"L'olio extravergine e l'oliva taggiasca non mi sbagliano mai un piatto". A dirlo è lo chef Simone Rugiati che tra 24 ore sarà a Taggia per Meditaggiasca Expo Valle Argentina Armea. Per il secondo anno di fila è lui l'ospite di punta dell'evento che in questo weekend porterà nel centro storico tabiese, cooking show e produttori delle eccellenze enogastronomiche locali (Qui il programma).
Rugiati, è uno chef d’avanguardia che negli anni è diventato tra i conduttori, autori e produttori televisivi più amati d’Italia. Seguitissimo anche sui social con 537mila follower su Instagram e 811mila su Facebook. Metterà a disposizione della sua platea il territorio della riviera dei fiori.
L'amicizia con Meditaggiasca e Taggia è nata l'anno scorso.
"Mi sono davvero trovato bene, non solo per lavoro. Sono stato coccolato da tutti ed è stata l'occasione per incontrare i tanti produttori locali. Sono loro il vero tesoro dell'evento. - sottolinea chef Rugiati - È una soddisfazione essere confermato vuol dire che sono piaciuto".
Che cosa le ha lasciato la scorsa edizione?
"Parlando con i produttori locali mi si è aperto uno scrigno ricco di tesori. Ho fatto shopping compulsivo. Mi piace, si fa girare l'economia e riempi il frigo con dei gioielli. Parlando con queste persone scopri cosa c'è dietro quel prodotto. Quando poi lo utilizzi e hai qualche ospite, non gli fai assaggiare solo l'olio o le olive, perchè gli spieghi come è nato quel prodotto. Così racconti una storia, parli di cultura, fai intrattenimento, trasmetti il vero lavoro e impreziosisci la percezione del prodotto stesso. E' un passaparola diretto".
Qual è il suo legame con l'olio?
"Sono molto legato all'olio extravergine d'oliva e all'oliva. Io ho avuto la fortuna di sapere fin da bambino cosa volesse dire raccogliere le olive, portarle in frantoio e poi ottenere l'olio. L'extravergine è la prima cosa che entra in valigia quando vado via all'estero come adesso. La gente spesso compra prodotti, come l'olio o la pasta, senza sapere la provenienza. Pensiamo all'olio non importa se ligure, toscano o siciliano, dobbiamo preservare la bandiera della produzione italiana. L'olio vero non è quello che arriva via mare da chissà dove con le olive pressate nei container, quello è un liquido giallo, il nostro è un prodotto che arriva da oliveti magari a pochi metri dal frantoio, portati avanti da generazioni con fatica con una qualità certificata ed una provenienza certa, quello è oro. In termini di prezzi c'è una differenza di pochi euro ed è una differenza troppo stupida, ne va della nostra salute".
Dove si trova adesso?
"Sto tornando dal Kenya dove sto portando avanti il mio progetto #Schef, con la mia associazione benefica. Frequento da anni questa terra, con questo progetto sosteniamo la popolazione locale. Consegno di persona prodotti alimentari, farmaci e giocattoli per bambini. - spiega Rugiati - Oltre a questo sosteniamo l'ambiente portando avanti attività di tutela. Dopo questi viaggi torno sempre più carico e non vedo l'ora di arrivare da voi".
Come userebbe l'olio extravergine d'oliva taggiasca?
"È un olio tondo, delicato rispetto ad altri, con un bouquet ricco e tante caratteristiche che non prevalgono l'una sull'altra. Va bene su tutto e ci faccio davvero tutto. Stiamo andando verso l'estate penso quindi a verdure fresche condite a crudo o a delle belle insalate di cereali dove sicuramente userei anche le olive. - risponde - Sono piatti semplici ma per far capire che se compriamo prodotti freschi, di qualità, li mettiamo insieme con amore, otteniamo piatti perfetti senza spendere tanto e l'olio ne diventa protagonista. Pensiamo anche alla pasta aglio, olio e peperoncino. Un piatto difficile. Prendi l'olio, usi ad esempio l'aglio di Vessalico altra fantastica eccellenza della vostra terra e del peperoncino. Rispetti questi ingredienti. Usi pasta italiana di qualità. Ecco allora avrai ottenuto un piatto molto più buono di uno spaghetto all'aragosta surgelata del Canada. La qualità e l'amore sono superiori a tutto. Io mangio così"
Qual è stata la sorpresa che ha trovato a Meditaggiasca?
"Il Moscatello di Taggia, una bomba. Ricordo ancora la storia, la riscoperta del vino del Papa. Quello è l'esempio di una eccellenza diversa dall'olio. Un prodotto che puoi scoprire solo avendo a che fare con il produttore e non si trova ad esempio in una carta vini di un qualsiasi ristorante nel mondo".
Tornerebbe da turista?
"Certo! In passato venivo qui da amici. Adesso non ho spesso tempo libero e quel poco che ho mi porta in giro più che altro all'estero come adesso, però mi piacerebbe tanto tornare per farmi un bel bagno, non nell'olio (ride)".






























































































































