Per contrastare il preoccupante aumento del reato di combattimenti tra cani, è tornato attivo il numero della Lav ‘SOS Combattimenti’ (064461206). Si tratta di un servizio unico nel suo genere nel panorama nazionale, istituito per dare un aiuto concreto a tutti coloro che vogliono intervenire, nella massima discrezione, contro i soprusi delle lotte clandestine.
SOS Combattimenti non è un numero di emergenza né di pronto intervento ma è un servizio che permette di: raccogliere segnalazioni di combattimenti tra animali; tracciare una mappa dettagliata del fenomeno; favorire l’attivazione di inchieste giudiziarie e sequestri di animali come prevede la legge. Il numero SOS Combattimenti 06.4461206 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17 (email: soscombattimenti@lav.it).
“Purtroppo i combattimenti tra animali negli ultimi tempi sono aumentati in modo molto preoccupante - dice Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV - A indicare l’aggravarsi del fenomeno sono l’aumento delle segnalazioni, il numero di persone denunciate, i molti ritrovamenti di cani feriti o morti a seguito delle lotte e lo spopolare nel web di pagine che esaltano i combattimenti. Sono aumentati - prosegue Troiano - anche i furti e i rapimenti di cani di razze abitualmente usate nei combattimenti”.
Ogni anno migliaia di animali in Italia sono vittime dei combattimenti clandestini. I combattimenti tra cani, dopo un periodo in cui sembravano essere diminuiti, anche grazie al nuovo articolo 544-quinquies del Codice Penale che punisce “con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro chi promuove, organizza o dirige combattimenti tra animali”, sono ripresi a un ritmo allarmante. Quello dei combattimenti è un vero affare per la criminalità. Grande e piccola. Si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge soggetti diversi: i casi più diffusi fanno capo a delinquenti locali, teppisti di periferia, sbandati, allevatori abusivi e trafficanti di cani cosiddetti “da presa”. Non mancano però casi riconducibili a sodalizi criminali come la camorra, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita e la mafia.
“Proprio dalla provincia di Imperia era partita nel novembre 2015 l’indagine della squadra mobile di Imperia e del commissariato di Ventimiglia che, in collaborazione con sezioni della polizia genovese e pavese, aveva permesso nell’aprile scorso di sgominare una rete di allevatori che gestiva combattimenti tra cani - dichiara Cristina Campanaro, Responsabile LAV per la provincia di Imperia - Vi furono diverse persone denunciate e fu sequestrato a Vallecrosia un allevamento clandestino di cani con esemplari di dogo argentino, pit bull e meticci incrociati con altre razze ”.














