La decisione della Regione Liguria di dichiarare cessato, dal 15 settembre, lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi torna al centro del dibattito politico. A sollevare la questione sono Simona Simonetti, co-portavoce ligure di Europa Verde, e Jan Casella, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che chiedono un intervento specifico per il ponente ligure. Secondo i due esponenti, infatti, la situazione meteorologica non sarebbe omogenea su tutto il territorio regionale e, in particolare, il ponente savonese e la provincia di Imperia non sarebbero stati interessati dalle recenti precipitazioni. Da qui la richiesta di ripristinare immediatamente le limitazioni sull'accensione dei fuochi.
"La Regione Liguria ha dichiarato cessato dal 15 settembre lo stato di grave pericolosità degli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Una misura adeguata nelle zone colpite dalle forti piogge dei giorni scorsi, ma inadatta per il ponente savonese e per la provincia di Imperia, che non sono state interessate dalle precipitazioni e dove i terreni sono ancora aridi. Per queste zone, chiediamo che sia immediatamente ripristinato il divieto di accensione dei fuochi, anche perché le previsioni meteo indicano altri giorni di siccità prolungata", affermano Simonetti e Casella.
Il timore espresso dai rappresentanti di Europa Verde e AVS riguarda soprattutto le condizioni della vegetazione, che secondo la loro valutazione rimangono particolarmente favorevoli alla propagazione di eventuali incendi. "L'assenza di pioggia e le alte temperature hanno tolto umidità alla vegetazione, che tende ad infiammarsi velocemente. Se si alza il vento, il fuoco corre rapido e rende difficile lo spegnimento", spiegano. Una situazione che, sostengono, richiede particolare attenzione soprattutto nell'estremo ponente ligure, dove il rischio potrebbe rimanere elevato anche dopo la revoca dello stato di grave pericolosità.
"L'estremo ponente della Liguria rischia ancora di bruciare: le condizioni meteorologiche impongono la massima cautela, per evitare disastri che rischiano di pesare per decenni sui nostri territori", proseguono Simonetti e Casella. Nel mirino c'è quindi la scelta di applicare la cessazione dello stato di grave pericolosità in maniera uniforme a tutta la Liguria, nonostante, secondo gli esponenti politici, le condizioni meteorologiche siano differenti tra le diverse aree della regione. La richiesta è quella di adottare misure maggiormente calibrate sulle caratteristiche dei singoli territori.
I due rappresentanti richiamano anche i dati relativi alle precipitazioni recenti. "La mappa di Arpal è molto chiara. Nella Liguria di ponente, da Spotorno a Ventimiglia, negli ultimi 30 giorni è caduta una quantità molto piccola di pioggia e le previsioni meteo indicano altri giorni di tempo sereno". Secondo Simonetti e Casella, dunque, terreni e vegetazione restano secchi e il rischio di un innesco non può essere considerato superato. Una valutazione che porta AVS ed Europa Verde a chiedere alla Regione di rivedere le disposizioni almeno per le zone maggiormente esposte.
"Revocare lo stato di grave pericolosità degli incendi boschivi è ingiustificabile in questa parte di Liguria, dove occorre ripristinare i divieti assoluti di accensione dei fuochi", sostengono ancora i due esponenti. La proposta avanzata guarda anche a una possibile differenziazione territoriale delle misure di prevenzione. "In materia di Protezione Civile, la Liguria è suddivisa in cinque diverse zone: si potrebbe ragionare sull'applicazione di questa ripartizione geografica anche in materia di prevenzione anti-incendio", concludono Simonetti e Casella, chiedendo alla Regione di tenere conto delle diverse condizioni presenti sul territorio ligure.














