Un cerchio che si chiude 42 anni dopo. Nel 1984 i Queen arrivavano a Sanremo per partecipare al Festival, con quella celebre esibizione di “Radio Ga Ga” in playback che Freddie Mercury trasformò, a modo suo, in una delle immagini rimaste nella storia della kermesse. Domani sera, venerdì 21 agosto, la loro musica tornerà protagonista in città e ci sarà anche una piccola coincidenza dal sapore particolare: i Break Free soggiorneranno nello stesso albergo che ospitò i Queen durante quella trasferta sanremese.
Corsi e ricorsi storici per accompagnare l’ultimo atto della Sanremo Summer Symphony 2026, che alle 21.30 all’Auditorium Franco Alfano chiuderà la propria quinta edizione con “Long Live the Queen”. E lo farà nella maniera migliore possibile: sold out raggiunto con diversi giorni di anticipo. Sul palco i Break Free, tra i Queen Tribute Show più apprezzati a livello europeo, incontreranno per la prima volta l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta dal maestro Ernesto Colombo. Gli arrangiamenti sono di Davide Coppola, mentre per “Barcelona” salirà sul palco anche il soprano Ester Allaeva Kopel.
Un tutto esaurito che diventa anche l'ultima fotografia di un'estate che, per il direttore artistico Giancarlo De Lorenzo, è andata persino oltre le previsioni. “Chiudiamo con questo spettacolo. Sapevamo che sarebbe andato bene, ma abbiamo superato le aspettative. Se avessimo avuto 500 posti in più all’Alfano, probabilmente avremmo riempito anche quelli. Non c’è modo migliore per terminare una stagione andata veramente bene, al di là di ogni aspettativa”.
L'ultimo concerto, in fondo, sintetizza buona parte del percorso intrapreso negli ultimi anni dalla Sinfonica: uscire dai confini tradizionalmente associati a un'orchestra, senza perdere la propria identità, e utilizzare proprio la dimensione sinfonica per attraversare mondi musicali differenti. Domani toccherà al rock dei Queen, dopo una stagione che ha spaziato da Goran Bregović a Kurt Elling, Ana Carla Maza, Raiz, Filippo Graziani e Belinda Davids, fino alle produzioni dedicate a Lucio Dalla e alla grande canzone italiana con Paola Turci e Gino Castaldo.
“Abbiamo cercato di dare un taglio personale a tutti gli spettacoli realizzati – prosegue De Lorenzo –. Da Bregović a Kurt Elling, passando per Ana Carla Maza, Raiz, Filippo Graziani e Belinda Davids. Purtroppo abbiamo avuto il problema di Ron, che sono convinto sarebbe stato un successo. ‘Tra il mare e le stelle’ è stata una scommessa: abbiamo costruito uno spettacolo e le recensioni sono state positive. Anche Paola Turci è andata molto bene, con il pubblico che ha chiesto i bis. Adesso arriviamo alla serata dedicata ai Queen, molto attesa, e davvero non potevamo chiudere meglio”.
Per i Break Free sarà una serata diversa dalle altre. Non soltanto per Sanremo e per il precedente del 1984, ma perché il loro spettacolo dovrà fondersi con l'Orchestra. L'obiettivo dichiarato è evitare una semplice sovrapposizione tra rock band e formazione sinfonica, costruendo invece un unico corpo musicale. Un lavoro particolarmente delicato su un repertorio che possiede già, nella sua scrittura, armonie, cori e stratificazioni fortemente orchestrali. “È la quinta volta che vengo qui a Sanremo e abbiamo fatto concerti molto diversi, dal sinfonico al barocco e ora il rock – spiega il maestro Ernesto Colombo –. I Queen piacciono a tutti”.
E proprio il precedente sanremese rende ancora più particolare l'appuntamento. Nel 1984 i Queen furono super ospiti del Festival per promuovere “The Works” e presentarono “Radio Ga Ga”. L'obbligo televisivo del playback non piacque a Mercury, che rese evidente il proprio disappunto cantando volutamente con il microfono lontano dalla bocca. Quarantadue anni dopo, i Break Free riportano quella musica a Sanremo, questa volta completamente dal vivo e insieme alla Sinfonica.
Nel programma non mancheranno inevitabilmente i grandi classici. “Bohemian Rhapsody” e “One Vision” sono tra i brani sui quali il lavoro orchestrale promette maggiormente di emergere, mentre particolare attenzione è stata riservata a “We Will Rock You”, proprio per non appesantire con l'orchestra una prima parte costruita originariamente su battito, mani e voce. Il momento probabilmente più particolare arriverà però con “Barcelona”, il brano nato dall'incontro tra Freddie Mercury e Montserrat Caballé, che vedrà protagonista anche il soprano Ester Allaeva Kopel.
Ma l'ultimo sold out permette soprattutto di tirare una riga sotto la Summer Symphony 2026. La quinta edizione sembra aver consolidato una formula che negli anni ha progressivamente allargato il proprio pubblico, trasformando la Sinfonica anche in uno degli elementi dell'offerta culturale estiva della città.
Un dato, in particolare, viene sottolineato da De Lorenzo: circa il 30% del pubblico è ormai composto da stranieri. “Sanremo ha naturalmente una grande partecipazione, ma una percentuale così alta di pubblico internazionale significa che la comunicazione e le strutture funzionano e che l'Orchestra è diventata parte della composizione turistica della città”.
Un risultato che rafforza anche una convinzione maturata all'interno della Fondazione: il grande nome aiuta, ma da solo non basta. “Abbiamo capito che bisogna rischiare. Abbiamo sempre puntato in alto e ottenuto grandi risultati. In queste scelte sono sempre stato sostenuto dal Cda e dagli uffici, anche quando qualche domanda inevitabilmente te la fai, perché se poi non riesci a recuperare attraverso gli incassi le critiche possono arrivare. Abbiamo imparato che conta il grande nome, ma conta ancora di più la bellezza del programma: è quello che attira realmente il pubblico”.
Ed è già tempo di guardare avanti. De Lorenzo consegnerà entro il 31 agosto la programmazione della prossima stagione invernale, mentre entro i primi giorni di dicembre dovrà essere sostanzialmente completata quella della Sanremo Summer Symphony 2027. “Tenteremo di avere grandi nomi anche il prossimo anno. Quest'anno abbiamo iniziato con Bregović e cercheremo di aprire anche la prossima estate con un big”.
Prima, però, manca ancora una notte. Quella del sold out, del rock che incontra la Sinfonica e di una band che, prima di salire sul palco, dormirà nello stesso albergo che accolse Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon nel 1984. Quarantadue anni dopo, Sanremo torna ai Queen. E la Sinfonica chiude così una delle sue estati più ambiziose, con l'Alfano pieno e una scommessa che, numeri alla mano, sembra essere stata vinta.














