“Il 12,6 per cento dei liguri, circa 190 mila persone, vivono in condizioni di grave deprivazione abitativa. Significa che abitano in case con problemi strutturali, senza bagno o doccia con acqua corrente oppure con problemi di luminosità. È un dato allarmante, al quale la giunta Bucci risponde con un’alzata di spalle e una risposta insufficiente rispetto a una realtà preoccupante, che andrebbe affrontata con un piano straordinario di edilizia pubblica, come fatto in Emilia Romagna e Sardegna, dove gli assessori di AVS hanno stanziato più risorse rispetto a quelle investite da Salvini a livello nazionale”
Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, denuncia le gravi carenze dell’amministrazione regionale nella gestione dell’emergenza abitativa.
“Abbiamo presentato un’interrogazione al presidente Bucci e alla sua giunta per capire i motivi per cui le condizioni abitative in Liguria siano peggiorate in modo così drammatico e repentino. Secondo i dati dell’Istat, nel 2022 i liguri in condizioni di deprivazione abitativa erano il 3,9% del totale. Questa percentuale è salita adesso al 12,6%. Un peggioramento di questa entità richiede un approfondimento delle cause strutturali e una risposta efficace da parte della Regione, che in questo momento è carente. L’edilizia residenziale pubblica è disponibile solo per l’11% degli aventi diritto. In pratica, ogni dieci liguri che hanno i requisiti per ottenere un alloggio popolare, solo uno ottiene una soluzione. Gli altri nove sono abbandonati al loro destino. È una situazione inaccettabile, che può essere affrontata in modo risoluto dalle Regioni, come dimostrato da Sardegna ed Emilia Romagna, che hanno stanziato ingenti risorse per l’edilizia pubblica”, dichiara Selena Candia.
La capogruppo regionale di AVS chiede alla Regione un intervento concreto per affrontare l’emergenza abitativa e rafforzare l’offerta di edilizia residenziale pubblica.














