Una nostra lettrice, I.S., ci ha scritto dopo aver letto la mail del ‘padre qualunque’ che, per valorizzare, sostenere giustamente la riapertura del centro ‘Mary Poppins’, ha denigrato il lavoro degli asili nidi:
“Io sono un’insegnante e madre di tre figli. Sono una ‘addetta ai lavori’ ma sono stata anche una mamma che ha fruito di questi servizi. Il centro diurno non lo conosco personalmente ma so che molti genitori sono sempre stati soddisfatti del servizio, sia per le operatrici che ci lavorano, che per ciò che veniva offerto all’interno dello stesso. La cosa che mi lascia perplessa, amareggiata ed un po’ indignata è che purtroppo, come ha sottolineato una mamma che ha risposto con una mail, si debba sempre denigrare qualcosa per elogiarne un’altra. Negli asili nido ci sono delle rette corrispondenti una situazione patrimoniale personale (dietro presentazione del modello Isee). Sicuramente non si regala niente a nessuno, anche se su questa affermazione avrei da ridire (ho i miei dubbi che tutti portino un Isee veritiero!) però, se si guardano le realtà come la Lombardia, il Veneto piuttosto che la Toscana, per fare degli esempi, le rette superano anche i 600 euro. Ora, al di là che si tratta dei nostri figli, della loro educazione scolastica, alimentare, di igiene personale nonché per ultima, ma non per importanza, quella sociale (che spesso le famiglie delegano alle istituzioni scolastiche) se dobbiamo fare un discorso sotto il profilo economico, renderei noto che il costo di una baby sitter si aggira attorno ai 7-800 euro mensili, escluso pranzo, pannolini e tutto ciò che di valenza umana e psicologica un bambino possa vivere ed acquisire all’interno di un asilo. Sicuramente i casi che si sentono nei telegiornali sono atroci e sono da condannare, ci vorrebbero più controlli sul personale che si assume e si dovrebbe riflettere sulle condizioni di lavoro che forse favoriscono un forte stress psicologico, ma non si può fare del terrorismo e vanificare il lavoro di molte persone che ogni giorno decidono di prendersi cura dei vostri figli. Mi dispiace anche che ci possono essere dei genitori che ci affidano i propri bambini per molte ore, pretendendo da noi un insegnamento didattico e di vita, per poi non aver stima, fiducia in ciò che facciamo e per ciò che siamo. Questo purtroppo, per concludere il mio sfogo, fa si che i bambini non abbiano più rispetto per la figura della maestra, della tata, della professoressa, dell’allenatore, del catechista ecc ecc ecc. Forse dovremmo riflettere di più su come stiamo crescendo i nostri ragazzi piuttosto che pensare a quanto spendere per loro o, peggio ancora per quante ore sbolognarli nelle scuole”.














