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Eventi | 03 febbraio 2021, 07:11

Festival 2021: al Palafiori una 'Casa Sanremo' quest'anno totalmente digitale: intervista a Vincenzo Russolillo

Lo scorso anno il ‘Gruppo Eventi’ capitanato da Vincenzo Russolillo, aveva anche provveduto alla gestione dello straordinario palco di piazza Colombo, lavorando fianco a fianco della Rai, proponendo un appuntamento di straordinaria qualità anche all’interno del Palafiori di corso Garibaldi.

Festival 2021: al Palafiori una 'Casa Sanremo' quest'anno totalmente digitale: intervista a Vincenzo Russolillo

Come prosegue all’interno del Teatro Ariston, anche al Palafiori prosegue il lavoro di operai e tecnici per allestire la 14a edizione di ‘Casa Sanremo’, quella che già da anni non deve essere considerata una ‘collaterale’ del Festival ma un appuntamento ormai integrato della kermesse canora matuziana.

Lo scorso anno il ‘Gruppo Eventi’ capitanato da Vincenzo Russolillo, aveva anche provveduto alla gestione dello straordinario palco di piazza Colombo, lavorando fianco a fianco della Rai, proponendo un appuntamento di straordinaria qualità anche all’interno del Palafiori di corso Garibaldi. Già più di un mese fa, in un’intervista rilasciata al nostro giornale, il patron del gruppo aveva confermato che, vista la situazione legata alla pandemia, l’edizione 2021 di ‘Casa Sanremo’ si sarebbe dovuta adeguare proponendo un appuntamento quasi esclusivamente ‘digitale’ e dedicato solo agli addetti ai lavori.

“Noi quest’anno non siamo configurato come ‘evento’ – ci ha detto Russolillo – ma come un hub televisivo con contenuti multimediali sui nostri mezzi e sui partner che ci seguiranno. Non sarà un luogo aperto al pubblico e non ci saranno iniziative che possono creare assembramento. Lavoreremo con i nostri giornalisti e conduttori, creando contenuti, osservando da vicino e lontano le decisioni della Rai. Quello di quest’anno sarà un lavoro molto più complesso, ma abbiamo un legame forte con la città e non vogliamo abbandonarlo quest’anno perché è proprio nei momenti di tempesta che si vede un vero comandante. Quando il mare è piatto è facilissimo governare la nave”.

Nel ‘Gruppo Eventi’ c’è la grande volontà di non fermarsi per dare un segnale di continuità, puntando alle prossime edizioni che, tutti si augurano possano tornare ‘normali’ come gli anni scorsi: “Se ci fermassimo noi sarebbe un forte segnale negativo – dice Russolillo –anche perché ‘Casa Sanremo’ ha cambiato pelle e sta cambiando perché quando si vuole si può fare. Ci stiamo coordinando con le forze di polizia e con i nostri tecnici per fare in modo che, in sicurezza si può lavorare tutti e affiancare, per quanto possibile la Rai, per agevolarla Rai nella loro parte produttiva con una collaborazione importante, senza nessun impedimento. La nostra volontà è quella di andare avanti con dedizione cercando di mantenere una postazione per raccontare il Festival a chi sta a casa”.

Sarà un’edizione diversa con all’interno solo gli addetti ai lavori: “Non avremo pubblico ma solo i nostri operatori, tecnici, giornalisti e conduttori, che lavoreranno per costruire contenuti televisivi. Anche quello che sarà legato ai nostri partner sarà di carattere televisivo. Non andiamo certo contro il Dpcm e facciamo quello che si potrà fare, niente di più e niente di meno”.

L’assenza del palco di piazza Colombo sarà particolarmente sentita e toglierà anche lavoro, diretto e indiretto: “Come Gruppo Eventi è stata una perdita non da poco. Mancheranno 400 unità lavorative ed abbiamo dovuto disdire tutto quello che era nell’indotto, alberghi e ristoranti (circa 19mila posti letto in due mesi). E’ un forte colpo per noi e per la città, ma dobbiamo guardare al 2022 e ‘fare i bravi’ quest’anno. In tutti i modi cercheremo di salvare il salvabile senza abbandonare la nave. Ci confronteremo nelle prossime ore con gli organi competenti per capire cosa potremo e non potremo fare”.

Il no al palco di piazza Colombo è stata sicuramente una ‘mazzata’ ma, fin da subito sembrava un progetto impossibile, non tanto per l’interno di un eventuale recinto dove far osservare le norme, ma forse per quanto poteva accadere all’esterno, in occasione delle esibizioni: “Il progetto del palco dal punto di vista igienico-sanitario non faceva una grinza e non ha mai avuto un diniego ufficiale. Era stato rimodulato per essere un insieme di hub televisivi secondo le normative presenti in Italia. Il problema è legato all’opportunità di fare una cosa del genere, per essere in linea rispetto a quello che il paese sta attraversando”.

Carlo Alessi

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