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Cronaca | 18 aprile 2020, 07:05

L'emergenza Coronavirus dalla Costa Azzurra: Antibes si attrezza ad aprire le spiagge il 1° giugno

Annullato il Tour de France à la voile, l’ultima tappa era a Nizza. A Cannes sempre più infezioni nel Commissariato. I dati dell’epidemia

L'emergenza Coronavirus dalla Costa Azzurra: Antibes si attrezza ad aprire le spiagge il 1° giugno

L’11 maggio appare troppo vicino, Antibes si attrezza per l’inizio della stagione turistica il 1° giugno. In questo senso vi è stato un incontro tra il Sindaco, i ristoratori, i gestori delle spiagge e gli albergatori per mettere a punto un programma da sottoporre al Prefetto delle Alpi Marittime. Una stagione che è un punto interrogativo, essendo difficile pronosticare quanti saranno i turisti che si trasferiranno sulle coste del il Mediterraneo, quanti lo potranno fare e quanti si troveranno nelle condizioni, anche economiche, per concedersi un periodo di vacanze.

In ogni caso si sta predisponendo un “piano di battaglia” che prevede, per quanto concerne gli stabilimenti balneari, il distanziamento ad un metro e mezzo tra le aree occupate dai bagnanti, così da rispettare i gesti barriera ed anche mettere in sicurezza i clienti e il personale. L’igiene sarà assicurata al massimo livello. Poi, solo nel corso della stagione, si potrà valutare se i turisti arriveranno, dalla zona di Parigi come dall’Italia. In attesa…si lavora avendo quale obiettivo il 1° giugno.

Sono 34 i casi di coronavirus che sono stati accertati all’interno del Commissariato di Polizia di Cannes, una situazione che ormai è al limite della sostenibilità. Lo stesso commissario centrale, Christophe Briez, è positivo al virus.  Sono 160 gli agenti che operano all’interno del Commissariato, la scorsa settimana i casi erano 20 ora il numero si è quasi raddoppiato. La situazione stessa dello stabile è alquanto precaria, con finestre chiuse e serramenti in alcuni casi ormai inutilizzabili. Si attende una decisione da parte delle autorità: i sindacati hanno chiesto la chiusura per procedere ad una radicale sanificazione e di ripetere i test a tutto il personale, già testato la scorsa settimana.

Preoccupazioni anche per le persone esterne: l’accesso al pubblico è stato fortemente ridotto, ma le persone che vengono “fermate” durante le operazioni di polizia sono condotte al commissariato, con indubbi rischi. Ogni giorno ha il suo appuntamento 'annullato': oggi è la volta del Tour de France à la voile, una manifestazione di forte richiamo la cui tappa finale era prevista a Nizza. Dunkerque, sulle sponde dell’Oceano Atlantico, era il luogo della partenza prevista per il 3 luglio e Nizza l’ultima tappa il 19 luglio. Invece niente di tutto questo: la manifestazione è stata annullata, anche perché è stato valutato negativamente il suo rinvio a settembre, in un periodo scolare, perché le sette tappe previste, hanno spiegato gli organizzatori, si trasformano in altrettante feste popolari che vanno organizzate in momenti di vacanze scolastiche. Appuntamento al 2021, ma per il momento non si hanno anticipazioni.

Rischia di trasformarsi in uno scandalo di enormi proporzioni la vicenda della nave portaerei Charles de Gaulle che si trova in rada a Tolone dopo un precipitoso rientro in Francia. In pieno Oceano Atlantico erano stati segnalati una cinquantina di casi di infezione da Covid 19 che ora sono già 1.081. Il fatto è che a metà marzo, di ritorno da una missione a Cipro, la nave giunse a Brest dove era in programma la festa delle famiglie. Un marinaio, dietro garanzia di anonimato, ha svelato all’emittente radio France Bleu che già a bordo si manifestavano dei sintomi. Le famiglie non furono ammesse sulla portaerei e la festa si svolse a terra con la raccomandazione di mantenere le distanze interpersonali. Una richiesta di non rimettersi in mare, pare avanzata dal comandante della portaerei, sarebbe stata respinta “ad alti livelli”. Così la nave è ripartita per una missione Nato nell’Atlantico, dove l’epidemia è esplosa. Del resto, racconta sempre il marinaio, la promiscuità a bordo è notevole ed è impossibile mantenere le distanze. Ora i 1.081 casi che si sono manifestati potrebbero rivelarsi un “affaire” di grosse proporzioni con uno scandalo a livelli anche governativi

Ieri sera sono stati resi noti alcuni dati relativi all’epidemia. Dal 21 gennaio 2020, 109.252 casi di COVID-19 sono stati accertati (+ 405 nuovi casi rispetto al 16/04), comprensivi di 18.681 decessi (+ 1.514 rispetto a ieri, di cui + 429 in ospedale), comprensivi dei deceduti nelle case di riposo che sono 9.399. Nelle case di riposo i casi positivi sono 58.989. Il bollettino della Regione Provence-Alpes-Côte d’Azur informa che numero delle persone infettate dal coronavirus Covid 19, alla data del 17 aprile, è di 12.303 (+ 280 rispetto a ieri). Resi noti i numeri dei ricoverati in ospedale che sono 1.901 (+1) di cui 379 (- 14) in rianimazione. Il totale dei morti, in ospedale, nella regione è salito ad 448 (+ 27).

Nel Dipartimento delle Alpi Marittime, alla data del 17 aprile le persone ricoverate in ospedale sono 263 di cui 58 in rianimazione. Le persone decedute, in ospedale, sono 95 e quelle dimesse 326. Sempre nel Dipartimento delle Alpi Marittime i “positivi” nelle case di riposo sono 291 e ospedalizzati 33. I decessi di ospiti delle case di riposo sono stati 74 (dei quali 54 nelle strutture e 20 negli ospedali).

Nel Principato di Monaco sono 1 i nuovi casi, il totale delle persone positive al Covid-19 é così di 94 delle quali 20 guarite. Le persone ricoverate in ospedale 7 delle quali in rianimazione. Il numero dei deceduti è di 3.  

Redazione

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