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Cronaca | 16 marzo 2017, 16:06

Imperia: rinviato al 27 aprile processo a Felix Croft, il Pm ha chiesto 3 anni e 4 mesi, la difesa vuole l'assoluzione

Oggi era attesa la sentenza ma la Corte ha rinviato il processo per attendere le repliche del Pubblico Ministero.

Imperia: rinviato al 27 aprile processo a Felix Croft, il Pm ha chiesto 3 anni e 4 mesi, la difesa vuole l'assoluzione

E’ stato rinviato al 27 aprile il processo al passeur francese Felix Croft. Era prevista per oggi la sentenza del procedimento che lo vede imputato dopo l’arresto nel luglio scorso mentre tentava di trasportare in Francia una famiglia di migranti composta da marito, moglie, due bambini e il fratello della moglie.

Ad attenderlo fuori dal tribunale, le forze dell'ordine e alcuni manifestanti a sostegno dell'imputato che era stato ascoltato nel febbraio scorso e dichiarato: “Sapevo di commettere un reato e mi sono rifiutato come ho fatto in altre situazioni. Hanno insistito e, dopo aver visto anche le ustioni sulle braccia di uno dei due bambini, ho preso la mia decisione, pur sapendo di commettere un reato”.

Il Pm Grazia Pradella ha chiesto una pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione e 50mila euro di multa. La difesa ha chiesto l'assoluzione perché il fatto non sussiste e perché non costituisce reato.

Nel corso della sua arringa il Pm, Grazia Pradella, ha invitato la Corte a non giudicare secondo le politiche migratorie. Ha poi fatto riferimento ad una sentenza del Gip di Imperia, relativa ai reati di pericolo: “La norma di base del testo non necessita di un fine per il trasporto illegale di clandestini. Ha ricordato che dietro il trasporto di clandestini, si possono nascondere fenomeni di terrorismo, legati alla Jihad ed all’Isis”. Come evidenziato dal Pm sono cambiate le modalità di trasporto e che gli uomini adulti sarebbero potuti essere dei ‘foreign fighters’. Grazia Pradella ha rimarcato il fatto che Croft è un reo confesso, ha detto di aver agito per scopi umanitari, ma questi ci sono solo nel momento in cui si aiuta qualcuno sul territorio in cui si trova e non a passare i confini: “Comunque – ha terminato - erano ospiti di una struttura a Ventimiglia dove potevano chiedere cure mediche ed asilo politico”.

La difesa, curata dall’avvocato Laura Martinelli che sostituisce Gianluca Vitale e da Ersilia Ferrante, ha sostenuto il fatto che all’epoca i migranti aiutati da Croft non erano in strutture autorizzate perché non c’era ancora il campo profughi. Secondo il legale il senso umanitario dell’aiuto c’è e c’era anche la necessità di aiutarli, visto che, come hanno dichiarato gli stessi migranti, arrivavano dal Darfur, una delle zone più critiche per la guerra. Ha poi citato la sentenza di Cédric Herrou, il contadino francese che, per aver aiutato alcuni profughi, è stato condannato a Nizza ad una ammenda di soli 3mila euro.

All'uscita dall'aula, Croft ha dichiarato che rifarebbe quello per cui è accusato e, sulla richiesta di pena del Pubblico Ministero, a tre anni e quattro mesi con 50mila euro di ammenda, ha commentato: "Ha fatto il suo mestiere".



Per i due avvocati Ersilia Ferrante e Laura Martinelli non c'è reato nella condotta di Croft in quanto ha agito per scongiurare una situazione di disagio. In caso di condanna a tre anni e quattro mesi Croft potrebbe finire in carcere, ma i due legali sono pronti a ricorrere in appello.


 

Francesco Li Noce

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