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CRONACA | venerdì 21 aprile 2017, 12:02

Imperia incontra il Sindaco di Avigliana: Capacci "Noi l'accoglienza diffusa l'abbiamo già, molti comuni sono inadempienti!" (Foto e Video)

Il Questore Leopoldo Laricchia ha detto: “Siamo di fronte ad un tema che esula dalle mie competenze e riguarda la Prefettura. E’ una quetione che può essere risolta solo con l’accordo di tutti e con la disponibilità a trovare soluzioni, che possano dare tranquillità e serenità ai cittadini”.

Si è svolto questa mattina in Prefettura un incontro con il Sindaco di Avigliana in Val di Susa, che ha parlato al Prefetto, al Questore ed ai Sindaci della nostra provincia, sul odello di accoglienza ‘diffusa’ nella bassa Val di Susa, in provincia di Torino.

Il comune di Avigliana, infatti, ha stretto un accordo con la Prefettura di Torino per essere capofila di diversi altri comuni della zona, per accogliere i migranti senza ‘accentrarli’ in un unico luogo. Sul tema è intervenuto anche il Questore Leopoldo Laricchia: “Siamo di fronte ad un tema che esula dalle mie competenze e riguarda la Prefettura. E’ una questione che può essere risolta solo con l’accordo di tutti e con la disponibilità a trovare soluzioni, che possano dare tranquillità e serenità ai cittadini”.

Il Sindaco di Imperia, Carlo Capacci, ha chiarito come il suo comune abbia di fatto già adempiuto a quanto chiesto dalla Prefettura, puntando l’indice contro quei comuni (come Sanremo), che al momento ospitano un numero decisamente inferiore di profughi, rispetto alle richieste della Prefettura: “E’ un’iniziativa interessante, ma da noi il modello di distribuzione è già attivo. Abbiamo più di 200 migranti sul territorio ed Imperia ha fatto abbondantemente la sua parte, come ad esempio Sanremo dove risulterebbero solo 27 migranti. Credo che l’impatto sulla popolazione residenti, potrebbe essere fatto in modo migliore e con una percezione minore, come ad Imperia dove non ci sono stati problemi. I migranti stanno anche facendo una serie di lavoro ed è questo il modo di operare in maniera corretta”.

Capacci è anche intervenuto sulla ex Caserma Crespi: “Da un anno se ne parla ma il progetto riguarda solo la foresteria che rimane alle spalle dell’ex caserma. E dovrà servire solo come luogo di transito, dove non possono stare più 35 posti letto. I lavori non sono ancora iniziati e comunque i migranti non saranno ospitati in modo stabile”.



“Io - ha detto al termine dell'incontro il Prefetto Silvana Tizzano - ritengo che l’incontro è stato utilissimo e va nel solco di riunioni che già abbiamo tenuto in cui avevamo anche anticipato come alternative dei modelli di accoglienza mutuati da altre realtà. Oggi abbiamo voluto offrire ai sindaci della nostra provincia l’opportunità di sentire dal vivo dall’esperienza di un’amministratore, quale può essere una diversa modalità di accoglienza che dalla prova su quel territorio ha dimostrato di rivelarsi una grossa risorsa anche in termini economici e occupazionali. Anche nella nostra provincia non mancano dei buoni esempi, ne abbiamo a Vessalico, a Bajardo, a Pornassio, in cui l’integrazione e l’inserimento e l’impatto sulle popolazioni dopo un iniziale momento di difficoltà ha raggiunto un equilibrio. Speriamo che questo incontro abbia offerto a tutti la possibilità di aprire ulteriormente su altre forme e quindi anche di approcciarsi a questo fenomeno nella maniera più condivisa possibile”.

Il Prefetto era stato protagonista, nel corso dell'incontro, di un botta e risposta con il Sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori, il quale aveva espresso dubbi l'applicabilità del sistema di accoglienza diffusa sul suo territorio. Silvana ha esortato i sindaci del territorio a collaborare maggiormente con la Prefettura e, in risposta, Chiappori ha provocatoriamente detto di essere pronto a fare un elenco di dieci strutture che potrebbero ospitare i migranti, strutture che però non sono idonee secondo il primo cittadino.


“La nostra esperienza – ha commentato al termine il Sindaco Angelo Patrizio ha dato esiti assolutamente positivi. Il numero degli inserimenti è concordato, li abbiamo seguiti con delle cooperative che sono state selezionate in base a bandi pubblici e soprattutto abbiamo cercato di inserirli in modo armonioso e equilibrato sul territorio affinché ci fosse anche un discorso di dialogo e conoscenza con i cittadini”.

Secondo l’esperienza della val di Susa, non ci sarebbero rischi legati all’accoglienza per quanto riguarda turismo, sanità e ordine pubblico.

“Ovviamente ogni territorio ha le sue problematiche e dipende molto anche dalla capacità degli amministratori di tradurre e declinare un concetto fondamentale che è quello dell’accoglienza. Sul nostro territorio problematiche di questo genere non ne abbiamo avute grazie a questo accordo con la Prefettura. Possiamo segnalare che in una fase iniziale abbiamo avuto un’adesione di venti comuni. Oggi questa adesione si sta estendendo anche alle valli olimpiche che sono chiaramente zone turistiche, quindi deduco che anche in quel contesto si possono trovare degli spazi compatibili per applicare il concetto fondamentale che è quello della solidarietà e dell’accoglienza”.

Francesco Li Noce

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