Il confronto in Prefettura sul futuro dell'autovelox di Porra riaccende il dibattito sulla postazione installata lungo la strada statale e, questa volta, a intervenire è l'avvocato ventimigliese Marco Mazzola, da tempo impegnato nella difesa di numerosi automobilisti sanzionati. Il legale replica così alla posizione espressa dal sindaco Flavio Di Muro, che ha ribadito la volontà dell'Amministrazione di ridiscutere la collocazione del dispositivo, ipotizzandone lo spostamento all'interno dell'abitato di Trucco. Una proposta che, per Mazzola, va nella direzione indicata da tempo da chi ha contestato l'utilità dell'impianto in quel preciso tratto di strada. Il tema della postazione di Porra, del resto, è da anni al centro di un lungo contenzioso giudiziario.
"Quel congegno, in quella tratta e direzione, non serve per la sicurezza stradale", sostiene Mazzola, che individua invece due possibili collocazioni alternative: la direzione opposta, verso l'abitato di Porra, oppure proprio il centro abitato di Trucco. "Al contrario sarebbe utile in direzione opposta – cioè verso l'abitato di Porra – o nel centro abitato di Trucco", afferma il legale. Una posizione che, in parte, si sovrappone alla nuova proposta avanzata dal sindaco Di Muro, secondo il quale a Trucco ci sarebbero pedoni, attraversamenti, residenti e attività commerciali tali da rendere più evidente l'esigenza di un controllo della velocità. Il Comune ha infatti annunciato di voler sottoporre l'ipotesi ad ANAS, proprietaria della strada.
Ma è soprattutto sul passato della vicenda che Mazzola concentra la propria replica. Il legale ricorda che l'Amministrazione comunale ha difeso la postazione anche sul piano giudiziario, arrivando a sostenere il contenzioso sino alla Corte di Cassazione. "Ciononostante il Comune ha strenuamente difeso, anche giudizialmente – sino in Cassazione –, l'autovelox in questione", afferma. Una vicenda che ha prodotto negli anni numerose sentenze favorevoli agli automobilisti. Ancora lo scorso luglio il Tribunale di Imperia ha confermato l'annullamento di 16 verbali, respingendo tre appelli presentati dal Comune e condannando l'Ente anche alle spese.
Il nodo principale, nei procedimenti giudiziari, è stato quello della mancata omologazione degli apparecchi. Una questione che Mazzola ha sollevato più volte e sulla quale si sono pronunciate anche la Cassazione e, più recentemente, il Tribunale. Nelle sentenze relative ai ricorsi contro l'impianto di Porra è stata ribadita la distinzione tra approvazione e omologazione, ritenendo illegittimi i verbali elevati attraverso strumenti semplicemente approvati ma non debitamente omologati. Nel luglio scorso il Tribunale ha inoltre chiarito che il nuovo decreto ministeriale entrato in vigore il 12 luglio 2026 non può avere efficacia retroattiva sulle sanzioni precedenti.
Mazzola torna quindi anche sul tema economico, formulando un'accusa particolarmente pesante nei confronti della gestione della vicenda. "Alcuni Consiglieri hanno addirittura sostenuto che salvava delle vite umane", ricorda il legale, prima di aggiungere: "In realtà da quella trappola per gli utenti della strada, in questi tre anni, la Concessionaria e il Comune hanno incassato milioni di euro". È una ricostruzione che si inserisce in un dibattito già alimentato anche in sede politica dai costi e dalle conseguenze dei ricorsi. Nei mesi scorsi sono infatti emerse diverse condanne dell'Amministrazione alle spese legali, oltre al riconoscimento di debiti fuori bilancio legati alle sentenze sui verbali.
Per l'avvocato, dunque, il punto non sarebbe soltanto dove collocare oggi il dispositivo, ma comprendere quale sia stata la reale finalità perseguita negli anni. "La priorità, quindi, non era la sicurezza stradale", è la conclusione netta di Mazzola. Una presa di posizione che arriva proprio mentre l'Amministrazione Di Muro cerca di riaprire il confronto istituzionale sulla postazione, sostenendo che l'obiettivo debba essere quello di utilizzare l'autovelox come strumento di prevenzione e non come semplice mezzo per sanzionare. Il sindaco ha infatti spiegato di voler lavorare nelle sedi competenti per individuare una soluzione che possa conciliare sicurezza e caratteristiche del tratto stradale.
La proposta di spostamento a Trucco rappresenta quindi un nuovo capitolo di una vicenda che, sul piano giudiziario, ha già prodotto una lunga serie di pronunce. Mazzola, che segue i ricorsi degli automobilisti sin dalle prime contestazioni presentate nel 2023, ricorda come il contenzioso sia proseguito anche dopo le prime sentenze favorevoli agli utenti della strada. Nel gennaio 2025 Sanremonews aveva documentato l'annullamento di oltre 300 verbali e le prime condanne del Comune al pagamento delle spese legali. Nel novembre dello stesso anno erano poi arrivati anche i provvedimenti della Cassazione sui ricorsi presentati dall'Amministrazione.
Ora, mentre il Comune annuncia di voler verificare con ANAS la possibilità di trasferire l'apparecchio nel centro abitato, resta aperto anche il fronte dei ricorsi e delle conseguenze delle sanzioni già elevate. Il confronto sul futuro del velox di Porra, dunque, sembra destinato a proseguire su due piani distinti: quello istituzionale, con la ricerca di una nuova collocazione, e quello giudiziario, legato alla legittimità degli apparecchi e dei verbali del passato. Ed è proprio su quest'ultimo terreno che Mazzola continua a contestare con forza le scelte compiute negli ultimi anni dall'Amministrazione.














