CRONACA | martedì 22 maggio 2012, 07:44

Sanremo: presa di posizione di Daniela Musa (Marina) "Chiudere i locali a mezzanotte!"

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Secondo la rappresentante dell'associazione per la Tutela dei Cittadini alla Marina è l'unica soluzione ai fatti delle ultime settimane.

Daniela Musa

Duro ma preciso intervento di Daniela Musa, dell'associazione per la Tutela della Salute dei Cittadini, nel quartiere della Marina a Sanremo, dopo gli avvenimenti degli ultimi giorni e le molte mail arrivate al nostro giornale:

"Considerato quello che è successo in questi giorni sul territorio nazionale, sembra sterile occuparsi delle 'bagatelle' della nostra città e pur tuttavia occorre farlo davanti alle allarmanti notizie che i quotidiani locali riportano. Mi riferisco a quanto sta succedendo nelle piazze della Marina, a una movida sempre più molesta e invasiva che pervade una delle zone più amene del nostro centro storico. Come cittadini residenti nel quartiere abbiamo sempre denunciato la situazione e il pericolo della degenerazione già dal 2007 quando i locali tipo pub, bar, nelle piazze erano ben pochi, due–tre al massimo. Già allora avvertivamo il profondo cambiamento di una zona, che pur residenziale, era diventata terra di conquista  da parte dei locali notturni, per un  nuovo progetto di rilancio turistico di una parte della città che non teneva affatto conto delle esigenze di chi vi abita. In quegli anni i governanti locali approvavano un regolamento a dir poco iniquo (che scopriamo oggi fuori legge rispetto alla normativa regionale che, allora, prevedeva solo 30 giorni per le manifestazioni all’aperto), avallavano l’assenza di controlli da parte dei vigili urbani, irridevano le nostre legittime proteste (memorabile fu per noi, quanto detto dal nostro giovin sindaco che ci invitò a chiuderci in casa e a finirla di chiamare la polizia municipale). Denunce, esposti collettivi, incontri con i rappresentanti dell’Ente locale, hanno quindi sortito poco e solo la costante protesta con gli esercenti, il dialogo, le riunioni hanno portato ad una sorta di quieto vivere, questo grazie anche alla volontà di alcuni gestori di cambiare 'registro'. Solo alcune zone però hanno raggiunto una sorta di 'pacificazione'. Nella parte alta di piazza Bresca e via Gaudio persistono nel loro intento molesto, i soliti minuscoli esercenti dei soliti minuscoli locali. I residenti non hanno più strumenti davanti alla devastante presenza di giovani che hanno fatto del diritto allo sballo la loro bandiera, e assistono impotenti  alla degenerazione della piazza: giovani ubriachi che si lasciano andare ad atti vandalici, che schiamazzano fino a notte inoltrata, che stramazzano al suolo per il troppo alcol lasciando nell’inquietudine chi si affaccia dalla finestra  per protestare e non può che compatirli e preoccuparsi per loro. È esperienza comune a molti di noi sentire nella notte voci di alterchi, a volte violenti, che ci fanno temere il peggio per qualcuno dei ragazzi della piazza. Le nostre puntuali denunce non hanno trovato alcuna risposta. Ora sappiamo che anche gli altri esercenti storcono il naso davanti alla situazione che si è creata ma nulla possono, che l’Ente Locale minaccia controlli a tappeto su dehors e varie ma nulla può, che le Forze dell’Ordine  non sono numericamente in grado di affrontare le centinaia di giovani avventori che affollano la piazza e quindi  nulla possono. Insomma nessuno può intervenire efficacemente … Intanto i minuscoli esercenti continuano ad impazzare offrendo alcolici a basso costo ai loro clienti. A chi parlava di concorrenza sleale, hanno replicato, nel loro  minuscolo intendere la vita, di essere dalla parte dei giovani offrendo loro la possibilità di bere a prezzi moderati. Peccato che questo porti sistematicamente ad un non moderato consumo di alcolici con quello che ne deriva: ubriachezza molesta, sballo (e oggi apprendiamo da un quotidiano che non girano solo alcolici ma anche droghe) malesseri anche pesanti, rischi per la salute. Dispiace dirlo ma i giovani avventori per primi, i cittadini residenti, gli altri esercenti, l’Ente Locale, le Forze dell’Ordine, tutti insomma siamo sotto scacco, ostaggi dei minuscoli esercenti che non guardano al di là del loro naso, del loro piccolo tornaconto personale, e anzi si ergono a difensori, nel loro minuscolo intendere, del diritto allo sballo a poco prezzo. Che fare? Noi una proposta l’avremmo. Poiché nessuno può intervenire, i cittadini residenti chiedono che, per regolamento,  tutti i locali della piazza chiudano a mezzanotte . Sappiamo che il nuovo regolamento prevede la cessazione della musica prima dell’una e che i limiti dei decibel sono stati abbassati. Sappiamo anche che queste norme non serviranno a nulla, non a moderare la molesta movida (che tristezza sapere che il termine che indicava il rilancio della vita culturale spagnola dopo gli anni bui del franchismo è ora diventato sinonimo di sballo e caos smodato!) e quindi l’unico atto possibile ci sembra quello di chiudere i locali entro la mezzanotte".

Carlo Alessi

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