Un nostro lettore, Giovanni De Carli, ci ha scritto in relazione al fatto avvenuto ieri al porto di Bordighera, che ha visto l'abbattimento di un cinghiale:
"Non entro nel merito di come sia potuto finire nonostante gravemente ferito sugli scogli, senza che nessuno, tranne un pescatore se ne accorgesse. La mia protesta volge al macabro rito del colpo di pistola sparato da un agente provinciale, cui ampio fotoservizio è stato dedicato sul giornale on-line. Capisco che per l'animale nulla poteva essere fatto, ma come si legge dal giornale, la decisione è stata presa dopo ben due ore, tenendo l'animale in acqua marina salata, con chissà quali atroci dolori. Infine, come anticipato, la macabra esecuzione in stile 'talebana' con tanto di colpo di pistola alla testa, massa in opera da un agente guardiacaccia, attendendo l'allestimento di un set fotografico davanti ad un folto pubblico tra curiosi ed addetti ai lavori. Critico pertanto il 'modus operandi', che mette alla luce un'incredula disorganizzazione ed una violenza ad un animale, che come detto prima, se l'unica soluzione era quella, avrebbe potuto concludere gli ultimi attimi potendo contare su persone che avrebbero potuto alleviarne almeno il dolore. Con questa mail non critico però la caccia se eseguita nelle regole, ma non posso pensare che un'animale possa aver sofferto inutilmente. Sono veramente avvilito. La foto del colpo di pistola non riesco a dimenticarla. Cambierà la vittima, ma la crudezza no".














