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POLITICA | martedì 13 febbraio 2018, 17:32

Concessioni ai lidi balneari, Giorgio Mulè: “Il Presidente Berlusconi al nostro fianco contro la direttiva Bolkestein”

“Il Presidente Berlusconi – dice Mulè - ha infatti dichiarato: ‘La direttiva Bolkestein è il classico esempio di come l’Europa proceda sulla base di principi astratti, senza tenere conto delle realtà concrete".

«Sono felice che il Presidente Silvio Berlusconi abbia sottolineato con grande evidenza oggi davanti al consiglio generale di Confcommercio uno degli impegni fondamentali che ho assunto con il Ponente Ligure e che avevamo discusso insieme in un nostro recente confronto sulle priorità per la regione».  Lo dichiara in una nota Giorgio Mulè, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Sanremo - Imperia e capolista di Forza Italia nel plurinominale Liguria 1. 

«Il Presidente Berlusconi – continua Mulè - ha infatti dichiarato: “La direttiva Bolkestein è il classico esempio di come l’Europa proceda sulla base di principi astratti, senza tenere conto delle realtà concrete. La Bolkestein è un esempio del tipo di Europa che vogliamo cambiare. Quale gestore di stabilimenti balneari farà più investimenti se la sua concessione può venire revocata da un giorno all’altro a favore di un concorrente straniero, meno qualificato, ma capace di offrire in una gara condizioni economiche migliori?”. Le parole, l’attenzione e l’impegno del Presidente Berlusconi sono la migliore assicurazione che il voto a Forza Italia il 4 marzo sarà un formidabile scudo a difesa di un pilastro fondamentale dell’economia ligure». 

«Non può esserci cittadinanza nel nostro Paese -  aggiunge Mulè - per la direttiva Bolkestein perché mortifica un'intera filiera produttiva: dagli imprenditori del settore balneare e fino agli ambulanti,  mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Il governo di centrodestra, al quale gli italiani daranno la maggioranza con il voto del 4 marzo, farà ciò che gli esecutivi di centrosinistra non hanno mai voluto fare: aprire immediatamente un confronto con la Commissione europea per "sterilizzare" gli effetti perversi della direttiva con l'estensione immediata della durata delle attuali concessioni demaniali per finalità turistico e ricreative per almeno trent'anni». 

«È quanto è già successo in Spagna, Portogallo e Croazia – conclude Mulè- ed è quanto sarebbe dovuto accadere anche in Italia se solo ci fosse stato un governo dalla parte degli italiani».

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