La Pro Loco di Buggio, organizza per domenica la 40a Sagra della Caldarrosta, con inizio alle ore 12. La sagra, si svolge ormai dal 1970 nella piazza del centro storico del piccolo paese. Per tutti gli affezionati, e per tutti coloro che non sono mai stati a Buggio per questa festa, questo e' l'anno buono per partecipare in quanto tutto si svolgerà in concomitanza con la giornata del Touring Club dedicata ai Comuni che hanno ricevuto la Bandiera Arancione (Pigna, comune del quale Buggio è frazione, ha ricevuto pochi mesi fa questo prestigioso riconoscimento) e in più saranno presenti raprresentanti del 'Parco regionale delle Alpi Liguri', di cui Buggio e Pigna possono considerarsi la ideale 'porta di entrata', che faranno conoscere un po' meglio questo meraviglioso ambiente anche con spazi dedicati ai bambini.
Dalle 12, fino a sera, si potranno gustare le caldarroste fatte sul momento con le grandi e tipiche padelle (Paele) di una volta. Si potrà gustare il castagnaccio (dolce a base di farina di castagne) e le tipiche frittelle di mela (Friscei de Mera). La giornata sarà allietata da buona musica. Dalle ore 15 sarà attivo un servizio di navetta da Pigna (presso il distributore di benzina). In caso di pioggia la sagra sarà rimandata alla domenica successiva.
La piccola frazione, ultimo centro abitato della Val Nervia, è situata nella parte montana della valle, ai piedi dei monti Toraggio, Tenarda, Gray e Pietravecchia, splendido complesso montuoso delle Alpi Marittime più occidentali. Dista dal comune capoluogo Pigna circa 5 km e circa 67 km da Imperia. Il borgo è attraversato dal torrente Nervia che ha origine alle pendici del Pietravecchia e nella parte iniziale è chiamato Torrentino delle Tane, Valùn deè Tañe in dialetto Biijinolu (di Buggio), e dal piccolo Rio Lepre, affluente del Nervia.
Gola dell'Incisa Buggio nel primo '900 La leggenda vuole che sia stato fondato da tre ladroni provenienti dalla Francia occitana che, trovata una via di scampo dalle guardie che li inseguivano, attraverso la Gola dell'Incisa, si rifugiarono nel luogo dove ora sorge il borgo di Buggio. I tre ladroni, qui stabilitisi e venuti a contatto con altri abitanti della zona più a valle, decisero di fondare un piccolo paese a cui diedero il nome di buccio (termine preromano che significa Vitello), che in seguito fu mutato fina a giungere a quello attuale. Tutto questo accadeva intorno al IV secolo. La storia tramandata di padre in figlio racconta che nell'VIII secolo si sia recato a Buggio a cresimare i bambini san Siagrio, vescovo di Nizza e nipote di Carlo Magno. [senza fonte] Fino alla seconda metà del 1200 Buggio ha avuto una propria indipendenza da ogni altro paese fino a quando non è stato unito a Pigna di cui ha condiviso e condivide tuttora le proprie vicende. Durante le guerre fra Genovesi e Piemontesi per il possesso dei vari paesi, Buggio è stato per un breve periodo sotto il dominio di Genova ma grazie all'intervento militare del Generale buggese Antonio Ferrari il paese si liberò e si sottomise al comando del Regno del Piemonte il cui duca Carlo Emanuele nel 1620 investì con titolo comitale (Conte di Pezzana) Agostino Siccardi da Buggio. Giuseppe Siccardi discendente del Conte Agostino fu Ministro della Giustizia del Regno di Sardegna dal 1849 al 1851, anno in cui tornò in magistratura come Presidente di Cassazione. Nel periodo delle campagne napoleoniche in Italia soggiornò a Buggio il Generale Massena.














