I giovani di Confagricoltura sono nuovamente delusi, arrabbiati e stanchi non perché il palco dell'Ariston risulti ancora una volta triste e quasi asettico senza fiori ma perché Sanremo è per antonomasia la città dei fiori e proprio dietro ai fiori c'è un indotto e sopratutto una fatica che non si vede ma che conosce bene solo chi è nel settore. Dietro una rosa,un ranuncolo o qualsiasi altro fiore c'è la fatica e la passione di chi l'ha coltivato.
"Non capiamo - scrivono - il perché Il Concerto di Capodanno da Vienna, trasmesso in mondovisione dalla Sala Dorata del Musikverrein (circolo della Musica), viene proposto ininterrottamente dal primo gennaio 1939, con un pubblico stimato intorno al miliardo di telespettatori ( sindaco compreso ) in un apoteosi di fiori di Sanremo e ogni anno rimaniamo a bocca aperta nel vedere il palco e la sala gremita di fiori di ogni colore e specie. Perché a Sanremo questo non succede? Ricordiamoci che Sanremo è il festival per pochi giorni ma è la CITTA' dei FIORI per tutto l'anno per cui sarebbe giusto e rispettoso che avessero il risalto che gli spetta! Ricordiamoci che molte aziende della nostra provincia in questi giorni di festa stanno subendo a causa del gelo dei danni alle coltivazioni anche irreparabili Ricordiamoci gli effetti devastanti della manovra Monti sull'economia delle nostre aziende agro-floricole Ricordiamoci che il giovane che si avvicina alla nostra professione oggi, lo fa in un momento di particolare incertezza ed invece di essere in tutti i modi tutelato, non viene considerato Ricordiamoci che Sanremo deve il suo prestigio grazie ai Fiori!"














