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Attualità | 21 ottobre 2026, 18:06

Don Ciotti torna alle ville confiscate alla mafia: "L'unione di varie associazioni al servizio della collettività è la forza di Bordighera" (Foto e video)

Un'occasione di incontro e confronto con le diverse realtà associative del territorio, l'amministrazione comunale e le forze dell'ordine

Don Ciotti torna alle ville confiscate alla mafia: "L'unione di varie associazioni al servizio della collettività è la forza di Bordighera" (Foto e video)

Don Ciotti torna alle ville confiscate alla mafia a Bordighera. Nel primo pomeriggio odierno il fondatore dell'associazione Libera contro i soprusi delle mafie in tutta Italia e nel mondo, dopo aver partecipato all'incontro tenutosi in mattinata al Teatro Ariston di Sanremo, si è, infatti, recato alle case libere situate, in via Cornice dei due Golfi, a Montenero.

Un'occasione di incontro e confronto con le diverse realtà associative del territorio che si occupano della gestione degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, come Libera, Spes e Caritas, ma anche con altre associazioni cittadine, con il maestro Luca Anghinoni, direttore della Banda Musicale Di Borghetto San Nicolo' - Città di Bordighera APS, con l'amministrazione comunale di Bordighera, rappresentata dall'assessore Massimiliano Bassi e dai consiglieri comunali Annastella Merlo e Pietro Paolo 'Pierpaolo' Guglielmi, con il consigliere regionale Enrico Ioculano, con l'ex senatrice Donatella Albano, con i carabinieri e la polizia locale. 

L'assessore Massimiliano Bassi ha colto, inoltre, l'occasione per informare Don Ciotti dell'ultima azione fortemente voluta dall'Amministrazione Baldassarre per dare un contributo alle associazioni che impegnano ogni giorno il loro tempo nelle ville confiscate alla mafia. "La settimana scorsa abbiamo approvato con delibera di Giunta che autorizza il sindaco a presentare richiesta di finanziamento alla Regione Liguria impegnandoci a cofinanziare la spesa complessiva di progetto con un importo totale di 40mila euro, che saranno reperite nella prossima variazione al bilancio di previsione" - fa sapere l'assessore Massimiliano Bassi - "Un atto fortemente voluto dalla nostra amministrazione per dare un messaggio preciso e puntuale: aiutare le associazioni che gravitano intorno a Libera".

Un momento conviviale durante il quale sono state illustrate a Don Ciotti le attività svolte dalle diverse associazioni coinvolte nel progetto di riutilizzo sociale degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, come, per esempio, il primo olio delle case libere di Bordighera che ha potuto assaggiare insieme alle diverse prelibatezze preparate dai ragazzi della Spes. "E' importante la confisca dei beni alle persone che hanno commesso dei crimini e vissuto forme di illegalità, spesso anche di violenza, per un uso sociale" - sottolinea Don Ciotti - "Ho visto i lavori che sono stati fatti, che permetteranno ancora di più di accogliere le persone, di dare un senso e un significato. Qui tanti progetti si sono messi insieme e questo è un aspetto molto importante perché vuol dire unire tante forze per una forza etico sociale, culturale e anche politica, nel senso del servizio per il bene comune e le accoglienze. Vedere varie associazioni che insieme condividono questi spazi per fare un servizio per il bene comune e per la collettività, credo che per Bordighera sia una cosa di un valore, di una forza e di un'importanza eccezionale. A volte bisogna fare meno parole, sono i fatti che parlano e questo è un fatto importante".

"I giovani devono essere ascoltati" - sottolinea Don Ciotti che si è soffermato a parlare con i giovani presenti alle case libere - "Rischiamo di affrontare i giovani ma di non ascoltarli e di non riconoscerli. Quando i giovani scendono nelle piazze dobbiamo fermarci ad ascoltare le richieste che fanno, che sono importanti per la loro vita, per la loro dignità e per le loro prospettive. Il mondo adulto deve interrogarsi. I giovani stanno chiedendo un'attenzione, hanno bisogno di essere riconosciuti e ascoltati e chiedono una politica che faccia la propria parte. Dobbiamo ascoltare il loro grido".

Elisa Colli

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