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Politica | 15 febbraio 2012, 09:14

Imperia: portualità cittadina e sviluppo del territorio, intervento di Rifondazione Comunista

Imperia: portualità cittadina e sviluppo del territorio, intervento di Rifondazione Comunista

"Il sistema economico-produttivo della nostra città è stato plasmato dalle sue peculiarità territoriali e storiche: tra terra e mare, tra Regno Sabaudo e Repubblica di Genova. Il tutto immerso in un clima invidiabile, caratterizzato da una mitezza invernale che neppure il gelo di questi giorni è in grado di smentire, e persino mitizzato dai 'popoli' padani e transalpini. Quindi un’agricoltura anche 'invernale' (olivo,..), una pesca mediterranea (ad oggi, lo sottolineiamo), la più importante flotta peschereccia della Liguria) e una connessa industria alimentare, gli scambi commerciali (dal sale all’olio, dai pezzi meccanici, al legno da cartiera, dal cemento al grano) a connettere e dare un senso alle produzioni. Su questi elementi si è sempre inserito il turismo, che oggi più che mai, con la agevole raggiungibilità di altri paradisi climatici (spesso meglio salvaguardati), si affida all’immagine dell’ agroalimentare, utilizzando anche il potente veicolo della 'dieta mediterranea': pasta/olio taggiasco/pesce/vini, nel nome del colesterolo buono, degli omega 3, e di quant’altro".

Lo scrive la federazione provinciale di Rifondazione Comunista 'Stenca Binon' di Imperia che prosegue: "La storica flotta peschereccia (chi non conosce il S. Ludovicus Rex ?), la Cooperativa Pescatori, l’ Asta del Pesce, le Pescherie, la Ristorazione, sono un punto nodale di questo sistema: luoghi fisici di produzione e lavoro, ed immaginari di promozione turistica. Anche per questo, la giornata di sabato 11 febbraio con la consegna  degli spazi riservati alla pesca professionale nel bacino del porto di Oneglia (63 box, locali termici, servizi igienici, colonnine erogatrici di acqua ed elettricità, un punto di prima vendita e un infopoint) al 'Consorzio porto peschereccio di Oneglia', (43 imbarcazioni e 120 occupati diretti), è stata una cosa importante. Ribadire poi anche con tale inaugurazione la natura commerciale (che è anche destinazione legale) del porto di Oneglia, porto regionale, è un buon segnale nella direzione del rispetto della destinazione dello scalo, da tempo continuamente minacciata. Sola nota stonata la esternazione del Sindaco Strescino, che nei giorni precedenti si è espresso a confermare la '…multivocazionalità del bacino dove, si può trovare la nave mercantile vicino al maxi yacht e ai pescherecci'. No, Sindaco: la multivocazionalità di un porto commerciale di limitate dimensioni come quello di Oneglia, inserito in un contesto urbano tanto prezioso sul piano storico/architettonico quanto fragile su quello degli equilibri sociali e ambientali, inizia con le navi mercantili e finisce con la flotta peschereccia ed i nuovi servizi ad essa collegati. Non prosegue - come vorrebbero certi 'poteri forti' locali, gli stessi che non si sono fatti scrupolo di combinare la desiderata trasformazione con atti tanto disinvolti e discutibili da finire sotto inchiesta della magistratura - con i megayacts parcheggiati (cui è stato già destinato per intero e con un grandissimo ampliamento, l’ex importante scalo oleario di Porto Maurizio, nell'ambito del porto turistico “più grande del Mediterraneo”), perché le due attività sono incompatibili per forma, organizzazione, tempi, orari, sicurezza e perfino estetica e paesaggio, ed espongono a rischi entrambe le attività, che interessano solo lavoratori esperti, nell’attività commerciale e peschereccia, mentre coinvolgono persone per definizione inesperte e bisognose di altre attenzioni, nel caso del turismo".

"Le attività turistico/commerciali da curare - termina il PRC - nell'area del porto storico di Oneglia, in armonia con il contesto, sono altre, soprattutto quelle legate alla ristorazione, e, più precisamente, quelle che meglio si propongono di valorizzare la peculiarità della nostra cucina mediterranea, tanto più ora che finalmente si dà l'opportunità di rilanciare in modo qualificato il locale settore peschereccio. Certo, anche il charteraggio di maxiyacht è, formalmente (e solo formalmente1), attività 'commerciale'. Ma se vogliamo sul serio valorizzare il nostro piccolo porto mantenendone l'identità, l’incompatibilità fra attività del tutto diverse deve precedere le pulsioni, alquanto illusorie e forzate, del 'tutto turismo', anche a prescindere dal rispetto delle destinazioni e dal buon gusto. O non sarà che qualche 'buontempone' pensi di spostare anche gli ormeggi dei pescherecci professionali da Calata Cuneo a ridosso dei nuovi box esponendoli così alla risacca che, innocua per barche piccole e piccolissime, crea invece grossi problemi ai natanti di medie dimensioni come il “Rex”, appunto? E così li elimini dal concretissimo immaginario di ogni cittadino (e di ogni turista minimamente consapevole e attratto dalla bellezza che contribuisce ad esprimere) ? E cancelli definitivamente la discesa al nostro mare dalla città? No, l'avvenuta consegna deve essere - lo ribadiamo a Burlando - un primo passo verso la restituzione dell’ intera Calata Cuneo e della Banchina Oceanica (Calata Aicardi) ai traffici mercantili ed ai pescherecci professionali, consentendo a questi ultimi ormeggi sicuri. Mentre la scomparsa di oggetti estranei, inutili, pericolosi e dannosi da ogni punto di vista potrà restituire lavoro vivo e non precario e un paesaggio alla città. E’ una scelta significativa. E poi, non vogliamo guastare la festa che si è tenuta, bella ed importante: spendere 2 milioni di € (0,5 messi dal Comune di Imperia ed 1,5 dall’ UE per tramite della Regione Liguria) è una scelta buona. Ma rinunciando all’acquisto di uno solo dei 131 bombardieri che gli ultimi governi Italiani si ostinano a voler comprare, si possono fare 60 interventi buoni come questo: anche qui, è questione di scelte".

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