"I Giardini della Pace un tempo erano un’area pubblica verde e fiorita sul mare, in posizione centralissima, molto frequentati da famiglie con bambini, da anziani, da gruppi di ragazzi, perché costituivano un’oasi ombreggiata affacciata sulla spiaggia, dotata di angoli ospitali per ciascuna età e funzione, arricchiti dalla presenza della Torre Saracena, emergenza storico-architettonica della città.
Il calar della sera mette ancor più a nudo gli errori di un restyling assolutamente sbagliato nella scelta di eliminare aiuole terra siepi prati fiori e alberi presenti, per sostituirli con l’attuale pavimentazione a selciato e le sedute a lapide.
Le immagini evidenziano uno spazio vuoto e privo di identità (il classico non-luogo), la baita-chioschetto infelicemente inserita accanto al manufatto dell’antica torre sul mare, una sfilata di contatori elettrici posizionati in bella vista davanti al vecchio muro di cinta in pietra, mozziconi di tronchi di palme tagliate (il taglio di alberi è una pratica ormai dilagante in città, dopo l’incidente che è costato la vita ad un turista causa la caduta di un ramo di pino sul lungomare) e poche altre palme superstiti insufficienti ad arredare quello spazi, un treppiede pubblicitario con il manifesto strappato che penzola al vento, l‘incuria generale percepibile dalla sporcizia presente (rifiuti non raccolti e mancato spazzamento).
I Giardini della Pace (oggi tale denominazione suona come un affronto!) sono il paradigma della gestione amministrativa comunale iniziata con il sindaco RAGNI e arrivata a URSO.
Tale intervento era stato realizzato con Fondi Europei (circa tre milioni di Euro) trovati in cassa nel 2004, pronti da spendere.
Si può obiettare che ormai è questione passata. Però è forse utile, ogni tanto, far notare ai cittadini come si sprecano le risorse a disposizione quando non si hanno idee e si approvano progetti sbagliati e ancora, se non bastasse, come si possono fare ulteriori danni al patrimonio pubblico semplicemente con la disattenzione e l’incuria.
Rosanna Brun".

















