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Economia | 21 ottobre 2020, 07:23

Ventimiglia: nuovo Dpcm, parla Dario Trucchi (Confcommercio) “Di vitale importanza non chiudere le frontiere”

“Le restrizioni certamente non aiutano noi operatori del settore, tuttavia la salute pubblica va ovviamente preservata e resta l’obiettivo principale”

Dario Trucchi (Confcommercio Ventimiglia)

Dario Trucchi (Confcommercio Ventimiglia)

Il nuovo Dpcm emanato dal Premier Giuseppe Conte impone nuove restrizioni su tutto il territorio italiano considerato in grande aumento di contagi da Coronavirus. Ultima possibilità a palestre e piscine per adeguarsi alle misure di sicurezza, avranno tempo una settimana, gare dilettantistiche di sport di contatto sono bloccate, apertura locali dalle 5 con chiusura alle 24 se con consumo ai tavoli, altrimenti fino alle 18 e le autorità locali potranno esigere il coprifuoco entro le 21.
Le misure sulla scuola saranno comunicate durante i prossimi giorni e si predilige ancora più fortemente lo smart working. Le nuove disposizioni accarezzano un po’ tutte le attività coinvolte nella penisola e si abbattono certamente sulla categoria dei commercianti ancora una volta chiamati allo sforzo. L’estremo ponente, area geografica che si poggia principalmente sull’economia legata al turismo, alle attività di ristorazione e in primis sugli scambi con la Francia,  non è esclusa dai disagi procurati dalla pandemia.

La voce, testimone del sentimento dopo le parole di Conte è quella di Dario Trucchi, presidente di Confcommercio Ventimiglia“Le restrizioni certamente non aiutano noi operatori del settore, tuttavia la salute pubblica va ovviamente preservata e resta l’obiettivo principale. Per Ventimiglia c’è da fare un discorso particolare poiché essendo una città di confine, gode degli scambi commerciali soprattutto con la Francia e la sua economia si fonda come sappiamo sostanzialmente su questo fenomeno. Questa è una zona che si alimenta grazie agli interscambi coi transalpini, un vero e proprio centro commerciale. È, pertanto, di vitale importanza per noi evitare l’ipotetica chiusura delle frontiere. Questo ci metterebbe sul serio in ginocchio”.

“Le nuove disposizioni - continua Trucchi- certamente ci rendono la vita ancora più difficile ma le accogliamo volentieri se ci permetteranno dunque di schivare quello che sarebbe senza dubbio un male più grande. Bisogna fare prevenzione e ancora più attenzione. Tutti i miei colleghi, furbetti a parte, si impegnano quotidianamente per rispettare le regole. Accettiamo quanto dichiarato dal Presidente Conte consapevoli e speranzosi del fatto che questo ennesimo sacrifico possa condurci verso la normalità”.

Trucchi
prosegue pensando naturalmente anche al disastro ambientale da poco scagliatosi sulla riviera e sciaguratamente soprattutto su Ventimiglia: “Inoltre l’alluvione ci ha dato un altro durissimo colpo da digerire e anche la prospettiva economica del turismo invernale col basso Piemonte, ormai anch’esso devastato dai danni del maltempo, è praticamente irrealizzabile. Non abbiamo le capacità per affrontare una nuova chiusura come quella che abbiamo vissuto nei mesi passati. Per noi ora ai tavoli massimo sei persone, non si possono fare feste di compleanno, le cerimonie con un massimo di 30 persone. Senza contributi diventa estremamente impegnativo. Da Nizza fino a Sanremo dipendiamo dal commercio fra le due nazioni. È dura, tuttavia mi va bene e sono d’accordo se questo servirà a migliorare le cose e mantenere i confini aperti. Cerchiamo di trovare una soluzione col male minore”.

Trucchi conclude con un augurio: “Fino al 13 novembre stringiamo i denti guardando al periodo Natale che quest’anno risulta essere fondamentale. Abbiamo perso gli introiti di Pasqua e il poter recuperare un periodo come quello natalizio garantirebbe finalmente un respiro a tutta la categoria, sarebbe l’occasione per riprendersi anche dal punto di vista psicologico. Una boccata d’ossigeno, in tutti i sensi. Tutto questo ovviamente augurandoci che con l’aumento dei tamponi la situazione migliori. Aspettiamo, comportiamoci bene, facciamo attenzione. Dobbiamo tenere duro. Bisogna stare lontani per poter stare più vicini domani”.

Poter festeggiare il Natale ‘quasi’ come siamo abituati sarebbe a tutti gli effetti un vero e proprio balsamo per le anime stanche di tutti i commercianti liguri, per tutti i commercianti italiani. Un bel regalo sotto l’albero da scartare probabilmente muniti dell’ormai immancabile mascherina, è vero, tuttavia insieme, guardando al futuro.

Diego Lombardi

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