"Ci sembra giusto rispondere al suo articolo come Gruppo Provinciale del Partito Democratico, essendo stati chiamati in causa". Ad intervenire in risposta all'editoriale di Gabriele Piccardo è il gruppo provinciale del Partito Democratico.
"Prima di tutto intendiamo far presente che le decisione assunte dal PD nel Comune di Imperia sono assolutamente coerenti con la linea che il partito ha elaborato all'interno dei suoi organismi. Se qualche rispettabilissimo solone, fuori dai consessi in cui con fatica, ma con molta democrazia, si elaborano e condividono le linee politiche del partito, ha deciso di proporre percorsi politici impraticabili ciò non significa assoltamente che ci sia stata anche solo una piccola smagliatura tra la linea scelta dalla direzione provinciale, dalla segreteria provinciale, dal comitato cittadino e l'azione portata avanti dal gruppo consiliare.
Il Partito Democratico, e le dichiarazioni ufficiali rese agli organi di stampa stanno lì a dimostrarlo, ha sin da subito chiarito che dopo la votazione della delibera salva Imperia e la definizione di poche impellenti pratiche, avrebbe operato assieme alle altre forze dell'opposizione per far concludere l'esperienza del Sindaco Strescino e della destra nel Comune di Imperia. E così è stato!! Questo perchè sta nella serietà e nella dignità della nostra storia politica impedire che Imperia passi da una infausta fase storica caratterizzata dai metodi e dall'egemonia scajoliana ad una fase analoga occupata e condizionata dagli uomini della ex Alleanza Nazionale, emuli senza ritegno degli stessi metodi e dello stesso modo di concepire la politica (il caso Di Marco è sconvolgente in tutta la sua evidenza) di coloro che, per una mera resa dei conti interna, vogliono sostituire.
Il Partito Democratico non fa da stampella a nessuno tantomeno ai sedicenti nuovi (si fa per dire) tribuni che credono, presuntuosamente, di essere gli unici interpreti del sentimento dei cittadini di Imperia. In secondo luogo condividiamo la Sua analisi di evidente corresponsabilità politica tra Sappa e Strescino (e anche di Paolo Calzia) e proprio per questo motivo ne abbiamo chiesto le dimissioni. Siamo pronti a dimetterci nello stesso modo accaduto ad Imperia se si realizzeranno le stesse condizioni, ovverosia se una parte cospicua del centro destra deciderà di seguirci, ben sapendo che NON si andrebbe mai più a elezioni provinciali a causa dell'attuale riordinodegli enti locali.
Le dimissioni della minoranza, Lei ci insegna, non porterebbero alla caduta della Giunta Sappa, ma semplicemente all'ingresso di nuovi consiglieri di minoranza (i primi dei non eletti). In ogni caso, tale e tanto è l'imbarazzo e la paralisi in cui si trova il Presidente Sappa e la sua Giunta che davvero, se esiste ancora un po' di rispetto per le istituzioni, è bene che si facciano al più presto da parte".
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