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Economia | 10 settembre 2019, 06:40

Riso e salute – perché e quando il riso fa bene

Dopo il grano, il riso è il cereale più consumato dagli esseri umani.

Riso e salute – perché e quando il riso fa bene

Dopo il grano, il riso è il cereale più consumato dagli esseri umani. Tradizionalmente più diffuso in Asia e in Africa che in Europa, è anche un alimento tipicamente italiano. In Italia, troviamo infatti coltivazioni importanti di riso nel basso Piemonte, tra le provincie di Vercelli e Novara, dove viene coltivato riso di ottima qualità ideale per la preparazione di zuppe e risotti. Esiste riso di tantissime varietà e si presta ad essere cucinato in moltissimi piatti diversi sia dolci che salati.

Quali sono le qualità di questo cereale? Come e quando consumarlo per il beneficio del nostro organismo?

Proprietà

Privo di grassi, sali e zuccheri, ma ricchissimo di principi nutritivi importantissimi, tra cui fibre, carboidrati complessi e minerali, il riso rilascia gradualmente le calorie nell’organismo, fornendo più energia a lungo termine. Non stupisce quindi che sia l’alimento base della maggior parte della popolazione mondiale. A basso contenuto di proteine, ma senza glutine, il riso è ideale per le persone intolleranti al glutine ed ad altri cereali.

Il riso ha inoltre innumerevoli proprietà curative; calma e rafforza l’apparato digerente, aiuta ad eliminare le tossine e, secondo la medicina tradizionale cinese, aumenta l’energia vitale. L’abbondanza di vitamina B sostiene il sistema nervoso e può aiutare in caso di depressione. Inoltre, il riso è usato per combattere nausea e diarrea e per i bambini che non tollerano il latte materno. Uno studio della FAO (organizzazione per il cibo e l’agricoltura) riporta che alcune qualità di riso sono ricche di ferro e calcio e altre, nello specifico un riso originario del Kerala in India, usate per rafforzare il sistema nervoso delle persone affette da paralisi. Il consumo di riso disintossica e depura l’organismo ed è usato per le malattie intestinali.

Riso bianco o integrale?

I processi di raffinazione indeboliscono l’apporto di sostanze nutritive e studi recenti hanno dimostrato che l’assunzione di riso bianco raffinato può contribuire a scompensi nel livello di zucchero nel sangue dovuti alla carenza dei minerali necessari a mantenerne l’equilibrio nell’organismo. Il riso integrale non raffinato è invece efficace nell’abbassare i livelli di glicemia ed un’eccellente fonte di nutrimento. Il riso integrale contiene infatti oltre 70 antiossidanti dalle incredibili proprietà. Alcuni proteggono dall’invecchiamento delle cellule, altri, come la vitamina E, riducono grassi e colesterolo e proteggono dal rischio di tumori. Il riso integrale contiene vitamina B e minerali in abbondanza ed è particolarmente ideale per le diete dopo o durante una malattia.

Chicco corto o chicco lungo

La lunghezza del chicco di riso determina la concentrazione di amido nel cereale. I chicchi lunghi contengono tipicamente meno amido di quelli corti e per questo motivo i chicchi corti tendono a diventare appiccicosi durante la cottura.

Come cucinarlo

In Italia siamo abituati a cuocere il riso facendolo bollire per poi scolare l’acqua in eccesso o lentamente a fuoco basso per i risotti. In realtà ci sono altri modi pratici per cuocere il riso, come ad esempio al vapore, ovvero mettendo la quantità d’acqua necessaria. Calcolare la quantità d’acqua esatta può essere a volte difficile se non si è pratici, per cui un cuociriso elettrico è un’ottima opzione che permette non solo di regolare l’acqua ma anche di cucinare il riso in modo sano e veloce. Il riso si presta alla cottura con altri cereali e per certi problemi di salute conviene combinarlo. Le combinazioni raccomandate sono con orzo, farro, legumi, quinoa, miglio e avena.





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