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Politica | 24 agosto 2025, 07:10

Italia Nostra Ponente Ligure contro le barriere sommerse a Latte: “Benefici incerti, costi ambientali troppo alti”

L’associazione sollecita Regione Liguria e Università di Genova a sperimentare soluzioni naturali per difendere la costa e tutelare la Posidonia oceanica

Baia di Latte

Baia di Latte

Italia Nostra Ponente Ligure ha inviato alla Regione Liguria una serie di Osservazioni critiche sui progetti che prevedono la costruzione di barriere sommerse nella baia di Latte, a protezione di Villa Honesto Otio e Villa Eva. L’associazione sottolinea come i benefici di tali opere siano incerti, mentre i costi ambientali risultano elevati o difficilmente valutabili per mancanza di dati.

«La fase pubblica per Casa Mamante si è conclusa – spiega il Consiglio Direttivo – ma abbiamo considerato l’intero sistema delle tre barriere proposte. La difesa della costa è necessaria, ma servono approcci coordinati e innovativi da parte della Regione».

Secondo il Piano Territoriale di Coordinamento della Costa di Regione Liguria, le barriere parallele alla costa sono generalmente inefficaci e talvolta dannose. Tali strutture ostacolano il naturale ricambio dei sedimenti e possono isolare la spiaggia dal flusso marino, impoverendola. Italia Nostra evidenzia che gli Studi di Incidenza presentati si sono limitati alla fase di realizzazione, senza valutare gli impatti a medio e lungo termine.

Preoccupano anche i possibili effetti sul moto ondoso e sulla sicurezza dei bagnanti, oltre al rischio di alterazione dei fondali marini che ospitano preziose biocenosi, come le praterie di Posidonia oceanica. La diga prevista per Villa Honesto Otio si troverebbe a poche decine di metri da una di queste formazioni, mentre quella per Villa Eva sarebbe a soli 14 metri dalla prateria presente alla foce del Rio Latte, in area ZSC. Tuttavia, le distanze potrebbero non essere aggiornate, poiché l’ultimo studio risale al 2021 e le immagini satellitari mostrano variazioni significative.

«Le nostre coste sono sempre più vulnerabili all’erosione – prosegue Italia Nostra – e nessuna delle soluzioni tradizionali garantisce risultati duraturi. Serve un cambio di paradigma, tenendo conto del surriscaldamento e dell’innalzamento del livello del Mediterraneo».

L’associazione propone un’intensa fase di studio e sperimentazione per individuare metodi di difesa più sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Tra le alternative suggerite: ingegneria naturalistica, dune artificiali, rinaturalizzazione delle spiagge e ripristino delle praterie di Posidonia. «Invitiamo l’Università di Genova e la Regione Liguria a raccogliere la sfida, coinvolgendo le comunità costiere in interventi basati su risorse naturali, per garantire un futuro migliore all’ambiente marino e costiero».

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