro di Porta Martina, baluardo della antica città fortificata, che da anni aspetta una riqualificazione. Altro punto che merita una critica e che deve essere sicuramente rivisto, è l'ascensore che parte da via San Leonardo per arrivare a salita Vecchie Carceri. Anche in questo caso l'obiettivo, giusto e condivisibile, dell'abbattimento delle barriere architettoniche è stato risolto con una struttura francamente orribile (almeno come si presenta nei disegni e nei rendering), di stridente impatto che compromette fortemente l'equilibrio dei volumi e delle viste.Purtroppo dall'esame di tale proposte progettuali sembra emergere una scarsa attenzione da parte dell'Amministrazione Comunale, Assessorato ai Lavori Pubblici, alla qualificazione dei progettisti, forse incaricati per chiamata diretta (probabilmente in nome delle perenni urgenze italiche) e non qualificati attraverso gare o meglio concorsi di progettazione, che certamente avrebbero risposto con maggiore professionalità agli ottimi obiettivi del Comune e alle sacrosante aspettative dei cittadini".














