I Break Free, tra i più apprezzati Queen Tribute Show in Europa, incontrano per la prima volta l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta dal M° Ernesto Colombo. Sul palco anche il soprano Ester Allaeva Kopel per “Barcelona”. Arrangiamenti di Davide Coppola.
Venerdì 21 agosto alle 21.30 saranno i Break Free - Queen Tribute Show a salire sul palco insieme all’Orchestra Sinfonica di Sanremo, diretta dal M° Ernesto Colombo, per “Long Live the Queen”, un omaggio alla band britannica e al suo inconfondibile universo musicale.
L’appuntamento arriva al termine di un’estate intensa per la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo e riassume, in qualche modo, lo spirito dell’intera rassegna: mettere in dialogo mondi musicali diversi, affidando alla propria orchestra il compito di misurarsi con repertori, artisti e linguaggi differenti.
Per l’ultimo appuntamento il M° Giancarlo De Lorenzo, direttore artistico della rassegna, ha scelto uno dei repertori più iconici della storia del rock.
UN SOLD OUT DA GRANDI STAR!
Il primo commento sul sold out arrivato con molti giorni di anticipo rispetto alla data del concerto è proprio quello dei componenti della band:
“È una soddisfazione enorme, soprattutto perché questo non è per noi un concerto come gli altri. Il sold-out arrivato con così tanto anticipo ci fa capire che il pubblico ha percepito la particolarità di questa serata e la voglia di viverla insieme a noi. Dopo tanti anni e tantissimi palchi in giro per il mondo, continuiamo a emozionarci quando vediamo una risposta del genere. Alla fine siamo nati prima di tutto come quattro grandi fan dei Queen, con il desiderio un po’ folle di riportare sul palco l’energia dei loro concerti negli anni d’oro. Sapere che, tanti anni dopo, ci sono ancora così tante persone che vogliono condividere con noi questa passione è forse la soddisfazione più grande. E poi, diciamolo, arrivare a Sanremo, con l’Orchestra Sinfonica, e trovare già tutto esaurito prima ancora di salire sul palco mette anche una certa pressione! Ma è quella bella, quella che non vedi l’ora di trasformare in energia appena parte la prima nota”.
I Break Free, descritti da pubblico e critica come uno dei più fedeli e autorevoli tributi europei ai Queen, porteranno a Sanremo uno spettacolo costruito per ricreare l’energia, la teatralità e la potenza dei concerti della band di Freddie Mercury.
Nati dalla passione di quattro musicisti professionisti per i Queen, i Break Free hanno conquistato in pochi anni importanti palcoscenici italiani ed europei, condividendo festival e grandi eventi con artisti come Bob Sinclar, Ben Harper, Achille Lauro, PFM, Dream Theater, Lenny Kravitz e Kiss. Il loro spettacolo “Long Live the Queen” ha inoltre collezionato sold out in teatri e piazze, grazie a una meticolosa ricerca che coinvolge non solo la musica, ma anche l’immagine, i movimenti, la presenza scenica e l’energia della band originale.
Al centro dello show ci sarà Giuseppe Malinconico, voce dei Break Free, la cui interpretazione di Freddie Mercury è frutto di uno studio approfondito del timbro vocale, dell’estensione, dell’accento, della gestualità e del linguaggio del corpo del leggendario frontman. Al suo fianco Paolo Barbieri, Federico Kim Marino e Sebastiano Zanotto.
IL RITORNO DI “FREDDIE MERCURY” A SANREMO
C’è un elemento che renderà questa serata particolarmente speciale.
Freddie Mercury nel 1984 venne a Sanremo. I Queen erano stati invitati come super ospiti al Festival. La band inglese era attesa sul palco per la promozione dell’album The Works e doveva eseguire il singolo principale dell’album, Radio Ga Ga. L’organizzazione impose però - per esigenze televisive - di far eseguire il brano rigorosamente in playback. Freddie Mercury contrariato decise così di “sabotare” l’esibizione cantando vistosamente con il microfono lontano dalla bocca e richiamando le movenze del videoclip. Il video di quell’esibizione che entrò nella storia del Festival gira ancora in rete!
Un avvenimento al quale anche la band ha pensato in questi giorni “Sanremo ha inevitabilmente un significato speciale. C’è quasi una specie di cerchio che si chiude, nel 1984 i Queen arrivarono qui volendo fare quello che sapevano fare meglio, cioè suonare dal vivo, e invece furono costretti al playback. Freddie, con il suo carattere, fece capire molto chiaramente quanto la cosa non gli piacesse. Quarantadue anni dopo noi arriviamo a Sanremo con il compito impossibile, e bellissimo, di far rivivere per una sera quell’energia, ma questa volta completamente LIVE e addirittura insieme all’Orchestra Sinfonica di Sanremo. Pensarci fa un certo effetto!”
I QUEEN INCONTRANO LA SINFONICA: LA SFIDA DEGLI ARRANGIAMENTI
“Ci stiamo approcciando a questo concerto con grandissimo rispetto, perché vogliamo che l’orchestra non sia semplicemente “aggiunta” alla rock band. L’obiettivo è creare un unico grande organismo musicale. La cosa meravigliosa è che nella musica dei Queen questa dimensione sinfonica esiste già, nelle armonie, nei cori, nelle stratificazioni, nella teatralità delle composizioni. Non bisogna snaturare quelle canzoni per renderle orchestrali, bisogna quasi tirar fuori qualcosa che era già nascosto dentro di loro. Freddie, poi, amava profondamente la musica classica e l’opera. Basta pensare a tutto quello che ha fatto artisticamente fino all’incontro con Montserrat Caballé. Per questo ci piace immaginare che una serata del genere gli sarebbe piaciuta moltissimo. Noi normalmente cerchiamo di costruire una macchina del tempo e riportare il pubblico a un concerto dei Queen. Questa volta la macchina del tempo farà qualcosa di ancora più strano, partirà dal 1984, passerà attraverso Wembley e arriverà fino a Sanremo nel 2026. E non vediamo l’ora”, prosegue ancora Kim Marino.
A firmare gli arrangiamenti realizzati appositamente per il concerto di Sanremo è Davide Coppola, compositore, pianista, direttore d’orchestra e didatta, formatosi tra Trieste e la Kunstuniversität di Graz e da anni attivo nel teatro musicale, nella composizione e nell’orchestrazione.
Un lavoro tutt’altro che semplice, come racconta lo stesso arrangiatore:
“Due sono stati i sentimenti contrastanti durante il percorso di orchestrazione: da una parte la difficoltà di approcciarmi a un repertorio che presenta già tratti evidentemente ‘sinfonici’ nella scrittura, essendo i Queen già attentissimi al contrappunto e alla ricchezza timbrico-melodica in ogni loro canzone. Mi sono chiesto onestamente: ‘Cosa potrei mai aggiungere? È già tutto perfetto!”
Dall’altra, per Coppola, i Queen rappresentano un repertorio profondamente familiare, legato alla sua formazione musicale e alla sua adolescenza: “Questo mi ha permesso di lasciarmi andare completamente e sentirmi libero nel percorso di arrangiamento”.
Fondamentale è stato il confronto con Federico Kim Marino, batterista, cantante e responsabile dell’aspetto artistico dei Break Free.
“Le richieste della band sono state subito chiare e precise” - spiega Coppola - “e ci siamo accordati su stile e tipologia di arrangiamento, tagli, aggiunte, momenti solo band o solo orchestra. Il compito dell’arrangiatore è mettere il proprio punto di vista musicale al servizio dell’artista principale”.
Tra i brani che hanno posto le maggiori sfide anche “We Will Rock You”: “L’originale, almeno nella prima parte, si limita a batteria, battito di mani e voce. Qualsiasi altro timbro rischia inevitabilmente di suonare come un ‘di più’. Ho cercato quindi di mantenere l’equilibrio dell’originale, con interventi strumentali intensi ma non destabilizzanti, per poi caricare di energia orchestrale l’assolo di chitarra finale”.
E se “We Will Rock You” rappresenta una sfida particolare, il pubblico potrà aspettarsi momenti spettacolari da brani come “Bohemian Rhapsody”, già caratterizzato da una straordinaria ricchezza sinfonica, e “One Vision”, nel quale l’orchestrazione permetterà di esplorare combinazioni timbriche e sonorità inedite.
“BARCELONA”: ROCK E LIRICA SULLO STESSO PALCO
Un altro momento particolarmente atteso sarà “Barcelona”, il celebre brano nato dall’incontro tra Freddie Mercury e il soprano Montserrat Caballé.
A interpretarlo insieme ai Break Free sarà il soprano lirico Ester Allaeva Kopel, per un incontro tra rock, lirica e orchestra sinfonica che promette di essere uno dei momenti più suggestivi della serata.
“Per me è un grande onore interpretare la parte resa indimenticabile da Montserrat Caballé”, racconta il soprano, “Credo che l’incontro tra la lirica e il rock sia una combinazione davvero vincente, soprattutto con la forza e i colori di un’orchestra sinfonica. E sarà anche la mia prima volta a Sanremo, quindi tutto questo rende l’esperienza ancora più speciale”.
UN CONCERTO SENZA CONFINI, COME LA MUSICA DEI QUEEN
Alla domanda “come avete accolto la proposta di esibirvi con l'Orchestra Sinfonica di Sanremo?” la band ha risposto:
“Con enorme entusiasmo. Probabilmente anche con quell'entusiasmo un po’ infantile che prende qualsiasi musicista quando gli dicono, “Questa volta dietro di voi ci sarà un’intera orchestra sinfonica”. La nostra formazione musicale ci permette sicuramente di vivere questa esperienza anche da un punto di vista molto tecnico, ma la cosa che ci interessa di più è quella emotiva. Rock e musica classica vengono spesso raccontati come due mondi lontani, mentre la musica dei Queen dimostra esattamente il contrario. Ne abbiamo già avuto esperienza lavorando con gli archi e la sensazione è sempre stata che gli arrangiamenti non dovessero inventare un nuovo vestito per queste canzoni. Molte parti erano, in qualche modo, già lì, nei cori, nelle orchestrazioni, nelle linee armoniche, nelle sovraincisioni. Bisognava semplicemente affidarle a strumenti diversi e farle respirare dal vivo. Con un’Orchestra Sinfonica questa possibilità diventa enormemente più grande. Da una parte ci saranno il suono della batteria, del basso, della Red Special, gli amplificatori, l’energia e l’impatto fisico di una rock band, dall’altra colori, dinamiche e possibilità espressive che soltanto un’orchestra può offrire. La vera sfida sarà fare in modo che nessuna delle due identità prevalga sull’altra. Non vogliamo che sembri “i Break Free con un’orchestra dietro”, né un’orchestra che accompagna una rock band, vogliamo che per quella sera diventi una cosa sola. Ed è proprio questo che rende l’appuntamento così affascinante. I Queen hanno sempre pensato in grande, senza preoccuparsi troppo dei confini tra rock, opera, pop o musica classica. Nel nostro piccolo, il modo migliore per rendergli omaggio è continuare a fare la stessa cosa, rispettare ogni dettaglio della loro musica e, contemporaneamente, avere il coraggio di farla vivere in una situazione nuova.”
UN FINALE SOLD OUT PER UNA STAGIONE DA RECORD
Con “Long Live the Queen” si chiude una Sanremo Summer Symphony 2026 che ha attraversato generi, generazioni e linguaggi, portando sul palco dell’Auditorium Franco Alfano artisti di primo piano della scena internazionale e italiana.
Dall’apertura affidata a Goran Bregović, protagonista di una grande festa gratuita a Pian di Nave, ai concerti con Kurt Elling, Ana Carla Maza, protagonista a Sanremo della prima mondiale di “Alamar Symphonic Suite”, Raiz, Filippo Graziani, Belinda Davids e Whitney Houston, fino alle produzioni originali dedicate a Lucio Dalla e alla grande canzone italiana con Paola Turci e Gino Castaldo, la rassegna ha confermato la vocazione dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo a confrontarsi con repertori e artisti diversi, trasformando ogni incontro in una nuova occasione di ricerca musicale.
Un percorso che trova nel sold out di “Long Live the Queen” il suo finale ideale: un ultimo appuntamento attesissimo dal pubblico per celebrare, attraverso la forza dell’orchestra e l’energia del rock, una delle band che più di ogni altra ha saputo trasformare il concerto dal vivo in uno spettacolo.
La Sanremo Summer Symphony 2026 saluta così il suo pubblico con una serata pensata per essere vissuta, cantata e condivisa, anche attraverso i social che per tutta l’estate hanno fatto viaggiare lontano stories, foto, video degli incontri artistici e umani resi possibili dalla rassegna.














