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CRONACA | 22 febbraio 2018, 09:31

Sanremo: presunti corsi di boxe nel carcere di Valle Armea, secco 'no' del sindacato Sinappe

Secondo il Sinappe, il carcere di Sanremo ha bisogno che ritorni al rispetto del vigente ordinamento penitenziario e non solo: “Chiederemo un nuova ispezione ministeriale interna, visto che quella della scorso anno non sembra servita”.

Sanremo: presunti corsi di boxe nel carcere di Valle Armea, secco 'no' del sindacato Sinappe

Il Sindacato Sinappe (Polizia Penitenziaria) della nostra regione, interviene attraverso il proprio vice coordinatore regionale Michele Balestra sul carcere di Valle Armea a Sanremo.

“Da tempo – dice Balestra - non si riesce a concludere una organizzazione del lavoro per la mancanza ascolto della direzione che non si accorge di avere personale senza alcuna pratica di addestramento alle armi individuali. Un fatto gravissimo, alla luce di una circolare specifica e mentre scopriamo che la direzione non concede ferie a dipendenti stremati e lascia accumulare centinaia di giorni arretrati di anni per alcuni operatori peraltro fin troppo sfruttati. Oggi sembra stia anche pensando, con il benestare di avviare dei corsi o meglio delle gare di boxe tra i detenuti, forse per accontentare uno sparuto numero di detenuti avvezzi ed inclini a questa disciplina”.

Il Sinappe concorda con attività interne come corsi scolastici, calcio, palestra, frequentazione costante alla religione ed il lavoro soprattutto: “Ma mai e poi mai – prosegue il Sappe – saremo d’accordo con corsi di sport violenti e destabilizzanti di menti già isolate dalla società per ricevere una giusta ed adeguata correzione ed un indirizzo rieducativo atto a sanare e non a provocare o peggiorare quello già stato. Siamo davvero sbigottiti da tanto senso di irresponsabilità. I veri uomini dello Stato non sono quelli del classico e facile ‘si’. Non abbiamo ben compreso l’utilità e quale risposta darebbe una simile politica interna del penitenziario. Ci pare ovvio e scontato ribadire il nostro netto ‘no’ a queste discipline se poi dall’atra parte rimane difficoltoso e quasi inetto l’impegno della politica a volere rieducare e rinserire il reo durante il passaggio nell’istituto penitenziario”.

Secondo il Sinappe, il carcere di Sanremo ha bisogno che ritorni al rispetto del vigente ordinamento penitenziario e non solo: “Chiederemo un nuova ispezione ministeriale  interna, visto che quella della scorso anno non sembra servita”.

Redazione

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