Il futuro della sanità imperiese è stato al centro della conferenza dei sindaci dell’area sociosanitaria locale 1, riunitasi ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Imperia. All’incontro, presieduto dal sindaco Claudio Scajola, hanno partecipato amministratori locali e vertici dell’Ats Liguria, tra cui il direttore generale Marco Damonte Prioli, il direttore dell’Area 1 Marino Anfosso e il direttore sociosanitario di Anci Liguria Pierluigi Vinai. Nel corso della seduta sono state definite anche le nomine all’interno dell’organismo: il sindaco di Sanremo Alessandro Mager è stato individuato come vicepresidente, mentre la sindaca di Bordighera Marzia Baldassarre è stata nominata componente.
Il confronto si è concentrato sulla riforma sanitaria regionale, che punta a superare le differenze nell’offerta assistenziale, ridurre le liste d’attesa e limitare la mobilità sanitaria verso altre regioni. Tra gli obiettivi figurano anche il potenziamento dell’assistenza territoriale, attraverso Case di comunità, Centrali operative territoriali, telemedicina e cure domiciliari. Sulle prospettive del nuovo modello, tuttavia, Claudio Scajola ha manifestato più di una perplessità, chiedendo risposte concrete sulle principali questioni ancora aperte per il territorio. "Dobbiamo sperare che funzioni, personalmente ho diversi dubbi", ha dichiarato il sindaco di Imperia. Durante la riunione si è discusso anche della creazione di un’unica struttura complessa per l’assistenza psichiatrica e i servizi per le dipendenze nei distretti di Sanremo e Ventimiglia.
Il direttore generale dell’Ats Liguria, Marco Damonte Prioli, ha precisato come gli accorpamenti riguardino esclusivamente le posizioni dirigenziali apicali. Prioli ha inoltre chiarito che efficientare il sistema non significa necessariamente spendere meno, ma mettere maggiori risorse a disposizione dei professionisti e dei cittadini. Resta ora da verificare come gli obiettivi della riforma si tradurranno nella pratica e quali risposte arriveranno sulle questioni sollevate dagli amministratori.
Dall’ospedale unico di Taggia al futuro di Bordighera, passando per la medicina territoriale e i servizi sociosanitari, la richiesta dei sindaci è quella di avere certezze sui tempi e sulle ricadute concrete dei cambiamenti annunciati.














