Ha scritto una sorta di fascicolo per analizzare la vicenda che, a partire dal 23 aprile dello scorso anno, ha portato in breve tempo alle sue dimissioni da ministro dello sviluppo economico. L'On. Claudio Scajola ripercorre quanto avvenuto, confrontando alcuni articoli di giornale con gli atti della Procura dopo essere risultato estraneo alla vicenda sulla cosiddetta cricca di Perugia. Tra i punti che Scajola ha voluto spiegare anche la famosa frase "A mia insaputa" che causò molte polemiche.
"A molti è sembrato strano, se non addirittura assurdo che di fronte all’incoerenza ed inspiegabilità delle accuse che ricvevevo di giorno in giorno, io abbia pronunciato l'espressione "a mia insaputa" - ha detto Claudio Scajola - Non mentivo, al contrario, con assoluta mi limitavo a dichiarare la mia non conoscenza dei fatti di cui ero falsamente accusato e che gli atti hanno confermato falsi. Adesso dovrebbe essere chiaro a tutti perché: ho detto la verità. Ho provato sollievo - conclude Scajola - nel leggere negli atti dell’inchiesta giudiziaria che io risultato totalmente estraneo a trattavive e pagamenti che non siano riferibili al contratto di compravendita dell’appartamento da me sottoscritto al rogito".
In allegato (sotto) si può scaricare il documento scritto dall'On. Claudio Scajola.

















