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Eventi | 25 agosto 2026, 07:01

Ormea, tre campi estivi del Seminario di Sanremo: amicizia, fede e cammino per bambini, medie e superiori

Dal 12 al 19 luglio la Casa Vacanze ha ospitato le diverse esperienze rivolte alle varie fasce d’età: un’estate all’insegna della fede, dell’amicizia e della crescita

Ormea, tre campi estivi del Seminario di Sanremo: amicizia, fede e cammino per bambini, medie e superiori

È stata un’estate particolarmente intensa quella vissuta dal Seminario Diocesano di Sanremo a Ormea, dove dal 12 al 19 luglio si sono susseguite le esperienze estive dedicate a bambini, ragazzi delle medie e giovani delle superiori. Tre percorsi differenti per età e contenuti, ma accomunati da un unico filo conduttore: la possibilità di vivere insieme alcuni giorni lontano dalla quotidianità, tra giochi, camminate, momenti di condivisione e preghiera. La Casa Vacanze di Ormea si è così trasformata in un luogo di incontro e di crescita, nel quale ciascun gruppo ha potuto affrontare temi adatti alla propria età, senza rinunciare alla dimensione della fraternità. Un’esperienza che ha coinvolto numerosi partecipanti e che ha visto impegnati seminaristi, educatori e volontari.

Per i bambini dalla terza alla quinta elementare, una ventina di partecipanti ha vissuto una settimana accompagnata dalla figura di San Domenico Savio, giovane discepolo di don Bosco e modello di santità particolarmente significativo per i più piccoli. Le giornate sono state scandite dall’alternarsi di attività di gruppo, giochi, riflessioni e momenti di preghiera, con la partecipazione quotidiana alla Santa Messa e la recita comunitaria del Santo Rosario. I ragazzi hanno potuto conoscere più da vicino la vita di Domenico, scoprendo come anche un bambino possa prendere sul serio la propria fede e desiderare di diventare santo. Al centro delle catechesi sono stati posti i suoi "Tre Amori Bianchi": l’amore per l’Eucaristia, per la Vergine Maria e per il Santo Padre.

Attraverso le attività e i momenti di condivisione, i più piccoli sono stati invitati a comprendere come questi tre amori possano diventare concreti nella vita quotidiana. Spazio anche alla riflessione sulla purezza e sull’anelito alla santità, presentati non come obiettivi irraggiungibili, ma come una chiamata rivolta a ciascuno. Il campo è diventato così un’occasione per sperimentare la gioia dello stare insieme e, nello stesso tempo, per imparare a mettere Gesù al centro della propria vita. Un cammino umano e spirituale nel quale la figura di San Domenico Savio ha aiutato i bambini a comprendere che la santità non è riservata a pochi, ma può iniziare proprio dalle piccole scelte di ogni giorno. Una settimana semplice e intensa, capace di lasciare nei partecipanti il desiderio di continuare a crescere nella fede.

Numeri da record, invece, per il campo estivo delle medie, che quest’anno ha raggiunto quota 44 iscritti, il numero più alto mai registrato. Anche per loro Ormea è stata la cornice di una settimana fatta di giochi, condivisione, preghiera e vita all’aria aperta, con splendide passeggiate nella natura e qualche rinfrescante bagno nel Tanaro. Un risultato reso possibile anche grazie a una squadra di adulti ed educatori che ha accompagnato i ragazzi durante ogni giornata. Un ringraziamento particolare è stato rivolto alle cuoche, sempre attente alle esigenze dei partecipanti e capaci di proporre pasti apprezzati da tutti, e alle educatrici Martina e Michela, il cui contributo è stato prezioso nell’affiancare il lavoro dei seminaristi, con una particolare attenzione alle ragazze. Un’esperienza, quindi, costruita attraverso tante presenze e professionalità diverse.

Per i ragazzi delle superiori, invece, il Seminario ha proposto una "vacanzina" di circa cinque giorni dal titolo "Non sarai più solo, mai", accompagnata dalla figura di San Francesco d’Assisi. Il tema della solitudine e dell’amicizia è stato affrontato attraverso le testimonianze dei seminaristi e di don Valerio, proponendo ai giovani uno sguardo serio su alcune questioni importanti della loro età. Particolarmente significativa è stata la testimonianza del seminarista Andrea sulla verginità, presentata non semplicemente come assenza di rapporto, ma come riconoscimento che l’altro non ci appartiene. "La verginità è riconoscere che l’altro non è nostro ma di Dio", il messaggio affidato ai ragazzi, invitati a riscoprire così un modo più grande e autentico di vivere le relazioni. Un approccio che ha caratterizzato l’intera esperienza.

Lo stesso sguardo è stato proposto parlando della povertà vissuta da San Francesco, intesa come rinuncia alle ricchezze della terra per orientarsi verso quelle del cielo. Anche la montagna è diventata una metafora concreta del percorso affrontato dai ragazzi: fatica, salita, difficoltà e necessità di lasciarsi guidare, fino alla conquista della vetta. "Molti di noi dopo poca strada si sarebbero fermati, sarebbero tornati indietro stanchi, e invece lasciandosi guidare hanno raggiunto vette a cui loro stessi non credevano di poter arrivare", hanno raccontato i partecipanti. Un’immagine che ha trovato sintesi nelle parole di don Luigi Giussani: "Io sono con te per aiutarti a camminare verso il tuo destino; tu sei con me per aiutarmi a camminare verso il mio destino". È proprio questa idea di amicizia, intesa come presenza che accompagna e sostiene, ad aver lasciato il segno.

Al termine delle diverse esperienze è rimasta soprattutto la consapevolezza di aver condiviso un cammino fatto di fede, amicizia e scoperta dell’altro. Dai bambini accompagnati da San Domenico Savio ai ragazzi delle medie, fino ai giovani delle superiori chiamati a confrontarsi con la figura di San Francesco, Ormea ha offerto a ciascuno uno spazio per crescere, pregare, divertirsi e mettersi in gioco. Per i più piccoli è stata la scoperta che la santità può iniziare già oggi; per i ragazzi delle medie un’esperienza comunitaria da record; per i più grandi, la possibilità di interrogarsi sul significato dell’amicizia e della libertà. E proprio il desiderio di ritrovarsi ha accompagnato la conclusione della vacanzina delle superiori: "Questa vacanzina è stata solo una promessa, la promessa di qualcosa di bello, di pieno, la promessa di un’amicizia vera, seria, la promessa che non saremo più soli, mai". Un messaggio che riassume bene il senso di queste giornate a Ormea.

Carlo Alessi

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