Un nuovo regolamento interno per disciplinare la valutazione delle richieste di contributo e stabilire quali iniziative possano essere sostenute dal Casinò di Sanremo. È questa la novità illustrata dal presidente del Cda della Casinò Spa, Giuseppe Di Meco, che spiega come la società abbia deciso di mettere nero su bianco una serie di criteri già adottati in passato, ma mai formalizzati in un documento. L'obiettivo è rendere più strutturato il procedimento con cui vengono esaminate le domande presentate da enti e organizzazioni, distinguendo le proposte meritevoli di sostegno da quelle che non rientrano nelle finalità e nelle possibilità della casa da gioco. Una scelta che si inserisce anche nel quadro delle procedure interne legate alla prevenzione della corruzione e agli adempimenti previsti dal decreto legislativo 231. Il regolamento, precisa Di Meco, resterà uno strumento interno agli uffici, utilizzato per effettuare una prima selezione delle richieste prima che queste arrivino all'attenzione del Consiglio di amministrazione.
"Abbiamo un po' rivisto il metodo della destinazione dei contributi", spiega il presidente, sottolineando come negli ultimi tempi sia stato definito anche un diverso sistema per sostenere i grandi eventi cittadini. In questo ambito, il Comune di Sanremo e il Casinò hanno individuato uno strumento condiviso, quello delle convenzioni, attraverso cui vengono organizzate manifestazioni di particolare rilievo. Tra gli esempi citati figurano lo Yacht Club e i rally, iniziative che ricevono sostegno attraverso accordi che coinvolgono i soggetti interessati nella veste di coorganizzatori, con il Comune nel ruolo di organizzatore dell'evento. Un modello distinto dai contributi destinati alle numerose altre realtà che si rivolgono alla società per ottenere un aiuto economico o altre forme di sostegno. Proprio l'elevato numero di richieste, provenienti da enti e associazioni, ha reso necessario definire una procedura più chiara per stabilire quali possano essere prese in considerazione.
Il nuovo sistema non riguarda esclusivamente l'erogazione di denaro. Tra le forme di sostegno possibili rientrano anche altre modalità, come la concessione gratuita degli spazi del Teatro dell'Opera, quando compatibile con i criteri stabiliti. "Ci può essere anche quello di avere il teatro gratuitamente, per esempio", osserva Di Meco, spiegando che si tratta di possibilità già esistenti e utilizzate in passato. La novità, quindi, non consisterebbe nell'introduzione di strumenti completamente nuovi, quanto nella loro formalizzazione. "Non è che è cambiato nulla. Prima il Cda si è sempre dato delle regole, ma non le ha mai scritte. Certe cose si facevano ma non si scrivevano. Adesso le abbiamo volute codificare", afferma il presidente. Il regolamento servirà così a uniformare la valutazione delle domande, evitando che le decisioni vengano assunte senza un riferimento procedurale condiviso.
La codificazione delle regole, prosegue Di Meco, risponde anche a esigenze di organizzazione e controllo. Il riferimento è alle procedure interne connesse al decreto legislativo 231, che prevede strumenti per la prevenzione di determinati illeciti e per la gestione dei rischi all'interno delle società. La Casinò Spa ha quindi scelto di mettere per iscritto criteri e passaggi che, secondo il presidente, erano già seguiti dagli uffici. Il meccanismo prevede una prima verifica delle richieste: soltanto quelle che superano la griglia di valutazione vengono sottoposte al Consiglio di amministrazione. "Quando arriva la richiesta noi la valutiamo così. In Cda portiamo solo quelle che superano questa piccola griglia di valutazione", precisa Di Meco. Un filtro preliminare che punta a rendere più ordinato il processo decisionale, lasciando al Consiglio l'esame delle proposte considerate compatibili con le regole interne e con le finalità della società.
Uno dei punti più delicati riguarda l'utilizzo del Teatro dell'Opera per iniziative di carattere politico. Alla domanda sull'eventuale esistenza di un divieto generalizzato o di un orientamento contro determinati soggetti, il presidente chiarisce che il criterio adottato riguarda le finalità dell'iniziativa, non l'appartenenza o le opinioni di chi presenta la richiesta. "Per finalità politiche non viene concesso il teatro", afferma senza giri di parole. Di Meco richiama inoltre le disposizioni seguite dal Comune per l'utilizzo degli spazi pubblici, spiegando che non è consentito organizzare riunioni politiche nella Sala degli Specchi e che il Casinò si attiene allo stesso principio. La distinzione, nelle intenzioni della società, è quindi tra un'attività culturale o di altra natura e un appuntamento organizzato con un obiettivo esplicitamente politico. Un criterio che, secondo quanto riferito dal presidente, deve essere applicato sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione della domanda. Il ragionamento proposto è legato dunque alla finalità dichiarata dell'iniziativa nel momento in cui viene richiesta l'autorizzazione, distinguendo una presentazione editoriale da un evento che abbia invece una connotazione politica. "Se lo fai per finalità politiche non ti diamo il teatro", ribadisce Di Meco, sintetizzando la linea che il Casinò intende seguire.
Il nuovo regolamento interno non viene quindi presentato come una svolta nei criteri di sostegno, ma come la formalizzazione di prassi già esistenti, con una particolare attenzione alla selezione delle richieste e alla distinzione tra iniziative culturali, eventi e appuntamenti di carattere politico. La Casinò Spa intende continuare a valutare le proposte che arrivano da enti e organizzazioni, ma attraverso un percorso preliminare definito e condiviso dagli uffici. Soltanto le domande ritenute compatibili con i criteri interni arriveranno in Cda, mentre per l'utilizzo degli spazi del Teatro dell'Opera resterà fermo il principio dell'esclusione delle iniziative con finalità politiche. Una linea che Di Meco riconduce alla necessità di dare maggiore ordine alle procedure e di rendere esplicite regole che, fino a oggi, erano rimaste affidate alla prassi interna della società.














