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Attualità | 21 agosto 2026, 10:25

Nella provincia di Imperia 86 imprese ogni mille abitanti, CNA Imperia sottolinea l'alta densità imprenditoriale

Secondo l’elaborazione di CNA Imperia sui dati del Registro statistico Istat delle imprese attive, nel 2023 operavano sul territorio provinciale 17.886 imprese, pari a circa 86 ogni mille abitanti

Nella provincia di Imperia 86 imprese ogni mille abitanti, CNA Imperia sottolinea l'alta densità imprenditoriale

Il territorio si conferma ad alta densità imprenditoriale, ma con aziende più piccole rispetto alla media ligure e italiana. Vazzano: «Una ricchezza diffusa che deve essere accompagnata, tutelata e rappresentata»

La provincia di Imperia si conferma una terra nella quale fare impresa costituisce una componente profonda dell’identità economica e sociale.

Secondo l’elaborazione di CNA Imperia sui dati del Registro statistico Istat delle imprese attive, nel 2023 operavano sul territorio provinciale 17.886 imprese, pari a circa 86 ogni mille abitanti.

Un valore sostanzialmente in linea con la media della Liguria, anch’essa attestata a poco più di 86 imprese ogni mille residenti, e superiore alla media nazionale, pari a 80,6.

In termini concreti, la densità imprenditoriale della provincia di Imperia supera quella italiana di oltre cinque imprese ogni mille abitanti. Un risultato significativo per un territorio periferico, caratterizzato da una popolazione relativamente contenuta, da un’elevata età media e da una conformazione geografica complessa, divisa tra costa, entroterra e vallate.

Complessivamente, in Liguria risultano attive 129.438 imprese, con circa 422.500 addetti. Le imprese della provincia di Imperia rappresentano quindi quasi il 14% del tessuto imprenditoriale regionale.

Il dato provinciale deve però essere letto insieme a quello relativo alla dimensione aziendale. Le imprese imperiesi occupano complessivamente circa 46.900 addetti, con una media di 2,6 occupati per azienda, inferiore sia alla media ligure, pari a circa 3,3 addetti, sia a quella nazionale, prossima ai quattro addetti per impresa.

È la fotografia di un’economia fortemente diffusa e capillare, sostenuta soprattutto da micro e piccole imprese, attività artigiane, commercio, turismo, costruzioni, servizi alla persona, agricoltura e produzioni agroalimentari. Aziende spesso di dimensione familiare, profondamente radicate nelle comunità e decisive anche nel mantenimento dei servizi essenziali nei piccoli comuni e nelle aree interne.

Il quadro territoriale si inserisce nell’analisi nazionale dell’Area Studi e Ricerche CNA. In Italia operano poco meno di 4,8 milioni di imprese, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di circa quattro occupati. Nell’ultimo decennio il numero delle aziende è aumentato di circa 400mila unità e quello degli addetti di quasi 2,8 milioni.

La struttura produttiva italiana rimane fortemente policentrica. Le 14 città metropolitane concentrano il 38,1% delle imprese e il 43,3% degli addetti, mentre una parte rilevante dell’economia continua a vivere nei distretti, nelle città intermedie e nei piccoli territori.

A guidare la graduatoria nazionale della propensione imprenditoriale è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano con 110,6 e Rimini con 105,5. Seguono Firenze con 98,2, Fermo con 95,5, la Valle d’Aosta con 94,3, Padova e Lucca con 93,9, Macerata con 93,1 e Roma con 92,1.

All’estremo opposto si collocano il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti, Enna con 55,9, Caltanissetta con 56,5, Agrigento con 58,4, Taranto con 58,8, Siracusa e Crotone con 58,9.

«Il dato della provincia di Imperia – dichiara il Segretario di CNA Imperia, Luciano Vazzano – è motivo di soddisfazione, ma deve essere interpretato con realismo. Abbiamo una densità imprenditoriale superiore alla media nazionale e una straordinaria diffusione di iniziativa privata, lavoro autonomo e capacità di fare impresa. Allo stesso tempo, la ridotta dimensione media delle nostre aziende le rende più esposte all’aumento dei costi, alla burocrazia, alle difficoltà di accesso al credito, alla carenza di personale qualificato e alle debolezze infrastrutturali del territorio».

«La forza dell’Imperiese – prosegue Vazzano – non risiede nella presenza di pochi grandi soggetti, ma in migliaia di piccole attività che ogni giorno producono reddito, occupazione, servizi, qualità e presidio sociale. Sono imprese che tengono vivi i centri storici, i borghi e le vallate, accolgono i turisti, tramandano competenze e trasformano le caratteristiche del territorio in valore economico. Questa ricchezza diffusa non può però essere data per scontata: deve essere sostenuta con politiche fiscali, creditizie, formative e infrastrutturali adeguate».

Le indicazioni più recenti del Registro delle imprese confermano la vitalità del territorio. Al 31 dicembre 2025 la provincia di Imperia contava 25.050 imprese registrate e chiudeva l’anno con un saldo positivo di 185 unità. Il tasso di crescita, pari allo 0,74%, risultava superiore a quello medio della Liguria, fermo allo 0,46%.

Si tratta di un dato diverso da quello Istat sulle imprese effettivamente attive e quindi non direttamente sovrapponibile, ma utile a confermare una dinamica imprenditoriale ancora positiva, sostenuta in particolare dai servizi, dalle costruzioni e dalla crescita delle società di capitale.

«Il compito di CNA – conclude Luciano Vazzano – è essere accanto a queste imprese in ogni fase della loro vita: dalla nascita alla crescita, dall’accesso al credito alla formazione, dalla gestione degli adempimenti alla transizione digitale, fino alla promozione sui mercati e alla tutela sindacale. Ma essere associazione significa anche trasformare i problemi individuali in battaglie collettive e dare voce, nelle sedi istituzionali, a chi ogni giorno rischia, investe e crea lavoro».

CNA Imperia continuerà quindi a operare come punto di riferimento concreto per artigiani, commercianti, professionisti e piccole imprese, unendo qualità dei servizi, capacità progettuale e rappresentanza. Perché dietro ciascuna delle quasi 18mila imprese attive della provincia ci sono persone, famiglie, competenze e una parte essenziale del futuro economico e sociale del territorio.

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