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Politica | 28 aprile 2026, 17:03

Regione, presidio di Fp Cgil e Uil Fp per chiedere assunzioni rapide e garanzie sul contratto accessorio del personale sanitario

Dopo la protesta incontro con l'assessore alla Sanità e i capigruppo. Nicolò :” Massima disponibilità ad affrontare ogni criticità con spirito costruttivo”

Regione, presidio di Fp Cgil e Uil Fp per chiedere assunzioni rapide e garanzie sul contratto accessorio del personale sanitario

Presidio questo pomeriggio davanti al Consiglio Regionale organizzato da Fp Cgil e Uil Fp. La protesta, che ha coinvolto il personale dell’Azienda Ospedaliera Metropolitana, dell’Azienda Tutela della Salute Liguria Area 3 e Area 4, E.O. Galliera, Ospedale Evangelico, è stata organizzata a sostegno dello stato di agitazione del personale contro gli effetti prodotti dalla nuova riforma sanitaria regionale, tra cui: carenza di personale e ritardi nelle assunzioni; caos totale sull'erogazione dell'indennità di pronto soccorso, carenza di organico nelle case e ospedali di comunità, mancata mobilità interaziendale, mancata armonizzazione del salario accessorio con gli accordi di miglior favore, incertezza sul futuro dei servizi amministrativi.

Una protesta ritenuta “necessaria” dalle due sigle sindacali, motivata da “una situazione ormai divenuta insostenibile per lavoratrici e lavoratori, e che rischia di compromettere la qualità dei servizi offerti ai cittadini”. “Nello specifico – aggiungono Fp Cgil e Uil Fpl – le strutture sanitarie continuano a operare in condizioni di grave sotto organico. Le procedure assunzionali risultano lente e incapaci di rispondere ai fabbisogni reali, con ricadute pesanti sui carichi di lavoro e sulla sicurezza delle cure”. Alla protesta è seguito un incontro tra l’assessore alla sanità della Regione Massimo Nicolò con una delegazione delle due sigle sindacali e i capigruppo in Regione.

L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha ribadito che il confronto con le organizzazioni sindacali è sempre stato aperto. Ha inoltre ricordato come, in questi mesi, la Regione abbia già avviato interventi concreti per migliorare organizzazione, personale e servizi sanitari: proprio oggi è stata infatti consegnata la graduatoria del bando infermieri, con 611 professionisti risultati idonei: “Da parte mia e di Regione Liguria confermo la massima disponibilità ad affrontare ogni criticità con spirito costruttivo e con una sempre maggior apertura al dialogo. La riforma sanitaria – spiega Nicolò – nasce a favore dei lavoratori per garantire una sanità pubblica più moderna, più efficiente e vicina ai cittadini. Comprendiamo le preoccupazioni dei sindacati, ma respingiamo una narrazione che ignora quanto è già stato fatto e quanto è in corso di realizzazione”.

Tra i risultati già avviati dalla riforma, la Regione evidenzia l’apertura progressiva delle nuove Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, oltre all’istituzione di un’azienda unica con l’obiettivo di superare le frammentazioni gestionali e uniformare i servizi su tutto il territorio regionale. Parallelamente è stata avviata la nuova Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, con l’integrazione dei principali poli ospedalieri, al fine di aumentare la capacità chirurgica, ottimizzare l’utilizzo delle sale operatorie e ridurre le liste d’attesa. Sul fronte del personale, Nicolò ricorda che nelle scorse settimane la Regione Liguria ha confermato la volontà di procedere all’allineamento economico dei lavoratori del pronto soccorso e di proseguire il confronto sulle condizioni contrattuali e organizzative nella fase di transizione.

“Il cambiamento richiede tempo e responsabilità – aggiunge Nicolò –. Sapevamo che sarebbe stato necessario un periodo per uniformare procedure amministrative e servizi, ma oggi la Liguria sta investendo sulla sanità territoriale, sull’integrazione ospedaliera e sulla valorizzazione del personale. Le polemiche non curano i cittadini: servono collaborazione e soluzioni concrete. Quello che si è consumato nel confronto tra le organizzazioni sindacali e l’assessore è stato un passaggio duro, ma necessario, perché mette finalmente in evidenza un nodo politico che la Giunta continua a eludere: non è accettabile che nella nuova riforma della sanità ligure non sia ancora stata posta al centro la questione delle relazioni sindacali”, dichiarano i capigruppo di opposizione in Regione, Armando Sanna, Partito Democratico; Selena Candia, Alleanza Verdi e Sinistra; Gianni Pastorino, Lista Orlando Presidente e Stefano Giordano, Movimento 5 Stelle, presenti oggi al presidio dei sindacati davanti al Consiglio Regionale e all’incontro con l’assessore Nicolò.

“Oggi le categorie della funzione pubblica di CGIL e UIL – proseguono – hanno ribadito con forza le loro ragioni, evidenziando una criticità che denunciamo da tempo: a fronte di una riforma che modifica profondamente l’assetto organizzativo del sistema sanitario. È un vuoto grave. Non si possono cambiare strutture, competenze, organizzazione del lavoro e catene decisionali senza affrontare in modo trasparente e inclusivo le conseguenze sul personale e sul sistema delle rappresentanze”.

I capigruppo di opposizione in consiglio regionale chiedono un protocollo chiaro, che parli a tutte le organizzazioni sindacali. “Come opposizioni abbiamo lavorato per favorire questo dialogo – proseguono – nella consapevolezza che sia un passaggio non più rinviabile. Perché senza relazioni sindacali solide, qualsiasi riforma è destinata a produrre tensioni, inefficienze e ricadute negative sui servizi”. Se il confronto non trovasse una soluzione in tempi brevi, i gruppi di minoranza in Regione ritengono legittima la mobilitazione annunciata dalla CGIL e UIL Funzione Pubblica, fino allo sciopero generale della sanità ligure.

"Sarebbe una conseguenza grave, ma inevitabile – aggiungono – di fronte a una Giunta che continua a non affrontare le proprie responsabilità. Noi auspichiamo che si possa evitare lo scontro e che si apra finalmente una fase nuova, fondata sul rispetto e sul coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori attraverso le loro rappresentanze. Ma per farlo la Giunta deve uscire dall’attuale stato di imbarazzo: non si può portare avanti una riforma che fa acqua da tutte le parti e che, oltre ai problemi organizzativi già evidenti, presenta un deficit altrettanto evidente sul piano delle relazioni sindacali”.

Elena Romanato

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