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Politica | 22 settembre 2026, 07:11

Taggia, un medico di famiglia va in pensione e 1.500 assistiti attendono risposte. Federico: "Non aspettiamo che diventi un'emergenza"

Dal 1° ottobre cesserà l'attività di un medico di medicina generale. Il consigliere di Progettiamo il Futuro porta il caso in Consiglio e chiede all'amministrazione di attivarsi con Asl1 e Regione. "Non dico che 1.500 persone resteranno senza assistenza, ma hanno diritto di sapere quale sarà la soluzione"

Taggia, un medico di famiglia va in pensione e 1.500 assistiti attendono risposte. Federico: "Non aspettiamo che diventi un'emergenza"

Millecinquecento cittadini e una domanda alla quale, a pochi giorni dal 1° ottobre, occorre dare una risposta: chi sarà il loro medico di famiglia? A sollevare il caso a Taggia è il consigliere comunale di Progettiamo il Futuro Giuseppe Federico, che annuncia un'interrogazione consiliare dopo il prossimo pensionamento di un medico di medicina generale operante sul territorio comunale. Una questione che riguarda soprattutto la continuità dell'assistenza per anziani, persone fragili, pazienti con patologie che richiedono controlli costanti e famiglie che, secondo Federico, devono conoscere per tempo quale soluzione verrà individuata.

"Non possiamo aspettare che il problema diventi un'emergenza", è il punto dal quale parte il consigliere. Ma Federico precisa anche di non voler creare allarmismi: "Non sto dicendo che dal 1° ottobre 1.500 persone resteranno senza assistenza. Quello che dico è che oggi queste persone hanno il diritto di sapere quale sarà la soluzione prevista per loro". Il nodo degli altri medici. Nel comunicato Federico allarga infatti la questione alla situazione complessiva della medicina generale a Taggia. Secondo i dati da lui riportati, attualmente sul territorio comunale opererebbero otto medici di medicina generale a fronte di una popolazione di circa 15mila abitanti. Con il pensionamento previsto dal 1° ottobre ne rimarrebbero sette e, sostiene il consigliere, avrebbero già raggiunto la saturazione delle liste, senza possibilità di assorbire almeno nell'immediato i circa 1.500 assistiti del collega che cesserà l'attività. Si tratta di dati e valutazioni contenuti nel comunicato di Federico, sui quali viene ora sollecitato un chiarimento istituzionale. "Non voglio fare polemica sul fatto che siano evidentemente insufficienti – spiega –. Quello che mi interessa è capire quali soluzioni siano concretamente disponibili per gli assistiti del medico che cesserà l'attività".

La Casa della Comunità. Tra le possibili risorse territoriali Federico richiama anche la Casa della Comunità di Taggia, chiedendo quale ruolo possa assumere di fronte a una situazione che interessa un numero così elevato di persone. La struttura è effettivamente operativa e Asl1 indica tra i servizi disponibili anche un medico di assistenza primaria ad accesso libero e gratuito, oltre ad assistenza infermieristica, domiciliare e continuità assistenziale. Per Federico, tuttavia, occorre chiarire se e in quale modo questi servizi possano rispondere al problema della continuità della presa in carico: "Una cosa è offrire un servizio di supporto, un'altra è garantire la continuità dell'assistenza a circa 1.500 persone che perdono il proprio medico di riferimento. Bisogna quindi sapere come verranno affrontate le esigenze dei pazienti che necessitano di una presa in carico continuativa".

La richiesta al Comune e alla Regione. Federico riconosce che non spetta al Comune nominare o assegnare un medico di famiglia. Chiede però all'amministrazione e al sindaco di farsi portavoce del problema nei confronti degli enti sanitari competenti. "È chiaro che il Comune non può nominare un medico di famiglia, ma il Sindaco rappresenta la comunità e, davanti a una situazione che coinvolge un numero così elevato di cittadini, credo sia importante che faccia sentire la voce di Taggia presso i soggetti che hanno la responsabilità di trovare una soluzione". L'appello viene rivolto anche alla consigliera regionale Chiara Cerri, alla quale Federico chiede di attivarsi presso Regione Liguria e la sanità territoriale affinché venga individuata rapidamente una soluzione per gli assistiti coinvolti.

Il caso arriverà in Consiglio comunale. Il passaggio successivo sarà quindi istituzionale. Federico annuncia un'interrogazione per conoscere dall'amministrazione quali interlocuzioni siano state avviate con Asl1 e Regione e quali risposte siano arrivate in vista della scadenza del 1° ottobre. "Questa non è una battaglia politica – conclude –. È una questione che riguarda la vita quotidiana delle persone. Quando si parla di salute, soprattutto per chi è anziano, fragile o ha bisogno di cure continuative, anche sapere semplicemente a chi rivolgersi può fare una grande differenza". A poco più di una settimana dal pensionamento, dunque, la questione posta è soprattutto quella dei tempi: capire quale soluzione sarà prevista per i circa 1.500 assistiti e comunicarla prima che la cessazione dell'attività diventi effettiva.

Andrea Musacchio

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