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Cronaca | 12 settembre 2022, 07:14

Badalucco: appeso striscione per protesta, "Acqua bene comune, no alla privatizzazione"

L'iniziativa, insieme ad una petizione, è stata organizzata da Monica Belmonte con la collaborazione del Coordinamento Imperiese per l'acqua pubblica. Presto anche altre proteste.

Badalucco: appeso striscione per protesta, "Acqua bene comune, no alla privatizzazione"

In valle Argentina è scattata la protesta per l’acqua pubblica. Nel comune di Badalucco, all’altezza del ponte di Fraitusa è stato appeso uno striscione con scritto “Acqua bene comune, no alla privatizzazione”. 

"La gente non è d'accordo con quello che sta accadendo: l'acqua deve rimanere pubblica e purtroppo mi sono resa conto di come molte persone oggi non sappiano ancora che presto il privato entrerà in Rivieracqua" - spiega Monica Belmonte, la responsabile della protesta. Lei insieme ad altri attivisti ha realizzato lo striscione appendendolo in uno dei punti più visibili per chi entra in valle. 

"Ho agito con la collaborazione del Coordinamento Imperiese per l'Acqua Pubblica. Trovo profondamente ingiusto che la decisione di pochi comuni grandi non prenda in considerazione la volontà dei piccoli comuni, la maggioranza della provincia di Imperia - aggiunge - qui come in molti altri borghi i consigli comunali hanno detto chiaramente no al privato". 

L'approvazione della modifica statutaria di Rivieracqua, per il passaggio da società consortile a società per azioni, ha posto le basi per permettere l'ingresso di un socio privato. Questo sarà chiamato a farsi carico dei circa 38milioni di euro oggi mancanti, per sanare i debiti pregressi. Al termine di questa operazione la società sarà al 51% pubblica e al 49% privata. Un cambiamento approvato in molti consigli comunali e bocciato in tanti altri, creando spaccature interne alle amministrazioni comunali.    

"E' allarmante quanto sta accadendo. Ricordo che nel 2016 tutti i sindaci avevano detto 'Salviamo Rivieracqua'. Da lì in poi i debiti sono aumentati. Non c'è stato monitoraggio fino a quando è arrivato il Commissario. Vogliamo sapere chi ha creato i debiti e come" - aggiunge Monica Belmonte.

Lo striscione non sarà l'unica iniziativa. "Devono darci delle risposte - conclude l'attivista - I cittadini devono sapere chi ha permesso che Rivieracqua arrivasse ad accumulare questa grave situazione debitoria. Non c'è stata chiarezza su questi aspetti e troppe persone non sanno ancora che l'acqua non sarà più pubblica. Per questo abbiamo avviato anche una petizione e una campagna di confronto per far capire quanto sia importante per tutti dire 'No' al socio privato, l'acqua deve restare pubblica. A breve faremo anche azioni di volantinaggio per manifestare la nostra contrarietà".

Stefano Michero

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