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Economia | 18 aprile 2020, 07:21

Coronavirus: la ripartenza nell'entroterra è possibile? L'intervista con Massimo Di Fazio "Purtroppo credo che saremo obbligati a passare alla fase 3"

L'entroterra potrà entrare nella Fase 2? Ne abbiamo parlato con Massimo Di Fazio, sindaco di Triora e presidente dell'Unione dei Comuni delle Valli Argentina e Armea.

Massimo Di Fazio

Massimo Di Fazio

L'entroterra potrà entrare nella Fase 2? Ne abbiamo parlato con Massimo Di Fazio, sindaco di Triora e presidente dell'Unione dei Comuni delle Valli Argentina e Armea. Questa domanda se la stanno ponendo moltissimi amministratori dei borghi e delle cittadine.



Nell'emergenza Coronavirus, Fase 2 vuol dire, allentamento delle maglie restrittive che impongono a tutti di restare in casa, ripartenza di molte attività e per queste l'adeguamento alle misure di distanza sociale che dovranno essere obbligatoriamente applicate. In questi giorni l'Italia sta vivendo un avvicinamento verso questo momento, con la riapertura di alcune attività. Oltre a questo ci sono anche le nuove disposizioni su cantieri, coltivazioni ed allevamenti, su cui si è espressa Regione Liguria e che hanno avuto una eco molto forte nell'entroterra, generando anche alcune perplessità.

Prima di entrare sulla questione Fase 2 abbiamo tracciato un bilancio sul weekend festivo appena trascorso, dove le amministrazioni delle due vallate si sono impegnate in prima linea per presidiare gli accessi. “E' andata benissimo, i controlli sono stati efficaci. Abbiamo collaborato con le forze dell'ordine mettendoci a disposizione. Il territorio è stato presidiato in modo da non essere 'invasi', purtroppo dobbiamo usare questa parola, da persone che non avevano diritto. Da parte della costa qualcuno ha tentato di venire da noi ma non ci sono stati problemi” conferma Di Fazio.

E' cambiato qualcosa rispetto ai primi momenti dell'emergenza? “Rispetto ad un mese fa, non possiamo abbassare la guardia le criticità sono rimaste. Continuiamo a parlare con le persone, invogliandole a indossare le mascherine e mettere i guanti, a non uscire di casa se non indispensabile” - afferma il sindaco.

Regione Liguria parla di tiepida riapertura con i suoi provvedimenti? “Rispettare tutte le normative previste da Regione Liguria, non penso che sarà attuabile in un paesino come il nostro. Per le persone che possono venire a coltivarsi il terreno, naturalmente lo troviamo tutti giusto però è un errore. Chi ha la partita iva va a lavorare, ma per chi ha solo una passione è rischioso. - spiega e poi aggiunge - Hanno rettificato ieri specificando che la misura è valida solo per 'paesi limitrofi'. Non sono stato d'accordo su questa scelta. La gente lo reputa come una possibilità di uscire e farsi un giro ma non è così. Capisco che le persone dopo 30 giorni che sono chiuse in casa abbiano l'esigenza mentale e fisica di uscire. Questa situazione è rischiosa, si parla di vita o di morte”.

Per quanto riguarda i cantieri avete avuto benefici dal provvedimento regionale? “Noi abbiamo parecchie somme urgenze aperte a livello comunale, però i fornitori erano chiusi e di conseguenza i cantieri sono rimasti sospesi. - analizza il sindaco - Oggi con questa ordinanza forse è un bene, affinché un minimo di attività venga ripresa e soprattutto sulle somme urgenze si possa riprendere a lavorare. Hanno dato possibilità ad interventi che non prevedano particolari autorizzazioni edilizie, un piccolo spiraglio lo stanno dando. Bisognerà stare attenti, le persone si riuniscono per lavorare e mantenere le distanze di sicurezza sarà difficile”.

I Comuni potrebbero imporre misure ulteriori contro la diffusione del virus sui luoghi di lavoro? “Settimane fa avrei voluto imporre l'obbligo della mascherina per chi esce di casa ma mi è stato detto che non si poteva fare a meno che non interessasse luoghi pubblici al chiuso. Quindi penso sia difficile anche per un sindaco adottare misure diverse sui luoghi di lavoro”.

Come sarà la Fase 2 per le realtà dell'entroterra? “Noi piccoli paesi, credo che saremo obbligati a passare direttamente alla Fase 3, perchè non saranno adottabili le misure che metteranno a livello nazionale. Voglio sbagliarmi e vedremo quando sarà tutto delineato. Credo che le piccole attività possano avere difficoltà a rispettare tutto questo. Un problema che andrà ad incidere anche sulle attività volte al accoglienza dei turisti. Purtroppo questo sarà un anno durissimo e di turismo non so cosa vedremo” conclude Massimo Di Fazio.

Stefano Michero

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