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CRONACA | martedì 20 marzo 2018, 11:59

Cinque sanremesi accusati di truffa e ricettazione, l'avvocato di Paolo Giannone respinge le accuse

"Respinge fermamente ogni accusa che gli è stata mossa, anticipando sin d'ora che dispone di evidenze, anche documentali, idonee a fugare ogni dubbio".

“Paolo Giannone è da trent'anni titolare di una delle più rinomate gioiellerie di Sanremo ed è noto per la sua estrema serietà, e vista l'assoluta limpidezza e regolarità della situazione che caratterizza la sua posizione di indagato, respinge fermamente ogni accusa che gli è stata mossa, anticipando sin d'ora che dispone di evidenze, anche documentali, idonee a fugare ogni dubbio. Pertanto, si appresta con la massima serenità ad assumere tutte le iniziative necessarie alla sua difesa".

Lo ha detto l’avvocato Gicomo Kadjar, legale difensore di Giannone, in relazione all’inchiesta della Procura della Repubblica su 5 sanremesi, di cui uno accusato di truffa aggravata e gli altri di ricettazione. Si tratta di una vicenda che vede protagonista un 71enne di Sanremo, Vincenzo Cutullè con diversi precedenti alle spalle, che sarebbe l’autore di una truffa ai danni di un imprenditore milanese appassionato d’arte. Oltre a Cutullè sono indagati per ricettazione anche Mario Tommasini, 77enne ex Assessore, Paolo ed Angelo Giannone, rispettivamente 56 e 59 anni commercianti, Claudio Barbero, 47enne impiegato.

L’inchiesta è stata portata avanti dai Carabinieri ed ha visto Cutullè che, spacciandosi per promotore finanziario e intermediario d’arte, ha convinto il milanese ad affidargli l’incarico per vendere un’opera d’arte del Canaletto ed altre opere. Gli altri 4 indagati sono stati inseriti nell’inchiesta per aver comprato dal 71enne le opere, secondo l’accusa sapendo che erano di provenienza illecita.

Francesco Li Noce

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