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Attualità | 31 ottobre 2026, 12:55

Sanremo, appello di fedeli e cittadini per le chiese di Tutti i Santi e della Madonna Nera: "Fino a quando resteranno chiuse?"

I due edifici di culto, testimonianze preziose della storia cosmopolita della città, sono chiusi dal 25 agosto per ragioni di sicurezza. A Ognissanti un gruppo di amici e fedeli chiede che non si spengano i riflettori sulla vicenda e sollecita interventi per il loro recupero

Sanremo, appello di fedeli e cittadini per le chiese di Tutti i Santi e della Madonna Nera: "Fino a quando resteranno chiuse?"

Due gioielli di fede, arte e storia nel cuore di Sanremo, chiusi dal 25 agosto scorso per ragioni di sicurezza. A oltre due mesi dalla loro chiusura, cresce la preoccupazione di un gruppo di cittadini, amici e fedeli delle chiese di Tutti i Santi e della Madonna Nera, che in occasione della ricorrenza di Ognissanti ha voluto lanciare un appello affinché non venga dimenticata la situazione dei due edifici religiosi, entrambi situati nella zona di corso Imperatrice. La domanda che accompagna il loro intervento è semplice quanto significativa: "Fino a quando resteranno chiuse?". Una richiesta che nasce dal dispiacere per la perdita di due luoghi importanti non soltanto per la comunità religiosa, ma anche per la storia e il patrimonio culturale della città.

Le due chiese rappresentano infatti una testimonianza concreta del passato cosmopolita di Sanremo, quando, tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, numerose comunità straniere scelsero la Riviera come luogo di residenza. Proprio per rispondere alle esigenze spirituali dei propri connazionali, queste comunità realizzarono edifici di culto che ancora oggi caratterizzano il patrimonio architettonico cittadino. Tra questi spiccano la Chiesa di Tutti i Santi, originariamente All Saints' Church, costruita dalla numerosa comunità britannica nel 1883 in poco più di un anno, e la chiesa della Madonna Nera, consacrata nel 1915 dalla comunità polacca. Due edifici che, con caratteristiche differenti, raccontano una pagina significativa della storia sanremese.

La Chiesa di Tutti i Santi, divenuta cattolica nel 1991, è un esempio di architettura neogotica vittoriana. Al suo interno si distinguono il tetto con capriate a vista, il pavimento in parquet a listoni e le tre navate delimitate da colonne in marmo botticino. Le pareti sono rivestite in pietra rosa proveniente dalla vicina località francese di La Turbie, mentre le vetrate istoriate raffigurano Santi e Angeli, donate nel tempo da numerosi e prestigiosi benefattori inglesi. Di particolare valore è il maestoso trittico in legno di quercia collocato nel presbiterio, intarsiato da scultori fiamminghi di Bruges e dedicato alla nascita, alla passione e alla resurrezione di Cristo.

Tra gli elementi più preziosi della chiesa figurava anche il suo organo sinfonico di 1.605 canne, considerato unico in Italia e nell'Europa meridionale. Costruito a Londra dall'organaro August Gern, allievo del celebre organaro francese Aristide Cavaillé-Coll, venne trasportato via mare fino a Sanremo e successivamente rimontato all'interno dell'edificio. Uno strumento di grande pregio che contribuiva a rendere particolarmente suggestive le celebrazioni liturgiche e che rappresenta un ulteriore tassello del valore storico e artistico di questo luogo.

Non meno importante è la chiesa della Madonna Nera, particolarmente cara alla comunità polacca e legata alla devozione per la Madonna di Czestochowa. L'edificio custodisce una copia fedele della veneratissima icona polacca, secondo la tradizione dipinta da San Luca, circondata da numerosi ex voto. La chiesa è interamente decorata con affreschi che raffigurano episodi sacri, i misteri del Rosario e le litanie lauretane. Un patrimonio artistico ulteriormente valorizzato dal restauro completo commissionato nel 2010 a maestri provenienti da Brera. Tra le figure che hanno visitato questo luogo di preghiera c'è anche Karol Wojtyla, allora vescovo di Cracovia e futuro Papa San Giovanni Paolo II.

Ora, però, entrambi gli edifici sono inaccessibili. La chiusura, avvenuta il 25 agosto per ragioni di sicurezza, ha suscitato interrogativi e amarezza tra quanti frequentavano abitualmente le due chiese. "Non abbiamo visto a tutt'oggi, dopo oltre due mesi, altrettanta urgenza nella predisposizione di strutture di transennamento per l'incolumità di chi passa nei pressi, né tantomeno inizi di opere di restauro", sottolineano i firmatari del documento, evidenziando quella che considerano una situazione di stallo e chiedendo maggiore attenzione per il futuro dei due edifici.

Il dispiacere espresso nel comunicato va oltre la temporanea impossibilità di frequentare i luoghi di culto. "Vogliamo quindi esprimere il nostro profondo dispiacere per una vicenda che ci appare triste, ben più dell'inevitabile degrado che stanno subendo le Chiese, considerato che sono edifici costruiti oltre cent'anni fa, seppur con grande perizia e amore", scrivono gli amici e fedeli, richiamando il valore di strutture che hanno attraversato oltre un secolo di storia cittadina. I firmatari ricordano inoltre che entrambe le chiese sono edifici di culto vincolati e, come tali, non destinabili ad altri scopi, sottolineando quindi l'importanza di garantirne la conservazione e il recupero.

L'appello si conclude con un'immagine particolarmente significativa: quella dei ceri accesi davanti alle due chiese, lasciati dalle persone come segno di preghiera e affidamento. Un gesto che diventa anche un messaggio rivolto alla città e a chi dovrà occuparsi del futuro dei due edifici. "Desideriamo che non si spengano le luci dell'attenzione su di essi. Ed è questo il significato di tutti i ceri posti davanti, che le persone offrono in segno di preghiera e di affidamento al Cielo". Una richiesta che, nel giorno di Ognissanti, riporta al centro dell'attenzione due luoghi simbolo della Sanremo cosmopolita, con la speranza che possano tornare presto a essere frequentati e vissuti dalla comunità.

Carlo Alessi

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